Video di presentazione del blog ‘Digitwork’ 2018!
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Video di presentazione del blog ‘Digitwork’ 2018!
Video presentazione
Breve video introduttivo al blog e presentazione di Eugenio Principi.
-Eugenio
Viaggiare tramite il digitale
Un tempo viaggiare in tutto il mondo era molto più complesso, bisognava cercare un hotel dove alloggiare, informarsi su che cosa vedere e in che periodo dell’anno, trovare un volo economico e così via.
Per reperire tutte queste informazioni, bisognava affidarsi principalmente alle agenzie di viaggio, che organizzavano il viaggio per i propri clienti, facendo offerte che comprendevano trasporto, alloggio e magari anche qualche attività organizzata.
Affidandosi alle agenzie però non si aveva la sicurezza di aver trovato l’offerta migliore o l’albergo che risultava essere il più adatto alla vacanza, poiché era più complicato e richiedeva più tempo cercare tante offerte differenti.
Immagine di un aereo in volo - Fonte: Pxhere
Ora grazie al digitale è molto più semplice organizzare un viaggio da soli, ci basta aprire qualche sito web o applicazioni sul nostro smartphone e possiamo trovare voli, treni, hotel, case da affittare e qualsiasi altro tipo di informazione che desideriamo conoscere sul luogo da visitare, possiamo addirittura prenotare i biglietti per i musei.
Per il viaggiatore questo portò molti vantaggi dal momento che ognuno può scegliere l’alloggio che desidera e cercare ogni tipo di offerta più adatta ai propri gusti.
D’altra parte questo fece sorgere vari problemi alle agenzie di viaggio, per le quali ancora oggi i clienti continuano a diminuire. Per cercare di risolvere il problema le agenzie iniziarono a proporre viaggi che comprendevano parecchie attività organizzate a prezzi convenienti, nonostante ciò le agenzie di viaggio non riuscirono più a recuperare a pieno tutte le proprie attività.
Logo dell’app “Airbnb” - Fonte: Maxpixel
Altri problemi sorsero per gli albergatori, soprattutto con l’avvento di siti come Airbnb, che permettono di affittare per un breve tempo una casa, o anche solo una stanza, nel luogo in cui si vuole alloggiare. Di conseguenza gli alberghi cercarono di adattarsi con il digitale mettendo tutte le loro promozioni su svariati siti web come Booking o Trivago, anche se la possibilità di vivere per qualche giorno in un appartamento del posto, tra l’altro a prezzi piuttosto convenienti, rimane molto attraente per molte persone.
Per quanto riguarda il trasporto invece, il digitale ha favorito molto le compagnie aeree, che possono pubblicare tutti i voli su svariati siti, ad esempio Skyscanner e Kayak. Questi siti permettono all’utente di visualizzare tutte le migliori offerte di ogni compagnia aerea e di prenotare un volo con qualche semplice passaggio.
Logo di Skyscanner - Fonte: Wikimedia
In conclusione il digitale ha coinvolto tutto il necessario per organizzare una vacanza o qualsiasi altro tipo di spostamento, semplificandone l’organizzazione per i viaggiatori e aiutando anche le compagnie aeree, ma causando molti problemi per le agenzie di viaggio.
-Eugenio.
La Musica e il Digitale
Il digitale si è ormai diffuso in tutte le direzioni e ovviamente anche il settore musicale è stato ben presto raggiunto: infatti uno dei primi utilizzi più popolari del Web era proprio quello di cercare e ascoltare musica.
Dal momento che il digitale era una novità, non si sapeva come gestire Copyright e Diritto d’autore, e questo causò molti problemi alle case discografiche; ci fu ad esempio il caso di Napster, un sistema di file-sharing che permetteva di caricare e scaricare file musicali senza alcun tipo di pagamento né Copyright. A causa di Napster, e successivamente anche di altre modalità di streaming, le case discografiche videro un grosso calo di introiti e dovevano riconquistare il loro mercato, poichè sempre meno persone acquistavano il disco fisico.
Per fare ciò le etichette hanno dovuto adattarsi al mondo del digitale, in modo tale che le persone potessero acquistare i download delle canzoni, così da non perdere gli introiti e di risolvere il problema sulle royalties.
Inizialmente le case discografiche iniziarono a produrre e pubblicare molti più video musicali su piattaforme come YouTube, attirando molto interesse da parte del pubblico. Nonostante questo il problema non era risolto, infatti non si poteva comunque trovare ogni canzone, e i download illegali continuavano ad esserci.
