Fabio Quagliarella ospite a "Filo Diretto"
Ciao Fabio, prima di tutto come stai?
"Bene, bene. Fortunatamente il mio ritorno è valso una vittoria ed un pareggio con il Real Madrid. Non è da buttare, sono contento, perchè a volte sono un po' scaramantico. Sono mancato prima di partire e abbiamo perso, quindi ho detto: mi sa che devo ritornare con la squadra".
Quali sono le tue sensazioni per la sfida con il Napoli? Sarà una sfida dal sapore particolare per te...
"E' una partita sicuramente bella per chi è amante di questo sport, partite come Juve-Napoli, due squadre che sono al secondo posto in classifica e stanno facendo un campionato straordinario. Credo sia una partita stupenda e me lo auguro, anche per i tifosi, per chi viene allo stadio. Vedere una bella partita è un motivo di orgoglio e soddisfazione, quindi speriamo veramente che ci sia tutto per rendere un bello spettacolo".
Per te è una partita un po' speciale?
"Quello sì, è normale. Il Napoli è la mia squadra, quella che ho sempre tifato. Poi ora la affronto da ex da due-tre anni a questa parte, quindi è sempre una partita particolare, come tutte le partite contro le mie ex squadre, perchè comunque dove sono stato ho sempre avuto dei bellissimi ricordi. Le volte che ci ricordo o che ci gioco contro, è sempre una bella soddisfazione, ritorno un po' indietro con i ricordi".
Chi era il tuo calciatore preferito da bambino? A adesso? Hai ricoperto altri ruoli nella tua carriera?
"Da bambino, piccolo piccolo, ho iniziato come esterno, poi pian piano mi hanno spostato in attacco. C'è stato qualche cambiamento. Da piccolo sono cresciuto con Maradona, Careca, poi crescendo, quando ho iniziato a capire un po' di più, seguivo tantissimo Vincenzo Montella, perchè poi è napoletano come me, era un giocatore straordinario, l'ho sempre amirato".
Abbiamo qualcosa da aggiustare all'interno della squadra per poter andare avanti in Champions?
"La squadra c'è, è quella dell'anno scorso, anzi, ci siamo rinforzati, quindi c'è da soffrire come sempre. Magari poter fare qualche partita, qualche competizione dove non si soffre. Ma sappiamo benissimo che dobbiamo cercare di limitare alcuni errori, più che errori di squadra, sono errori individuali, come l'attaccante può sbagliare un gol a un metro dalla porta, come un difensore può sbagliare un intervento. Se miglioriamo quello, sicuramente ci possiamo togliere delle gran belle soddisfazioni. Ma il mister sta lavorando su quello. Poi i risultati comunque ci danno ragione, perchè siamo in corsa su tutto. In Champions possiamo dire ancora la nostra e possiamo superare il turno, che è l'obiettivo numero uno".
I tuoi guizzi in campo sono fenomenali, ma si concentrano quando entri dalla panchina. E' un caso?
"Mah... a volte quando entri dalla panchina sai i minuti che mancano, quindi devi velocizzare un po' le giocate. Sicuramente a inizio partita hai più tempo entrare in partita, poi i tuoi avversari sono freschi come te, quindi tante volte provi alcune giocate e non riscono. Un po' è un caso, un po' quando subentri approfitti del fatto che i difensori sono un po' stanchi, quindi provi alcune giocate, tante volte va bene, tante volte va male".
Ci vuoi raccontare quel tuo tiro a Parma, che ha portato al gol di Pogba...
"C'è un episodio prima di entrare in campo: mancava un quarto d'ora credo più o meno. Prima di entrare, i miei compagni, soprattutto Storari, Peluso, mi fanno: 'Oh, mi raccomando mo' che entri'. Gli dico: 'Cosa da fare'. Loro: 'Tira da qualsiasi posizione'. Prima palla che prendo, me la sposto, ero spalle alla porta e il mio primo pensiero è che il portiere non si aspetti il mio tiro. Conoscendo poi il mio modo di calciare, so che se la colpisco come dico io, posso sorprenderlo. E infatti ho fatto quella giocata lì, è stata perfetta. Peccato per me, tra virgolette, che la palla non sia entrata, però è stato bravo Paul a seguirla. Quella giocata ha portato al gol di Pogba e quindi ho fatto qualcosa di buono in quel quarto d'ora".
Quanto ha influito quel brutto infortunio del 6 gennaio contro il Parma nella tua carriera alla Juve?
"E' brutto andare a ricordarlo, però fa parte della mia carriera e io dico che mi ha fortificato ancora di più. Io sono un tipo con la testa dura, quindi difficilmente mi abbatto, difficilmente mi do per vinto. Sicuramente mi ha penalizzato, perchè stare fermo sei mesi fuori, poi successivamente, riprendo, e in un amichevole nella tournée prendo una botta di nuovo al ginocchio e mi fermo ancora per un mese... è stata dura. Sicuramente ho perso quasi un anno, non è stato facile. Sicuramente avrei avuto qualche gol in più in carriera. Però va bene, faceva parte di quel percorso, sono molto fatalista, doveva andare così. E andiamo avanti".
