Fallimenti a foglia larga – Cronache da un orto punk
Ogni fallimento che marcisce diventa concime per qualcosa di più testardo
Non so voi, ma il mio orto quest’anno è un campo di battaglia. La grandine ha massacrato i pomodori come se fossimo in una distopia agricola. I cavoli sono stati colonizzati da un’armata di bruchi tossici che nemmeno Mad Max. I semi di zucca? Spariti nel nulla, tipo amici quando c’è da vangare.
Eppure... Eppure io resisto. Perché ogni ortaggio morto è un maestro zen travestito. Ogni insuccesso è un seminato invisibile che ti cambia dentro.
Il fallimento, nell’orto, è normale. È parte del ciclo. Come la pioggia dopo la siccità. Come la rabbia prima della fioritura. Se non fallisci, vuol dire che non stai provando abbastanza.
Qui non si parla solo di zucchine. Qui si parla di resistenza climatica, di anarchia contro il sistema che vuole tutto perfetto e subito. Noi coltiviamo lentezza. Coltiviamo errori. Coltiviamo attesa.
Il mio orto è un casino, ma è il mio caos. E in mezzo a quel casino spunta sempre qualcosa: una foglia nuova, una speranza minuscola, una fragola storta ma testarda.
Quindi sì, cadremo ancora. Ma ci rialzeremo, con le mani nella terra, il sudore negli occhi e un piano per fregare le cavolaie la prossima volta.
Perché chi semina, anche a caso, qualcosa raccoglie.
E resistiamo. Sempre.
Bad Religion · Recipe For Hate · Song · 1993













