Esperimento arachidi!
Dopo aver provato con i ceci neri e bianchi nel duemilaquindici, quest’anno ci siamo procurati delle arachidi da semina (quindi non tostate!)
Ma prima un po’ di teoria!
Le arachidi sono Leguminose che amano i terreni sciolti ed un clima caldo e asciutto. Il nome botanico della pianta, Arachis hypogaea, rimanda al fatto che, dopo aver fiorito, sviluppa i frutti sotto terra. Infatti, una volta avvenute la fioritura e la fecondazione, il peduncolo (parte che unisce prima il fiore e poi il frutto al fusto) si allunga molto e curvandosi penetra nel terreno, dove il piccolo frutto (baccello) cresce fino ad essere maturo.
Le arachidi, il cui baccello deve conservarsi integro fino al momento della semina, vanno sgusciate con attenzione (lasciando intatta la pellicina rossa che ricopre i semi) e i singoli semi messi in solchi profondi circa 1,5 cm.
Come tutte le leguminose questa pianta svolge un’azione molto utile, contribuendo a fissare l’azoto nel terreno, tramite l’azione dei batteri rizobi presenti sulle radici [che formano i “pallini” visibili nell’ultima foto ndr.].
[testo rielaborato da Vita in Campagna, 10/2015]
Dopo aver studiato un po’ insomma siamo passati...alla pratica!
Seminate ad inizio Maggio, quando il terreno è già caldo...
...le piantine sono cresciute senza problemi, formando numerosi piccoli fiori gialli...
A metà Ottobre, prima che le piogge dell’autunno rischiassero di farle andare a male, le abbiamo finalmente raccolte!
Ora non ci resta che tostarle!
Per i più scientifici...ecco qui sotto un particolare delle formazioni create sulle radici dai batteri azotofissatori!












