E diglielo che si cambia per amore ma non si cambia chi si ama

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E diglielo che si cambia per amore ma non si cambia chi si ama
io ho avuto il coraggio e ora spero tu stia meglio quando pensi, "anche a lei piaccio"
Te lo sei chiesto mai?
Se hai più paura di cambiare ...
O più paura di restare uguale
Ma ci pensi mai? Te lo sei chiesto mai?
Se hai più paura di rischiare ...
O più paura di restare a guardare?
quanti tragitti in macchina avanti-indietro con questa melodia, quando potevo piangere solo ai semafori per poi ripartire come se niente fosse. "toccaterra come un imperativo stanco" – quante volte me lo sono ripetuta, scrivendomelo perfino sulla pelle con l'inchiostro di una penna. quante cose inesprimibili, incontenibili. quanta paura, quanto coraggio.
buon compleanno, toccaterra
Cesare Pavese, La bella estate // Emma Nolde, (male)
Emma Nolde
Toccaterra
Data di rilascio: 03-09-2020
Dormi
Data di rilascio: 30-09-2022
NUOVOSPAZIOTEMPO
Data di rilascio: 08-11-2024
Punto di vista di Emma Nolde e Niccolò Fabi Una live session per ritrovare il senso in nome di un'urgenza per un tempo presente-prossimo
"Vedi, io vivo come su un binario E lo so che sembra una rinuncia Ma è solo un modo per restare in piedi e Non perdermi nel vuoto È il giudizio del mio tribunale Che mi ammanetta e non mi fa rischiare Non dobbiamo più, uh, più, uh nasconderci Smontiamoci e facciamoci a pezzi Scambiamoci gli occhi e scambiamoci i sensi Scambiamoci ogni cosa che ci faccia stupire Cambiamo angolazioni e modi di percepire Qualsiasi cosa che ci faccia imparare Un'altra visione del mondo, del tempo e dell'amore"
Questa canzone è certamente una delle canzoni più significative dell’anno appena terminato. Mi ha permesso di fermarmi abbandonare il mio binario anche se per una parentesi temporale breve; concedendomi una pausa da tutta la vita che costringe, donandomi l'opportunità di lasciarmi andare.
Nella strofa cantata da Niccolò Fabi e nella coda di questa canzone vedo riflessa la me di un presente che mi appartiene certo per peculiarità, condizione, modo di Essere donna adulta che proietta la perseveranza di un orizzonte possibile e prossimo.
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Era una mattina di fine novembre, un timido sole arancione colorava le nuvole e filtrava luce dalla portafinestra della cucina ancor prima di Punto di vista mi folgorarono Sirene, Sconosciuti, e Universo parallelo.
Ricordo come fosse ora che ascoltai NuovoSpazioTempo, a una manciata di giorni di distanza dalla data di uscita, perché scrollando la tracklist per leggere i titoli, intuii l’ascolto richiedeva una certa cura e un certo respiro, unito ad una disponibilità all’introspezione e qualche goccia d’umana alienazione.
Nel mese di dicembre molti dei brani di questo disco entrano in alta rotazione tra i miei brani prediletti e Punto di vista in particolare entra in loop come fosse una rappresentazione di un sentire affine non solo di quei giorni; diviene certamente un punto fermo di una personalissima consapevolezza di una rivoluzionata prospettiva che si illumina e commuove.
A gennaio poi esce la live session di questo brano, in cui ritrovo tutto ciò di cui ho bisogno, nella veste che amo di più, quella che circa vent’anni fa, mi rivelò il mio posto nel Mondo. Due chitarre acustiche scambiate e un violoncello vibrano, armonizzano e accompagnano due voci e due anime che dichiarano con forza la profonda indisponibilità a nascondere quello che sono anche se dovesse significare Rivoluzionarsi.
L’unicità e la vera magia di questa canzone sta nel farsi spazio a vicenda e nella naturalezza del cantare quasi sussurrando per lasciare respiro al peso specifico delle parole.
Ora son certa che è questa la dimensione che desidero tornare a vivere quando scelgo di ascoltare e accogliere la musica perché forse è e sarà più facile incontrarsi e scegliersi; per non nascondersi.
Grazie a Emma Nolde e Niccolò per questo dono luminoso ed eterno da cui non riesco a separarmi per riempire i vuoti troppo lunghi.
Vi voglio bene e vi sono grata immensamente.
aLi
«vedi, io vivo come su un binario e lo so che sembra una rinuncia ma è solo un modo per restare in piedi e non perdermi nel vuoto è il giudizio del mio tribunale che mi ammanetta e non mi fa rischiare la presunzione di essere arrivato nel punto dove tutto è già fissato e stabilito ma io non voglio più nascondermi non dobbiamo più nasconderci smontiamoci e facciamoci a pezzi scambiamoci gli occhi e scambiamoci i sensi scambiamoci ogni cosa che ci faccia stupire cambiamo angolazioni e modi di percepire qualsiasi cosa che ci faccia imparare un’altra visione del mondo del tempo e dell’amore»