Schermata di iscrizione su Apple Music - Fonte: Flickr
Allora per risolvere “completamente” il problema, le etichette iniziarono a produrre gli album e i singoli in digitale, pubblicandoli su iTunes e dopodiché sulle piattaforme di streaming dedicate.
iTunes infatti permette di acquistare singolarmente ogni album che veniva pubblicato e successivamente la Apple aprì la propria piattaforma di streaming, cioè Apple Music.
Oggi circa il 75% degli introiti per le case discografiche deriva proprio dal mercato digitale tramite le modalità di streaming online, le cui due applicazioni più famose sono iTunes (Apple Music) e Spotify. Tali applicazioni permettono all’utente di registrarsi molto semplicemente e, pagando un abbonamento mensile, di poter accedere a tutti i contenuti che esse offrono.
Logo di Spotify - fonte: Wikipedia
In questa maniera le etichette discografiche si sono adattate al mondo del digitale, non solo risolvendo il problema di Copyright, ma addirittura accrescendo ancora di più le entrate, poichè i costi di produzione sono diminuiti e sempre più persone ascoltano i loro artisti preferiti online, grazie a semplici app.
-Eugenio.
Il Social Credit System cinese
La Rivoluzione Digitale ha sconvolto i canonici paradigmi del mondo del business, sempre più sono le ipotesi a sostegno della futura e progressiva sostituzione di manodopera umana da parte delle macchine.
Sistemi di controllo sempre più qualificati permettono la cogestione di risorse in maniera prima inimmaginabile, basta pensare al fatto che: “una petroliera da 200 T prima richiedeva l'ausilio di almeno 200 persone circa, mentre ora ne bastano solamente 8″.
< Il denaro, il debito e la doppia crisi , Luciano Gallino,2015>
“Una petroliera moderna”
Fonte: Pexels
“Come possono essere estesi questi sistemi controllo a livello sociale?”
Ebbene è la Republica cinese a rispondere a questo quesito.
È avanzata infatti la proposta del Social Credit System, che secondo fonti ufficiali potrebbe già essere adottata nel 2020.
Il Social Credit System è un sistema di controllo tecnologicamente avanzato che riconosce i tratti somatici personali delle persone e che quindi riesce nella maggior parte dei casi ad individuarle tra la comunità e a riconoscere se in un dato istante e luogo sono stati commessi reati penali.
Tali dati vengono poi elaborati per ricavare un punteggio che ha un importante valore sotto diversi aspetti sociali: in un futuro non troppo lontano ogni individuo cinese potrebbe essere giudicato idoneo o no per usufruire di determinati servizi statali e non come pullman, tram e addirittura prestiti bancari.
“Videocamera di sorveglianza”
Fonte: Pexels
Tale avvenimento potrebbe riscrivere la storia, ma non poche sono le questioni etico morali sorte a sfavore di tale cambiamento radicale; su Facebook mi sono imbattuto in questo interessante, quanto scioccante, video.
Il commento della pagina al video è :
"Dopo tre anni di prova, il sistema è stato avviato in alcune regioni del paese. Ciononostante non sarà obbligatorio fino al 2020, quando il 'Social Credit System' diventerà realtà. Ad ogni cittadino è associato un punteggio tra i 350 e i 950 punti base, associato alla carta di identità cinese. Il punteggio viene modificato in tempo reale a seconda delle infrazioni commesse."
All'inizio pensavo fosse una bufala o il nuovo trailer di un riadattamento del romanzo orwelliano: 1984, informandomi, mi sono accorto che effettivamente è un'iniziativa reale da parte dello stato cinese.
Quanto realmente benefico sia questo sistema è da vedersi, probabilmente la criminalità e l'illegalità possono essere meglio controllati in questo modo ma il prezzo da pagare è alto.
Se da un lato si promuove ordine e progresso, dall'altro, ogni cittadino viene effettivamente giudicato per ogni aspetto sociale personale, il condizionamento che ne deriverebbe è implicito e forte.
Non a caso sono esplosi numerosi dibattiti e polemiche a riguardo, alcune delle domande sorte sono:
con quale diritto lo stato può entrare nella privacy personale?
perché deve essere lo stato a regolare la moralità individuale?
quanto opprimente può diventare vivere in questo contesto?
qual è il confine tra utilizzo socialmente utile della tecnologia e abuso di potere?
