Erano tutti un po' come i (...) nei racconti del libro di antologia
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Erano tutti un po' come i (...) nei racconti del libro di antologia
La pioggia scendeva in quella notte di fine agosto, la strada buia illimitata solo dai lampioni era quasi deserta. La ragazza camminava triste e sconsolata per quella rottura tanto inattesa quanto imprevista. L'apertura di un baratro sotto ai suoi piedi fino alla profondità del nucleo della Terra l'avrebbe scossa di meno. Le lacrime si mescolavano con la pioggia come sale nell'acqua. Si sentiva in colpa perché non era riuscita a mantenere il rapporto con la persona che amava, si sentiva la causa della rottura. Lei per lui c'era sempre, lui per lei a tratti. Lui era egocentrico, rude, ma era il suo sguardo che l'aveva fatta innamorare, il lato possessivo di lui l'aveva allontanato. Non poteva utilizzare social, parlare con altri ragazzi quando lui poteva uscire con altre ragazze, magiari con la sua migliore amica. Questa e tante altre piccole differenze tra ciò che era concesso a lui e ciò che era proibito a lei, l'aveva portato a una tale decisione, tanto difficile quanto dura. Una pugnalata al cuore farebbe meno male. Voleva andare in un deserto o in cima ad una montagna, sola, a riflettere e nella speranza di trovare un appoggio in Dio o chi per lui.
Mentre camminava si trovò davanti ad un bar, che vedeva per la prima volta. Decise di entrare per ripararsi un attimo dal freddo e dalla pioggia.
Si sedette al tavolo e chiese una vodka lemon, il suo drink preferito. Dato che era l'unica cliente in quel bar, la cameriera si sedette al tavolo con lei.
Dopo un po' di silenzio abbastanza imbarazzante la cameriera decise di rompere il silenzio. "Sono Serena, ti dispiace se parliamo un po'? Questo bar lo vede solo colui o colei che ha un problema in una relazione. Inoltre, per citare Zafon é più facile parlare con uno sconosciuto che con persone a noi più vicine. Forse perché gli sconosciuti non ci giudicano".
"Io sono Samantha. Il mio lui si chiama Edoardo. Prima era sempre disponibile, gentile, mi dava attenzioni. Con il passare del tempo mi proibiva di uscire con il mio amico d'infanzia, con le mie amiche, non voleva che mi vestissi in determinati modi e soprattutto mi proibiva di andare al mare. Il problema che lui poteva uscire con il suo amico e altre ragazze senza di me, poteva andare in discoteca e io dovevo stare a casa. Voleva discutere su piccole cose quando io sorvolavo su fatti ben più gravi. Ho retto finché potevo ma non ci sono più riuscita. Inoltre il suo atteggiamento non convinceva né la mia migliore amica Teresa nè mia nonna. Dato che mia nonna aveva un sesto senso per i miei ex e ci ha sempre visto bene, mi sono fidata di lei anche questa volta".
"Capito mia cara. Se l'avessi conosciuto prima della rottura gli avrei detto di stare attento. Non va bene fare queste differenze in un rapporto. Ciò che é concesso ad uno é concesso all'altro, ciò che non volete che facesse l'altro, non fatelo voi per primi. Senza rispetto non c'è relazione, senza rispetto non potete proseguire. L'amore é come un fiore. Se non prendete cura di questo fiore appassirà forse tra un giorno, tra un mese o tra un anno. Quando il fiore appassisce sarà impossibile farlo rifiorire nello stesso luogo. Gli direi occhio a perdere questo fiore perché se tu lo calpesti, arriverà qualcuno a raccoglierlo, a prendersi cura di lei e questo fiore che tu hai calpestato quando lo rivedrai sarà il più bello di tutti e tu non potrai raccoglierlo di nuovo, perché non sarà più tuo".
" Che belle parole Serena che hai detto, peccato non averle dette prima a lui. Ma sai che c'è? Ora ho capito, ora sono più serena, ora so che questa rottura é solo un'opportunità. Per trovare la felicità bisogna prima essere tristi, per trovare l'amore bisogna prima perderlo. Vado che si é fatto tardi. Spero di vederti presto Serena. Grazie mille per la chiacchierata".
"Io spero di non vederti più Samantha. Perché significa che non avrai più questi problemi e che avrai trovato la persona giusta. Quindi addio Samantha e spero che queste parole tu le possa dire al tuo uomo".
Samantha uscì dal bar e si diresse a casa. La notte così buia, tenebrosa era diventata serena, splendente da mille stille e una luna rossa come il fuoco ma la stella più bella era Samantha sorridente e nel suo sorriso aveva una luce propria, più luminosa di qualsiasi altra stella del cielo.
Pensieri-liberi-nella-mente
Forse è meglio chiuderli quei rapporti che non avranno mai una direzione esatta, che si mantengono sempre sull'orlo e non crollano mai
Ieri era il compleanno della mia 'migliore amica'.
Da quando mi sono trasferita in svizzera non ci sentiamo mai ed entrambe siamo consapevoli del fatto che il nostro rapporto sia una completa utopia. Continuiamo a far finta che vada tutto bene e che tutto sia come prima ma, purtroppo, non è così. Non so che fare. Ieri farle gli auguri per il suo diciottesimo compleanno è stato molto imbarazzante e so benissimo il perché. Odio queste situazioni del cazzo. Odio odio odio odio.