Thank you, mister E
Mentre gli altri discutono e si incazzano, Si sfottono e si fottono Si parlano e si intendono lavorano e mi parlano Io guardo fuori dalla mia testa.
Non so se è un problema mio o tuo Non è sempre così. Io guardo fuori dalla mia testa e vedo
Quanto è cinematografica la tua bocca l’ambiente in cui siamo Come è aperto il tuo vestito, l’abbinamento con le scarpe la borsa io lo noto, lo apprezzo. Ehi, cosa guardano i tuoi occhi? ti darei un bacio sul collo, adesso smettila di dirmi tutte queste stronzate è solo un gioco
Ti prego dimmi qualsiasi cosa di vero Dimmi che pensi che io sia un’idiota, un debole
Ma dimmelo
Cosa stai facendo? mi fa impressione che tu ci metta anima e corpo. Di tutte le cose che mi hai detto fino adesso Ho capito solo che posizione assumi quando parli.
Dimmi una cosa vera.
Inizio io?
Vorrei ballare su questo tavolo, tirando calci a qualsiasi cosa. Vorrei giocare a pallonate nei corridoi. Vorrei tirare fuori una pistola dai pantaloni e cominciare a sparare all’impazzata. Vorrei toccarti il culo. Vorrei toccarti il culo, strapparti i vestiti e baciarti sul collo così avresti una reazione istintiva vera e io sarei contento.
Vorrei possederti sul tavolo in sala riunioni. Tutte le volte che siamo in riunione ci penso, l’hanno progettato apposta quel tavolo. Vorrei vederti piangere e consolarti Vorrei che ci fosse una sparatoria, un incendio, una strage qualcosa da dovercela cavare per uscire. Ti proteggerei, e cercherei di portarti in salvo Vorrei venire al lavoro ubriaco perso o farmi trovare in fin di vita davanti all’ingresso, la mattina presto. Tutti dovrebbero passarmi sopra per andare al lavoro, non potrebbero evitarmi.
Vorrei farmi compatire, invece di essere io tutte le volte a compatire voi.
Tanto lo so Che alla fine un giorno mi lascerete fuori Con le ponderate parole
Thank you, mister E.