In ogni caso, se ciò veramente accadrà nel 2020, vi sarà uno sconvolgimento paradigmatico del significato di privacy, libertà e giustizia.
“Il Social Credit System potrebbe trasformarsi in una specie di totalitarismo a mio parere”
Fonte: Pexels
-Andrea
Internet, criminalità e lucro
Internet ha permesso lo sviluppo, la digitalizzazione, l’espansione di varie mansioni, ha rivoluzionato il modo di comunicare; ogni ambito della vita quotidiana ha subito un’evoluzione.
Basta guardarsi intorno per capire come la rete plasma ogni individuo e come molte industrie si adattano e sopravvivono grazie a Internet.
“codici di programmazione”
Fonte: Pexels
Netflix, Spotify, Amazon, Facebook sono solo un esempio di aziende che hanno trasposto sulla rete hobby abituali e comuni, creando dei business solidi e redditizi. Analogamente anche l’illegalità ha sfruttato l’onda di Internet per estendere l’attività non legale il più possibile, rendendola difatti un business aggiornato e facilmente accessibile da alcuni utenti.
Clamoroso e noto è il caso concernente Silkroad, traslazione digitale di quel che il mercato nero associato a stupefacenti, armi bianche e non e varie merci di contrabbando.Il sito fu fondato da Ross Ulbricht nel 2011: permetteva per mezzo dell’anonimato garantito da “Tor” e per le difficilmente tracciabili transazioni in “Bitcoin” la compravendita di merci illegali.
“Silkroad rappresentava nel giorno dell’arresto del fondatore un giro d’affari illecito stimato intorno all’1,2 miliardi di dollari, la corte suprema americana oltre a condannare all’ergastolo Ulbricht l’ha sanzionato con una cifra pari a 184 milioni di dollari.”
Fonti: Repubblica
“la moneta fisica del Bitcoin”
Fonti: Pexels
Perché alcuni utenti reputavano più vantaggioso il rapporto con Silkroad che con la strada?
Il reindirizzamento pseudo-casuale dei nodi IP permette un discreto anonimato e in più la rete permette di evitare il contatto diretto con malavita e criminalità organizzata, inoltre Silkroad e stato definito come “l’Amazon delle droghe” vista l’opportunità di consultare le recensioni dei singoli acquirenti di tali sostanze.
Nonostante il sito sia stato definitivamente chiuso dagli agenti dell’FBI nel 2013, alcuni utenti hanno riportato in vita il marketplace nelle versioni 2.0 e l’attuale 3.0.
Accedervi non è difficile: dopo aver scaricato e installato il browser (disponibile pure su Android) basta fare una ricerca su Google per trovare il link aggiornato del sito o di siti affini; riporto qui sotto alcuni screenshot eseguiti dal sottoscritto.
Silkroad è solo uno dei tanti marketplace illeciti sul dark web e la droga non è l’unico business solido del dark web, si possono trovare inoltre merci e servizi quali:
armi
phishing
contraffazione di banconote e documenti
servizi hacker
servizi hitman
Ci tengo a specificare che come nel surface web le truffe sono ordinaria amministrazione e che le informazioni riportate qui sopra sono puramente a scopo informativo.
A detta di molti vi è un mercato esteso di contenuti multimediali quali: snuff, pedo-pornografia, violenza su persone e animali.
L’argomento Deep Web e Dark Web hanno suscitato molto interesse per alcune nicchie di appassionati dell’orrore, non rare tra gli appassionati sono le Creepypasta su tali argomenti: storie che descrivono il dark web come un’immenso e lucroso museo di parafilie e perversioni: alcune potrebbero sembrare frutto di macabra e perversa immaginazione ma non mancano vicende giudiziarie dimostranti come il dark web e le menti che vi stanno dietro possono rasentare i limiti della follia umana.
Noto è il caso di Peter Scully, per cui era avanzata addirittura la proposta di reintrodurre la pena di morte in Indonesia.
-Andrea
La mia prima esperienza Online
La mia prima esperienza online è stata intorno ai 6-7 anni, La Wind aveva appena lanciato un'offerta per tutti i clienti: 2 ore prestabilite nelle quali si poteva usufruire di Internet gratuitamente e "senza limiti".
Ricordo la minimale interfaccia di Google sui dispositivi symbian, le pagine che si caricavano a tratti e a volte bisognava ricaricarle più e più volte nell'attesa di un miracolo, ovviamente il tutto avveniva a bordo di un supersonico motorola di cui non ricordo il modello.
