┊ 𝖠𝗎𝗀𝗎𝗌𝗍 𝟢𝟫, 𝟤𝟢𝟣𝟫 𝗂𝗇 𝖯𝖺𝗋𝖺𝖽𝗂𝗌𝖾, 𝖭𝖾𝗐 𝖸𝗈𝗋𝗄. 𝖤𝗑𝗍𝗋𝖺𝖼𝗍
▪️Non sei particolarmente felice del fatto che sia quella Eden a doverti guidare verso il tuo acquisto illecito, ma non puoi sollevare pretese e lo sai. Quello è il territorio di Vasilisa, casa sua, e sei perfettamente cosciente di come funzioni quel mondo. Se ti trovassi nel Bronx, nel territorio di Hector e Kent, potresti fare il figo, con richieste da viziato, per via delle tue conoscenze. Un sospiro lento e lungo riempie e sgonfia la tua cassa toracica. Torni a guardare la mora e le rivolgi un sorriso forzato, stringendo i denti. Non vedi l'ora che quella scenetta finisca, non vedi l'ora di essere a casa, con la tua nuova droga, pronta a diventare la tua preferita, e nient'altro, e nessun altro. Ma non lo sai che la giapponese, per chissà che divertimento, abbia in mente altro. Non sai che dovrai trattenerti più del dovuto, non sai che cosa, o meglio, chi ti aspetta dall'altra parte del backstage, ignara quanto te, che stai seguendo la ballerina, dopo aver salutato il suo capo con solo un distratto gesto della mano. Lungo il percorso hai lasciato il bicchiere su un divanetto ed Eden non ha pronunciato verbo, ti ha fatto fermare abbastanza vicina all'uscita verso la passerella ed è sparita dietro ad una lunga tenda, per poi tornare pochi minuti dopo. Non sai che, oltre ad essersi procurata la droga, ha anche chiamato Mya, dicendole di raggiungerla con chissà quale scusa. La mora ti sorride furbescamente, posizionandosi così vicino a te da poterne sentire il respiro, ed allunga indice e medio destri verso il tuo fianco, tra le due dita vi è la bustina da te richiesta e tu con scioltezza prendi i soldi dalla tasca e li scambi con la Dama Bianca. In quel momento, un rumore di tacchi, che neanche lo sguardo magnetico di Eden, fisso nei tuoi occhi, riesce a non farti notare, al che scosti il tuo sull'origine di quel suono, nascondendo istintivamente nel pugno ciò che hai appena acquistato. Ed ora la vedi, in quell'outfit che ti era già stato descritto, ma che mai avevi visto indosso a lei, ed entri nel panico. Ti ha visto? Vi ha visti? Getti un'occhiata di supplica alla spogliarellista, intuendo che fosse colpa sua la presenza di Mya lì, in quell'estate istante e lei perde il proprio sorriso. Chissà, le avrai fatto pena. In ogni caso, ha funzionato, un altro sorriso si forma sulle labbra della ballerina, fasullo, prima che si dilegui con un saluto dato da uno sfarfallio delle dita. Adesso sei solo con Mya ed è l'ultima cosa che avresti voluto questa sera.
▫️Eden non ti ha spiegato molto, è stata alquanto misteriosa con le informazioni e la cosa ti ha alquanto agitata. Hai ballato poco fa, ti sei esibita nel tuo solito angolino e il timore che qualcuno abbia richiesto un esibizione privata ti spaventa un po' quanto in fondo ti lusinga; ma Vasilisa e chiunque qui dentro ti ha sempre assicurato che niente succede se tu non voglia. Magari è un bel ragazzo. O forse un brutto pancione ubriaco. O un vecchio. No dai, basta Mya, vai da Eden e poi penserai al dopo. Ti ha detto di raggiungerla nel backstage ma senza dirti chiaramente dove, sei già pronta a ricercarla con lo sguardo ma qualcos'altro ti toglie un battito e il respiro in un solo colpo. Un ciuffo biondo riconoscibile anche in lontananza, occhi azzurri che incroci per un istante prima di sentirti precipitare altrove, sentendo chiaramente le gambe che tremano; anche se in realtà sono ferme. Ethan è al Paradise. Con Joy. Una seconda occhiata, ancora immobile al tuo posto, ti fa notare che non sia lei ma sempre Eden. E perché Eden è così vicina a lui? È venuto a vederla ballare? Solo per lui? Eppure se ne va lasciandoti ancora più confusa, non capendo cosa devi fare adesso. Lo sguardo ricade sul pugno chiuso del ragazzo che sfugge all'istante dalla visuale, portandoti così il sospetto. Passare del tempo nel locale ti ha fatto capire come