Ciao Mamma,
non puoi neanche immaginare quanto mi manchi ogni giorno che passa.
Non puoi neanche immaginare quanto pagherei per averti di nuovo qui, anche solo per un minuto, per dirti ti voglio bene.
Ti vorrei qua, accanto a me, come hai sempre fatto, pronta ad aiutarmi e a sostenermi, ma ora non ci sei più...
Mi hai lasciata proprio quest’anno, un anno delicato e pieno di emozioni intense.
Emozioni che non se ne andranno via facilmente, perché senza di te non è la stessa cosa, o meglio, io non sono la stessa persona.
Mi avevi promesso che non mi avresti abbandonata anche te, come hanno già fatto i miei, ma le promesse sono fragili e nessuno le mantiene.
Speravo con tutto il cuore che fosse solo un incubo, ma invece, era la pura e triste realtà.
Te ne eri andata via, così, come hai sempre desiderato senza soffrire.
Non vedevi l’ora di raggiungere il cielo, l’ho notavo dai tuoi occhi, giorno dopo giorno sempre più spenti e vuoti.
Non ho mai pianto davanti a te, perché volevo darti tutta la forza che c’era e “forse” c’è ancora in me.
Eh già, piangevo la notte, dove nessuno poteva vedere le mie lacrime, dove solo il cuscino sapeva tutti i miei segreti, i miei dolori.
Molte notti ho fatto fatica ad addormentarmi, molte notti le ho passate in bianco, solo per paura che te ne potevi andare via.
So che non sono stata una figlia perfetta in certi momenti, ma nessuno è davvero perfetto.
Però una cosa è certa: Ti ho sempre voluto bene Mamma ed ho sempre cercato di dimostrartelo e di fartelo capire.
Te hai sempre accettato il mio carattere abbastanza particolare, molto dolce e molto stronzo allo stesso tempo.
Non mi hai mai criticata, nemmeno quando iniziai a tagliarmi, perché il dolore sul polso faceva meno male di quello morale.
Mi sono martoriata i polsi e le gambe, solo per sfogarmi con me stessa, dato che te avevi già i tuoi problemi.
Non l’ho fatto per ferirti, ma perché non volevo aumentarti le preoccupazioni e i tuoi dolori.
So che di sicuro ti ho ferita moralmente, infatti ti chiedo umilmente scusa.
Non ti chiedo di perdonarmi, ma solo di accettare questo brutto atto di violenza che ho compiuto, perché sì, mi sono distrutta.
Ero arrivata al punto di volermi suicidare, e avevo tentanto il suicidio, solo che poi capii che non ne valeva la pena.
Che era meglio vivere che morire.
La società è sempre stata bastarda e tuttora lo è, ma adesso, vado avanti per la mia strada, come mi hai insegnato te.
TI AMO MAMMA, MI MANCHI!













