ed io ti porterei
io ti porterei
in un posto dentro
in quel posto dentro me

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ed io ti porterei
io ti porterei
in un posto dentro
in quel posto dentro me
"Poi dice che non è più tempo di parlare,
Che poi domani ha un'altra vita da incontrare...
Dice "Ti prego mi porti al mare?
Avrei bisogno solo di capire,
Se è giusto vivere quel che rimane..."
-Farfalla bianca,Ultimo
Vorrei darle di piú di quel che posso dare, farle sentire piu di quel che sente
Ultimo
"Di quelle ali tra cent'anni chissà che rimane, mi dice: <<Lascio ai bimbi il sogno di volare>>".
Farfalla Bianca
"Si posa una farfalla bianca sulla spalla
Ed io
Non posso darle altro se non un addio.
Che il suo destino è fragile
come la forza,
Ma dice che oggi vola
ed è lì la ricchezza.
Rinchiude in un minuto
Vent'anni di cosa?
Il tempo, infondo,
è quello che noi gli affidiamo.
Di quelle ali tra vent'anni,
Chissà che rimane?
Mi dice:
"Lascio ai bimbi il sogno di volare"
— Ultimo - Farfalla Bianca (Peter Pan)
(via @helloimtheasocial)
Libera e fragile. #farfallabianca #farfalla (presso Camporotondo 1450 m SLM) https://www.instagram.com/p/CSCbo9AK-Fb/?utm_medium=tumblr
#farfallabianca #aporiacrataegi ? / #WeißerSchmetterling #BaumWeißling ? / #blackveinedwhite / #gazé #Piéridedelaubépine #papillonblanc #whitebutterfly #pieridedelbiancospino https://www.instagram.com/p/CP_euI0FItW/?utm_medium=tumblr
Autore: @elisanellastanzadisopra
Illustrazione: @alessandrawildcherry (instagram)
Il bosco di Eirin - La farfalla bianca
Era mattina. Eirin se ne accorse perché la luce che filtrava dalla finestra le colpiva dolcemente gli occhi ancora chiusi. Invece di rigirarsi nel letto e voltare le spalle a quel gentile fascio di luce, si alzò e andò verso la finestra. Erano le 6.32, tirò su le pesanti tapparelle e capì immediatamente di aver fatto la cosa giusta. Per qualche secondo rimase senza fiato nel vedere un enorme sole rosso fuoco. Un sole caldo su cui posare lo sguardo e l'aria fresca che le accarezzava i capelli. Guardò di nuovo l'ora. Erano le 6.37 e già non riusciva più a guardare il sole che brillava di una luce accecante. Così tornò nelle coperte ancora calde pensando che quella notte ci sarebbe stata la luna piena. La fase lunare per eccellenza era alle porte. Questa volta, Eirin, riuscì a riposare ancora un po' senza provare quella sensazione di impazienza che conosceva fin troppo bene. Provava, invece, un senso di calma: il ciclo stava per arrivare a compimento, avrebbe visto la luna risplendere nel cielo illuminando il bosco nella sua perfetta rotondità. La giornata di Eirin trascorse tranquilla. Sentiva una sensibilità amplificata e poteva quasi percepire le emozioni sulla pelle. Nel tardo pomeriggio, guardò nuovamente fuori dalla finestra. Il fuoco del sole del mattino si era spento e lasciava pian piano spazio ad una pallida luna nel cielo del tramonto. Riusciva già a vederla e mentre, incredula, ne osservava la bellezza, una farfalla bianca le passò davanti distogliendo la sua attenzione dalla luna. Eirin sorrise e restò in attesa del buio.
Calò la notte ed Eirin si diresse verso la porta per uscire e andare nel bosco. L'aria fuori era frizzante. Tiepida, ma con un venticello fresco che le sfiorava il viso. Camminò lentamente per i sentieri del bosco, facendo un respiro profondo ad ogni passo e calpestando la terra sotto i piedi fino a sentirne le radici. Poi giunse in un luogo in cui finalmente si sentì pronta e guardandosi attorno non vide che sabbia nera. Si sdraiò per terra a pancia in su e aprì gli occhi. Ciò che vide le strinse il cuore per l'emozione. La luna piena esplodeva di luce e si stagliava nel cielo incorniciata da alberi lontani. Mentre Eirin osservava ogni dettaglio cercando di cogliere i crateri lunari, la farfalla bianca le passò davanti agli occhi. Aveva lo stesso colore luminoso e abbagliante della luna. Se ne accorse solo perché il battito d'ali creò un effetto di luci e ombre. Sembrava volesse passare inosservata, invece Eirin la notò e capì che era la stessa che aveva visto nel pomeriggio. Era lì, che insieme alla luna portava chiarezza nella sua vita e nei suoi pensieri. Era lì, e si faceva notare con il suo volo leggiadro senza attirare troppo l'attenzione. Ma era lì, ed Eirin sentiva che era il suo spirito che, leggero, sapeva dove andare e che sarebbe stato un bel viaggio. Mentre, distesa, Eirin si sentiva quanto mai radicata all'elemento terreno, la sua anima iniziava a sopraelevarsi lieve verso qualcosa che era più grande di lei, ma che non le faceva paura.