Aspettavo con ansia l'arrivo delle 18, dopo aver esplorato 2-3 siti random avevo trovato la vera funzione di Internet: la possibilità di scaricare immagini stra-pixellose di Dragonball per potersi successivamente vantare con gli amici dell’accumulo seriale di tali immagini.
Immagine trovata su Pexels.
Passavo quelle due ore esclusivamente su Google immagini, mi sembrava una cosa magnifica, proprio come me lo descrivevano i più fortunati possessori della linea 64 kb/s.
Da bambino tutto ciò bastava e avanzava e non immaginavo minimamente l'evoluzione e l’importanza che Internet avrebbe acquisito in futuro per molti compreso me.
“Il digitale che entra sempre di più nelle nostre vite”
Fonte: Pexels
Le cose che si potevano fare allora grazie ad Internet erano le medesime, con la differenza oggi volume, varietà e velocità dei big data hanno subìto un incremento esponenziale rispetto allora.
Nascevano allora social network quali Netlog e Facebook, ma, una volta installata la linea internet in casa, preferivo di gran lunga videogiocare sul browser con i semplicissimi flashgames, addottati successivamente anche da piattaforme di social-networking con l’implementazione di microtransazioni.
Youtube allora era un universo popolato da videoclip musicali, video divertenti, video di Dragonball con sottofondo dei Linkin Park e gattini (il tutto rigorosamente entro i 360p), utilizzavo questa piattaforma poche volte, soprattutto quando andavo a casa dei miei amici.
Internet è uno strumento che ho scoperto e approfondito meglio solo successivamente, e che tuttora è fondamentale all’interno della mia vita, sia privata che sociale.
-Andrea
Video di presentazione del Blog “Digitwork”.
-Luca.
Digital TV & Chill
Se pensassimo a 10 anni fa circa, l'ansia con la quale si attendevano le uscite dei nuovi film al cinema era di gran lunga maggiore rispetto ad oggi. Le grandi saghe come ad esempio Harry Potter o il Signore degli Anelli riscossero grande successo e profitti proprio grazie al grande schermo ma al giorno d'oggi la situazione è diversa.
Con la nascita di Netflix, una delle più grandi aziende che si occupa di offrire Film e Serie Tv servendosi di Internet,ad essere soggetti ad una mutazione sono stati sia il pubblico che il lavoro dei registi. Grazie a questa piattaforma possiamo mettere in pausa, andare avanti o indietro nella visione direttamente dal nostro divano. Tutti questi servizi in cambio di un abbonamento mensile che può essere condiviso fino a 4 account diversi.
I registi dunque hanno dovuto adattarsi al cambiamento arricchendo i loro prodotti di particolari e ridurre al minimo gli errori in quanto potendo scorrere a proprio piacimento sulla traccia della pellicola sarebbero diventati più visibili all'occhio del pubblico.
Descrizione: Disponibilità dei servizi Netflix a Giugno 2017 (paesi in rosso). Fonte: Wikipedia.
I film prodotti Netflix stanno diventando man mano sempre più potenti arruolando cast e utilizzando budget che potrebbero gareggiare con quelli del grande schermo. Proprio per questo motivo anche la critica inizia a considerarli sullo stesso piano di quelli sfornati ad Hollywood ma non tutti sono d'accordo.
Come riportato dalla rivista Rolling Stone lo scorso 26 Marzo, Steven Spielberg avrebbe espresso la sua opinione a riguardo:
<<Se decidi di sviluppare le tue opere sul formato televisivo, allora fai film per la TV. I film che sono stati in sala per meno di una settimana non meritano la nomination dell’Academy. I giovani registi alla ricerca di fondi per competere al Sundance saranno sempre di meno: tutti si faranno finanziare da servizi di streaming con abbonamento mensile, ingannati dalla promessa di portare il film in sala per una settimana, l’unico modo per rendere le opere “nominabili” agli Oscar.>>
-Luca.
RESTIAMO A CASA PER CENA?
La pigrizia è oramai divenuta una delle principali caratteristiche dell'uomo: molte delle innovazioni e scoperte tecnologiche hanno proprio come scopo quello di migliorare le comodità della nostra vita.