le cose funzionano, la sicurezza che è presente ti ha comunque messa a tuo agio, solo che non ti aspettavi che proprio Eden sia in quel ramo d'affari. Ti saresti aspettata più Dallas, Joshua, o il tizio strano che gironzola spesso nel backstage, ma mai una ragazza. Non sai perché, forse il fatto di come le donne siano elogiate e protette qui dentro... però non puoi esserne sicura, forse sono amici e lui aveva bisogno di un favore. Già, un favore. Non è più affar tuo, no? Non vi sentite ormai da un bel po', e anche se tu hai offerto stupidamente la tua amicizia lui sembra aver ignorato il tutto; forse consapevole quanto te di quanto ben poco sei stata sincera. Ma devi essergli amica, no? Ti eri ormai offerta. Quindi non lasci che il silenzio e l'immobilità ti possiede, allo sparire dell'altra ballerina scendi il piccolo gradino che sembra dividere il backstage, rivolgendo a lui un sorriso cordiale, senza sapere esattamente perché vi trovate qui, guardandoti un attimo attorno e non trovare assolutamente nessuno. Avrai fatto pochi passi verso di lui ma senti le gambe che vogliono ancora contrastarti, sentendole tremare nuovamente dall'interno. Dimentichi del tutto come sei vestita, completamente persa nel momento, dal suo aspetto, dalla sua presenza del tutto inaspettata. Eppure non vuoi che l'occasione sfumi via senza che tu faccia niente, magari è il destino che ti concede qualcosa? L'opportunità di intraprendere quella strada di amicizia? Ma chi vuoi prendere in giro. Nessun amico penserebbe ciò che stai pensando tu. Che stai provando.
- Ehi...da quando vieni al Paradise? -
Provi a dire qualcosa, stupendoti del tuo stesso tono tranquillo, quasi sereno se non fosse per il tornado nello stomaco. Il sorriso sincero e lievemente imbarazzato, a disagio, ti porta a poggiarti le mani sui fianchi e poi unirle dietro di te, come a volerti stiracchiare, sfiorando con i polsi la coda da coniglio ben posta sul sedere che ti ricorda all'istante come ti sei presentata. No, non devi soffermartici. Ti sei sentita bene qui dentro, Ti sei divertita e in qualche modo hai scoperto e tirato fuori un lato di te che hai sempre desiderato, perché la sua presenza deve cancellarne i progressi? Di cosa dei vergognarti? Tanto a lui cosa interessa? Ti senti sexy? Bene. Continuia ad esserlo. Forse persino Vasilisa aveva ragione, deve vedere a cosa ha rinunciato...certo, come no.
▪️Il panico non sovrasta niente, se non per quell'istante prima che lei si avvicini, vero Ethan? Non è più l'ansia ciò che provi, ma qualcosa di cui hai molta più paura, e non lo provi perché è vestita da coniglietta, hai sempre trovato sopravvalutati gli outfit sexy, ma perché è lei. Eh sì, avevi proprio ragione a non volerla ancora vedere. Sono passati mesi, eppure ti ritrovi al punto di partenza non appena la rivedi, senti un'irrefrenabile attrazione, senti la mancanza della sua pelle sotto il tuo tocco, le sue labbra sulle tue, te dentro di lei. Ti manca, ma non ti manca l'amica, quella che lei ti aveva chiesto di essere, ti manca lei come la tua ragazza, il tuo rifugio, la tua esclusiva. Ed, all'improvviso, ti rendi conto di quell'avvicinamento, che è così lento, troppo lento, tanto da sentire di doverlo favorire, con due passi a tua volta, neanche dai retta alle parole di lei, il cui viso prendi, senza esitazione, tra le mani, baciandone le labbra, come se fossero fatte per dissetarti. La tua fantasia svanisce non appena ti rendi conto di star trattenendo il respiro da troppo e devi per forza inalare l'aria profumata del locale. Schiudi la bocca, le iridi sono ancora fisse su Mya, ma tu sei rimasto al tuo posto, non hai fatto un passo e nella tua mano sinistra c'è ancora la bustina. Riprenditi. Deglutisci e ti schiarisci la voce, un profondo respiro ti colma i polmoni, mente rimembri la domanda da lei a te appena posta, cercando di anticipare la risposta con un fasullo sorriso.
