L’amore alla fine è centrale, fa così male, che a volte ce ne dimentichiamo. Non possiamo farci niente, in ogni nostra più piccola azione è presente amore, ogni nostra richiesta è una richiesta d’amore. Esigo dell’amore proprio adesso, please, è quello che in realtà diciamo quando interagiamo tra di noi in società, mentre invece fingiamo di fare altre cose, tipo pagare le bollette, Interno 4? Si. Ho un pacco d’amore per lei.
Ma benissimo!
Quando parliamo d’amore, non parliamo realmente d’amore; le cose iniziano a confondersi seriamente, credo: aspettiamo quest’onda gravitazionale che ci invade il corpo fino a farci sballare di droghe naturali e sensazioni epistemologiche nuove, tutta quella pelle lucida e quell’ossitocina, quel questo è il mio ragazzo, mio, mio, mio, mio, tu sei mia, lui è suo, lei è di lui, lui è di lei, quelle gite domenicali con la pioggia in montagna per fare cose nuove quando invece avresti potuto aspettare per una giornata di sole, quei viaggi a Parigi e quei guarda sono adulto ho una relazione stabile, ci saremo sempre e per sempre gli uni per gli altri.
Invece questa è solo l’idea base, quella che ci siamo fatti assieme a tutti quei poeti che, presi proprio dalla forza dell’amore, hanno tentato di ricordarci com’è l’amore nella sua forma più pura, quando siamo nel flow e andiamo senza mani. La verità però è che ci stiamo sbagliando, la verità è che l’amore non deve esserci sempre (come dicono i meme delle ragazze che sono state lasciate su facebook e che stanno aspettando di ritrovarsi nel modo più patetico possibile), che può farti soffrire, che ti farà quasi sicuramente passare una nottataccia, che è totalmente diverso da come te lo immaginavi, che è a scadenza e ti lascerà delle cicatrici, l’amore è quell’ennesimo bicchiere di vino bevuto in piazza, quel tossicomane che si nasconde sotto gli archi per vivere la sua personalissima elaborazione del ricordo, quella mamma stanca in autobus, quella tetta primordiale da cui beviamo il primo latte, l’amore ha a che fare con la parte più bestiale del nostro essere, non ha niente a che vedere con le cerimonie che coronano i nostri successi sociali. L’amore è dovunque ed è centrale, ma fa anche male e come ogni nostra esperienza reale ha bisogno di essere svelato, rimodificato e riposizionato nei nostri paesaggi mentali spazzati dalle correnti di pensiero. E quindi alla fine sbatterci per amore è praticamente inevitabile, anche se fingiamo che tutto ciò che facciamo abbia un altro scopo. Tutto il resto, sono solo parole.