Oltre Roma e Napoli, chi è in corsa per lo Scudetto?
"Diciamo che a me piace tantissimo come gioca la Fiorentina, quindi è una squadra che può dare fastidio; la stessa Inter che comunque non avendo le coppe può comunque dare fastidio. Consideriamo che siamo a inizio novembre, il campionato è ancora lungo. La Roma sta facendo qualcosa di straordinario e i punti che ha li merita tutti. Noi e il Napoli siamo dietro a rincorrere. Credo sia un bellissimo campionato. Tutte queste squadre stanno dimostrando che nell'ultimo mese si deciderà tutto, nel rush finale".
Speri di andare ancora ai Mondiali? Poi volevo sapere qual è il tuo rapporto personale con il presidente Agnelli?
"Il presidente è una persona squisita, ma il rapporto è quello che ha con tutti: è una persona che quando arriva saluta tutti, ti chiede come stai, è una persona presente, viene a vedere gli allenamenti. Per noi è un motivo di orgoglio che il presidente venga a guardarci negli allenamenti e ci chieda del nostro stato fisico".
Puoi portare il presidente a Ischia?
"Lo porto giù... io credo che Ischia, il Golfo di Napoli con le due isole, sia qualcosa di straordinario".
Qual è stato il go più bello che hai realizzato in maglia bianconera?
"Il gol più bello... a volte il gol bello è abbinato anche all'importanza del gol. Non dimentico il gol in Champions: per era l'esordio, la prima partita in Champions, la mia prima partita stagionale, poi giocare contro il Campioni in carica, a Londra, lo ricordo veramente con molto affetto. Forse non è stato difficile come gol da fare, non bellissimo come le rovesciate, la rovesciata di Pescara, il colpo di tacco a Udine... a me piacciono queste giocate, perchè poi quando le rivedo mi dà soddisfazione".
Un gol domenica varrebbe doppio per te...
"Vale un gol".
Che ti passa per la testa quando fai quei gol straordinari?
"Per la testa niente, come dicevo prima so di avere forse determinati colpi, determinate caratteristiche, quindi tante volte ci provo, tante volte è frutto del mio istinto. Quando ci provo, la speranza è che la palla entri, perchè poi tante volte quando va male non è bello, magari si era liberato un compagno. Ma io in quegli istanti prendo quelle decisioni, poi nel bene e nel male ci provo. Non sono uno che si arrende facilmente. A me però dà tanta adrenalina quando provo questi colpi, anche se non va dentro, ma ci va vicino, significa che comunque ci sono, sono io, sto prendendo le misure e piano piano arriva".
Come la vedi la situazione in Champions?
"Forse la vedevo più dura prima del Real Madrid, però sicuramente la sconfitta del Galatasaray ci ha dato una grossa mano, è inutile nasconderlo. Però siamo artefici del nostro destino. Dipende tutto da noi, noi dobbiamo giocare come abbiamo fatto contro il Real Madrid, come abbiamo sempre fatto nelle ultime partite, affrontando queste due gare di Champions con il coltello fra i denti e passare il turno, quello è il nostro obiettivo. In un modo o nell'altro bisogna passarlo".
La convocazione al Mondiale penso sia un tuo obiettivo...
"Io ci punto e ci credo, devo essere sincero. Non voglio avere rimpianti, rimorsi, quindi do tutto. Giustamente passa tutto per la Juventus, facendo bene alla Juventus, facendo quello che dobbiamo fare, andando avanti in Champions, facendo bene in campionato, io spero che Prandelli guardi anche all'attacco della Juventus, che non è poi così scarso".
Quali avversarie ti hanno sorpreso di più? Il 10 novembre dell'anno scorso hai fatto una tripletta, ti auguro di vivere una serata simile anche questo 10 novembre.
"Tra le avversarie credo abbia sorpreso un po' tutti la Roma, tra virgolette sorpreso, perchè i giocatori sono forti. Fare in undici partite, dieci vittorie ed un pareggio, è sinonimo di grande squadra di compattezza, di giocatori forti. Poi sicuramente mi piace tantissimo anche il gioco del Napoli, lo vedo un gioco offensivo, giocano molto bene. Credo sia un campionato molto bello ed equilibrato, perchè comunque anche le squadre dietro, la Fiorentina, l'Inter, giocano bene. E' un po' più in difficoltà il Milan, ma ha dei grandi giocatori che da un momento all'altro possono riprendere a fare un filotto di vittorie".
Scudetto o Champions?
"Champions, lo Scudetto l'ho già vinto".
C'è un sogno che vorresti realizzare?
"Io a volte sogno di fare un gol in una partita fondamentale, all'ultimo secondo. Che sia una finale.... far gol e poi è finita la partita, che l'altro non riesca neanche a riprendere il gioco. Che finisca tutto e non ci sia quell'ansia di subire gol. Facendolo così, rimane in testa per sempre. Se facessi gol così, in qualche finale... me lo auguro. Quello è il mio sogno"