" Be', da... un po'. Vengo ogni tanto, non sono un cliente abituale, ecco. "
Menti, la tua mente è un vortice, la testa ti gira, il cuore scalpita e in quel pugno hai ancora la tua vera amante. La rischi, porti le mani alle tasche dei jeans e la lasci scivolare in quella sinistra, prima di fingere di nulla, infilando le dita in esse, come ad assumere una posizione più rilassata.
" Tu, perché ti esibisci? Ci hai preso gusto dopo il video? "
Forse è la paura o forse ciò che provi non è abbastanza forte, ma non ce la fai, non riesci davvero a prenderla e baciarla.
▫️Non sai esattamente cosa ti succede, ma sembra che una strana sicurezza ti si sprigiona dentro. Solitamente alla sua domanda ti saresti vergognata, imbarazzata, avresti cercato in qualche modo di nasconderti dietro qualche scusa, e invece adesso ti senti sicura di dire chiaramente perché sei lì, e che ti piace nel profondo ciò che hai fatto. Soprattutto vuoi sottolineare che sai che lui mente. Dopotutto sono sere che ti aggiri negli angoli più nascosti del locale e non lo hai mai notato. O forse eri troppo distratta dalle nuove scoperte?
- Ho un debito con Vasilisa… un patto, e ora lavorerò per lei per una settimana. Mi stupisco di non averti mai adocchiato… si, ci ho preso gusto a sentirmi bene. E sexy. E sentirmi fisicamente apprezzata senza complimenti volgari. Ho anche preso lezione di pole dance! È stato fighissimo! Non ho neppure più paura di ballare.. -
Come al solito parli, parli e parli senza saperti frenare, se mai volessi fare la misteriosa falliresti completamente. Eppure ti senti soddisfatta e compiaciuta delle tue conquiste e di averle dette a qualcuno. Più che altro di averle dette all'unica persona alla quale avresti voluto dirle; come tutti i tuoi successi. Ma sembra così strano farlo adesso, così, come se foste solo due vecchi amici che non si incontrano da tanto tempo. Sai di aver parlato troppo, e tutto insieme, e ti doni una pausa, come se dovessi capire come rimediare e tornare sulla carreggiata giusta. Non ti sfugge quel pugno chiuso che si rilassa nella tasca, sorridendo tra te e te per come voglia nascondersi, dopo aver confessato ancora tenta di non farsi scoprire. Ti convinci come non mai che quello è il solo ostacolo che ti fa arrendere su voi due. Non si tratta di nessun'altra donna, solo di quella sostanza, il peggiore tra i due mali. Al primo potresti passarci sopra, forse lo hai persino fatto perché ti butteresti nuovamente tra le sue braccia, ma al secondo no; quello è il male che cambia tutto e porta altri mali. Ti arrendi semplicemente alla strada che ha scelto, sentendo una forte fitta al petto nella consapevolezza di non poter fare niente. Qualsiasi cosa che vorresti dire al riguardo lo faresti solo chiudere in se stesso, e quello più malandato. Ma nonostante questo ancora non capisci come mai vorresti fare ben altro che una buona faccia da perfetta amica. Forse è l'ambiente, o forse sei solo tu più sicura di te, consapevole che non vuoi affatto lasciarlo andare. Sia da qui che dalla tua vita. Soprattutto cosa comporta lasciarlo andare adesso? Che sarebbe andato a rovinarsi, e magari tu puoi far tardare questa cosa di qualche minuto...o di qualche ora. Dipende da quello che hai coraggio di fare.
- Ho visto anche io il tuo video, ti avevo scritto ma forse eri troppo occupato..-
E adesso cosa fai? Parli anche con la prima cosa che ti passa per la testa? Hai dimenticato i filtri alla bocca? Ma quale filtri, tu la vuoi su di lui la tua bocca. Apri le braccia e unisci poi le mani di fronte alle tue gambe, volendo solo far qualcosa per la stupidata appena detta, stringendoti le labbra l'una contro l'altra nel tentativo di trovare un nuovo discorso. Eppure non riesci a pensare a nient'altro che ai guai che puoi fare.
- La vuoi vedere una cosa figa di questo posto? -
E riesci anche a mentire? L'agitazione sta prendendo proprio il sopravvento.
▪️È come se ci fossero due fili, di cui uno ti trascinerebbe via dal locale, per poterti far godere il vero motivo per cui sei passato da lì, mentre l'altro ti attira verso Mya e queste due forze contrastanti ti costringono inesorabilmente sul posto, quasi impietrito.
