San Gerolamo nello studio
Mariano Fresta - Il castagno dei cento cavalli e altri frammenti di memoria tra Etna, Prealpi e Valdichiana, Edizioni Effigi, 2014.
L’autobiografia di Mariano Fresta, studioso di lettere e antropologo, apre la neonata collana Recorder/Effigi dedicata alle storie di vita.
Il testo si sviluppa come una raccolta cronologica di frammenti: memorie ambientate in giro per l’Italia, dalle terrazze vista mare dell’assopito paese siculo di Sant'Alfio, a Brescia, Catania, fino alle valli toscane.
Con il piglio del San Gerolamo di Antonello da Messina, ossia quello del lettore solitario, intellettuale e meditabondo immerso nella calma di un interno (che però non legge ma racconta), in un mondo di affetti sommari e disinteresse culturale, l’autore ripercorre l’infanzia all’ombra di un mastodontico castagno, la scuola (vissuta male dietro il banco ma particolarmente “sentita” dall’altro lato della cattedra), l’esperienza musicale dall’altro lato della grancassa, la vita politica “rossa” (ma sempre in qualche modo dissociata) e poi gli studi, la glottologia, l’insegnamento, i primi passi nella demologia, le meditazioni pensionistiche in bicicletta e le riflessioni su arte e letteratura.
Spiccano, tra i paragrafi, i ricordi dedicati a personalità politiche e letterarie (tra cui Antonino Uccello, Asor Rosa, in particolare Pietro Clemente, collega ed amico di lunga data), dei miti-modello ai quali l’autore si è ispirato o rifatto; oltre alle digressioni sul folklore e la didattica etnoantropologica, che lo hanno interessato più avanti negli anni (come accaduto per la sottoscritta).
Curiosi i districamenti etimologici disseminati nel volume; interessante la riflessione sull’autenticità culturale delle feste e degli eventi ricalcati su quelli del passato, cancellata dall’avvento del turismo e da una società cambiata e non più intimamente bisognosa di qualcosa che non sia mero intrattenimento da piazza.
Fresta parla chiaro e non la manda a dire, abbastanza critico e mai del tutto soddisfatto; ma in un mare di aneddoti e di paesi -appunto- marittimi, occulta proprio il nome del luogo che è stato per lui il porto più congeniale ove attraccare: Montepulciano, citato con la lettera puntata.