La mia prima esperienza Online
La mia prima esperienza online è stata intorno ai 6-7 anni, La Wind aveva appena lanciato un'offerta per tutti i clienti: 2 ore prestabilite nelle quali si poteva usufruire di Internet gratuitamente e "senza limiti".
Ricordo la minimale interfaccia di Google sui dispositivi symbian, le pagine che si caricavano a tratti e a volte bisognava ricaricarle più e più volte nell'attesa di un miracolo, ovviamente il tutto avveniva a bordo di un supersonico motorola di cui non ricordo il modello.
Aspettavo con ansia l'arrivo delle 18, dopo aver esplorato 2-3 siti random avevo trovato la vera funzione di Internet: la possibilità di scaricare immagini stra-pixellose di Dragonball per potersi successivamente vantare con gli amici dell’accumulo seriale di tali immagini.
Immagine trovata su Pexels.
Passavo quelle due ore esclusivamente su Google immagini, mi sembrava una cosa magnifica, proprio come me lo descrivevano i più fortunati possessori della linea 64 kb/s.
Da bambino tutto ciò bastava e avanzava e non immaginavo minimamente l'evoluzione e l’importanza che Internet avrebbe acquisito in futuro per molti compreso me.
“Il digitale che entra sempre di più nelle nostre vite”
Fonte: Pexels
Le cose che si potevano fare allora grazie ad Internet erano le medesime, con la differenza oggi volume, varietà e velocità dei big data hanno subìto un incremento esponenziale rispetto allora.
Nascevano allora social network quali Netlog e Facebook, ma, una volta installata la linea internet in casa, preferivo di gran lunga videogiocare sul browser con i semplicissimi flashgames, addottati successivamente anche da piattaforme di social-networking con l’implementazione di microtransazioni.
Youtube allora era un universo popolato da videoclip musicali, video divertenti, video di Dragonball con sottofondo dei Linkin Park e gattini (il tutto rigorosamente entro i 360p), utilizzavo questa piattaforma poche volte, soprattutto quando andavo a casa dei miei amici.
Internet è uno strumento che ho scoperto e approfondito meglio solo successivamente, e che tuttora è fondamentale all’interno della mia vita, sia privata che sociale.
-Andrea