" Questa settimana non ero ancora passato. "
Tagli corto e sorvoli sulla gaffe in cui ha parlato di un "debito" con Vasilisa, sperando che lei faccia altrettanto sulle tue bugie riguardo la tua presenza al Paradise. Mentre parla, la fissi con uno sguardo interrogativo simile a quello di un bambino, perché tu hai motivo di essere agitato, ma lei? È diversa. Sembra allegra e sicura di sé, ma allo stesso tempo nel panico, quanto te, e non sai se avere la presunzione di essere tu il motivo, oppure no. Dopotutto, lei aveva detto di voler tornare come prima, a quando non stavate insieme, a quando eravate amici e confidenti, e ne sembrava così entusiasta che hai davvero creduto che per lei fosse tutto passato, mentre tu hai mostrato scetticismo e le hai chiesto poi di non vedervi, perché sapevi in cuor tuo che ti sarebbe andato in pappa il cervello, come sta succedendo ora, che riaffiora in te ogni tuo dubbio risalente al tuo tradimento. Ed ecco che annulla tutto il resto, prendendo in mano la situazione, con quella domanda che da una parte ti dà sollievo e dall'altra ti incute timore. Deglutisci e di nuovo sorridi forzatamente.
" Sì, forse ero troppo impegnato. Comunque sì, voglio vederla, è pieno di punti irraggiungibili, questo locale. "
Ed il filo che ti trascina verso di lei ha avuto la meglio. Avresti potuto salutarla e andartene, ma non è stato così. Hai accettato di continuare a stare con lei, come se nulla fosse, e solo ora, dopo aver pronunciato quelle parole, te ne stai rendendo conto e, dentro di te, sei convinto che sia la scelta peggiore.
▫️"Sì, voglio vederla, è pieno di punti irraggiungibili, questo locale." E adesso come te ne tiri fuori? Non ti aspettavi che accettasse, o almeno una parte di te sperava che ti avrebbe liquidato giusto per poter raggiungere ciò che più davvero lo sta attirando, ed è nelle sue tasche. Punti irraggiungibili? In quale punto lo porti adesso? Ma soprattutto, davvero t'interessa portarlo da qualche parte dove ci sia qualcosa da vedere? Ti perdi, ragioni nella tua testa mentre immobile lo guardi, presa alla sprovvista, in silenzio per svariati minuti interminabili. Sai cosa vuoi, o ciò che speri, ma non avevi calcolato il luogo. Non hai pensato a dove davvero portarlo. Hai tirato i dadi? Adesso non puoi tirarti indietro, un po' come Jumanji; non ti resta altro che giocare e arrivare alla fine della partita. Devi farlo, magari così comprenderai se ne uscirai vincente o... ti calpesterà una mandria inferocita. Ne è passato di tempo da quando vi siete visti l'ultima volta, da quando stavate insieme, e le vostre strade si sono divise facendoti fare un altro percorso, facendoti diventare un'altra persona. Non un'altra, ma più te stessa, hai semplicemente tirato fuori un po' di più quella persona che sei dentro. Continua dunque a farlo. Cos'hai in fondo da perdere? Lui lo hai già perso. Per quanto non vuoi farlo uscire dalla tua vita lui ne è già fuori. Abbandoni l'ultima ancora che ti tiene ferma e ti muovi, segui la corrente e gli sorridi, e non in un modo cordiale ma quasi… alla Dallas. Gli sorridi esattamente come sorride quel ragazzo, gli sorridi perché sai che non ci sarà niente da vedere. Gli sorridi perché sai che è un tranello e ce lo condurrai senza troppi problemi. Forse stare nello stesso posto di Rowlings ti ha fatto male. Però trovi il tutto maledettamente divertente ed eccitante. Semplicemente perché di solito non l'avresti fatto. Gli prendi il polso mentre gli passi accanto, costringendolo a seguirti, a sfilare la mano dalla tasca e a fartela scivolare nella tua, intrecciando le vostre dita senza alcun problema o timore; anche se quasi te le senti tremare nel gesto. Ti era mancato, quel futile gesto ti era mancato ancora di più. Non ci facevi caso quando s'intrecciavano sul cambio, durane la sua guida, però adesso quel ricordo si fa vivo, ne senti il peso perché hai perso quel qualcosa di così piccolo ma che riesce a sprigionarti dentro qualcosa d'immenso. E quel ricordo ti incita a continuare a camminare, tranquillamente, davanti a lui, conducendolo completamente a caso tra i corridoi del Paradise, lontano dalla parte popolata e più verso quella più buia, quasi come fosse abbandonata, semplicemente