La salute che conta non è solo fisica, ma anche mentale; l'alcool distrugge le cellule cerebrali.
Puoi anche star bene fisicamente, apparentemente, ma la tua mente, nel tempo, perde facoltà cognitive e quella che sembra banale ignoranza, è l'effetto del consumo di alcool.
L'alcool (etanolo) non è un alimento; il fatto che accompagni i pasti da millenni non significa che il nostro dna abbia imparato a gestirlo; tutt'altro, perché l'organismo lo tratta ancora come sostanza tossica: cerca di espellerlo in ogni modo; chi beve lo mette sotto sforzo.
Chi metterebbe a rischio il motore della propria auto, buttando acqua nel serbatorio?
Con l'alcool accade la stessa cosa: facciamo circolare nel nostro organismo ciò che compromette la salute di esso (una sostanza tossica), non qualcosa di salutare, accelerandone l'invecchiamento.
Il consumo 'ordinario', erroneamente indicato a basso rischio, d'un bicchiere di vino porta alla tolleranza; è raro che ci si fermi ad un solo bicchiere a pasto/al giorno, poiché, essendo una droga, quanto il tabacco, l'organismo comincia a chiederne sempre di più nel tempo.
Non stiamo bevendo perché l'alcool ci piace (il sapore è amaro, agro, pungente, sgradevole al primo assaggio; ci devono far 'abboccare' e allettare con usanze, costumi per consumarlo); veniamo indotti culturalmente, senza siano offerte corrette informazioni a riguardo.
Le bevande più lesive e pericolose, soprattutto per i più giovani, sono i cocktail - disponibili non solo nei locali, ma pure nei supermercati - poiché più di un vino, d'una birra, d'una vodka, ingannano il cervello contenendo sapori dolci: rendendone più gradevole il consumo.
L'alcool è una droga, una sostanza SOLO tossica per il nostro organismo: attenzione a non cadere nelle falle della disinformazione, fatte apposta per far considerare l'alcool 'altro' e depistare i consumatori dalle gravi conseguenze legate al suo consumo.
Normare bene qualsiasi sostanza psicotropa, come etanolo e tetraidrocannabinolo, NON ha nulla a che vedere col proibire, anzi; va tutelato il consumatore quanto il non consumatore: questo è il giusto equilibrio in una Società basata sull'Etica, non sulla morale (pregiudizio).