Introduzione di Vittorio Sgarbi
fotografie di Ottavio Tomasini e Gino Comini
Atelier Giuseppe Rivadossi , Brescia 2006, 168 pagine
Repertorio delle opere dello scultore ed ebanista bresciano (n. Nave 1935), commentate con scritti dello stesso artista
Strutture dell’abitare quotidiano, contenitori e custodie per gli oggetti di tutti i giorni, inedite prove di perizia artigiana e tecnologica ideati e realizzati rigorosamente in legno per un concetto di casa come spazio della memoria e insieme luogo dell’anima. Ma soprattutto immagini archetipe che richiamano la vita di ogni uomo: l’arco del cielo, la linea dell’orizzonte, la verticalità della persona, la maternità.
Accanto alle nuove strutture e ad alcuni masterpieces della storia dell’atelier di Giuseppe Rivadossi, la mostra presenta un importante nucleo di venti sculture, ultima tappa di un percorso poetico cominciato nel 1948 cui Rivadossi si dedicò ancor prima di creare architetture per l’abitare. Venti sculture dedicate alla figura della donna-madre, custode principe della vita di ognuno di noi. Forme femminili prive di movimento, di gestualità alcuna, sedute o in piedi, comunque sempre frontali nell’accogliere la vita che si schiude.
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