perché quelle stanze magari fungono da magazzino o da qualcos'altro che non è attualmente utile al personale; non hai ancora avuto modo di curiosare in quella parte e neppure gliene dai importanza. Accetti di prenderne le conseguenze se farai qualcosa di errato, qualsiasi punizione sarà ben accetta solo perché vuoi raggiungere quel momento verso il quale, dentro di te, stai letteralmente correndo. Ti dai un conteggio casuale nella testa, ti piace il tre e così scegli la porta che corrisponde, speri sia aperta e il click che lo conferma ti fa tirare un sospiro di sollievo e frenesia. Varchi la soglia immediatamente, più per il timore di essere vista e fermata. Non pensi al buio, né di trovare e accendere la luce, semplicemente ti volti quando Ethan entra dopo di te, aspetti solo l'ennesimo suono che la porta ricrea, quella chiusura che sembra avvenire anche nella tua testa. Non dai peso se possa dir qualcosa o meno, prendi solo quel suo viso tra le mani e lo baci, dannatamente, come hai voluto fare più e più volte nei giorni precedenti. Ti preoccupi soltanto di combaciare con la sua bocca, di occupare qualsiasi spazio ricrei distanza in quel bacio, con i vostri corpi, reclamando solo e soltanto il suo respiro dove ritrovi il tuo.
▪️Saresti pronto a scommettere di aver visto i suoi occhi diventare ancora più grandi, con un accenno di panico, dopo la tua esclamazione e, per un attimo, ti viene il dubbio che stesse mentendo, che quella da lei pronunciata fosse una scusa di chissà che tipo, per non sai cosa. Mya che mente e riesce a farlo senza farsi beccare al primo colpo, fai fatica a crederci, nonostante lei stessa in passato ti abbia detto che sia stata una grande bugiarda tempo prima di conoscerti. Ora è silenziosa, come a compensare le troppe parole pronunciate fino ad un attimo fa, e ti guarda con quell'espressione sempre più sicura di sé, che nasconde chissà quale segreto, colpo di genio che scoprirai in qualche strano modo. La osservi confuso, le sopracciglia diafane increspate e la testa inconsapevolmente inclinata, non decifri per bene quel comportamento, ma sai solo che ha qualcosa in mente. Da quanto non la tocchi? Da quanto non /ti/ tocca? Settimane, parecchie settimane. Se è per questo, non vi siete neanche più visti da soli da settimane. Il suo gesto ora è totalmente inaspettato, con tutto il distacco che c'è stato finora tra voi, e, per un attimo, è come se foste tornati a quando stavate insieme, la tua memoria tattile ti riporta a cinque mesi fa, quando la sua pelle tocca la tua, tramite le dita che si insinuano nelle pieghe della tua mano. Respiri, come se non lo avessi fatto per tutto questo tempo di stacco tra voi, e ti lasci trascinare, seguendola distrattamente per i primi istanti, con curiosità in quelli successivi, dubbioso che lei stia girando a vuoto quando finite in una zona vuota e buia. Stava davvero mentendo, prima, ora è come se ne avessi la certezza, ma importa? Anche se l'interrogativo sul motivo che l'ha portata a farlo ti rimbalza nella mente, in realtà, è solo un rumore di sottofondo. Ora sei con lei, con ancora meno luce, in una stanza probabilmente angusta, e ti chiedi che cosa ci facciate lì, perché no, non immagini quello che sta per accadere, non credi che ciò che tu hai immaginato di fare, lei, invece, lo faccia per davvero.
" Dove sia- "
E le tue labbra vengono serrate dalle sue in un bacio che ti fa sobbalzare, impietrendoti per qualche istante in cui pensi, pensi troppo, al fatto che non vi faccia bene, che non le faccia bene, alla paura di cosa si possa trasformare un solo bacio in una stanza buia. Troppo, appunto. Allora ti lasci andare ed a quel bacio rispondi, quasi con veemenza, come a voler recuperare tutti i baci mancati in mesi di distanza, come se non avessi controllo, come un ragazzino incapace. Finché non ti regoli e riesci a trovare un equilibrio, rifugiato tra le sue labbra che conosci perfettamente, con i palmi che si abbandonano sul suo corpo, stretto in quel corsetto, mentre ti spingi contro di lei, costringendola ad indietreggiare, finché la sua schiena non trova una parete e, contro quel muro, continui a cercarla con ogni parte di te, che riempi ogni tuo respiro di lei.