Dal 2011 a questa parte, è entrata a far parte del mercato italiano una società inglese nota come 'Just Eat' che sta rivoluzionando l’intero concetto di "ristorante". Si tratta infatti di un servizio di spedizione pasti che svolge un ruolo da intermediario tra il ristorante e il cliente. Quest'ultimo può effettuare gli ordini direttamente da casa propria tramite un'app creata appositamente per gli smartphone e il tutto verrà consegnato dal ristorante all'indirizzo fornitogli.
Fonte: Wikipedia
L’amministratore delegato David Buttress ha annunciato le dimissioni nel febbraio dello scorso anno lasciando in eredità ai suoi collaboratori circa 68500 ristoranti nei 13 paesi in cui Just Eat è attivo. Il fatturato annuo risalente al 2016 ammontava a circa 430 milioni di euro mentre il numero di consegne effettuate fu di circa 130 milioni e l’azienda è in costante crescita.
Ma come si fa a ricavare un profitto con il ‘delivery’? Esistono varie opzioni secondo le quali un’azienda di questo tipo riesce a fruttare del denaro. La più diffusa è quella di applicare una tariffa sull’ ordine che può oscillare tra il 15% e il 25% del prezzo dell’ordine stesso (se compare la scritta ‘consegna compresa’); altrimenti è richiesto direttamente al cliente un costo aggiuntivo di 2,40 euro.
Inoltre Just Eat ha stimato un incremento del 20% circa del fatturato dei ristoranti che decidono di diventare partner e dunque è in costante crescita il numero degli aderenti.
Non sarà più l'uomo ad andare dal cibo, ma il cibo dall'uomo: i famosi "ti porto fuori a cena" diventeranno sempre meno frequenti.
-Luca.
La mia prima esperienza su internet
Non ricordo di preciso quanti anni avevo la prima volta che usai internet, probabilmente circa 10 anni e sapevo già usare il computer per disegnare su Paint o giocare a qualche videogame scaricato dai miei genitori.
In quel periodo cominciai ad andare sullo skateboard, ad appassionarmi di musica e di videogiochi. Contemporaneamente venni a conoscenza che su internet, in alcuni appositi siti, ad esempio YouTube, avrei potuto trovare i video degli skater famosi, i video musicali delle mie canzoni preferite, trailer di film, videogiochi e tanto altro.
Tutto ciò mi rese molto curioso di cercare i video di qualsiasi cosa mi venisse in mente, così accesi il computer e andai immediatamente su YouTube. Da lì iniziai a cercare di tutto e di più: video di skate, di videogiochi, trailer di film, musica, etc.
Immagine del simbolo di internet - Fonte: Wikipedia
Ricordo bene ancora oggi che quel giorno rimasi a navigare su quel sito per ore. Infatti quella esperienza mi aveva lasciato a bocca aperta, non riuscivo a credere che potessi trovare così tanti video di qualunque cosa e che per di più potevo farlo in qualsiasi momento della giornata, bastava accendere il PC.
Da quel momento non smisi mai di cercare video su YouTube, che rimane uno dei siti che tutt’ora visito più spesso, e soprattutto non smisi mai di interessarmi a come funziona internet e in che modo potessi usarlo. Col passare del tempo imparai a navigare su internet per tanti scopi diversi, ad esempio per fare ricerche su Google o scrivere messaggi con i miei amici in tempo reale su Facebook.
-Eugenio.
I PRIMI PASSI IN RETE
Una delle principali caratteristiche della rete è l'accesso pubblico grazie al quale chiunque può navigare liberamente senza nessun tipo di limite (ad esempio l'età). Proprio per questo motivo il numero di individui di giovane età che sfruttano le potenzialità di Internet aumenta di giorno in giorno.
Le prime volte che io utilizzai il computer e la rete furono per lo più per giocare ai videogames o per ascoltare brani musicali su youtube. Inoltre essendo un fanatico del calcio, intorno all'età di 10 anni, ero affascinato dalle giocate di alcuni calciatori che venivano raccolte in video/tributi con tanto di musica e io passavo ore incollato allo schermo.
Imparai a navigare con facilità anche grazie alla scuola: molte informazioni di cui avevo bisogno per ricerche o compiti le ho ricavate dal web.
Fonte: Wikipedia
Logicamente su Internet si possono trovare anche moltissime di quelle che vengono definite 'fake news' ovvero false informazioni che vengono pubblicate con l'intento di ingannare la gente e creare sgomento.
Una volta però imparato a distinguerle la Rete diventa una vera e propria enciclopedia virtuale da poter sfruttare al meglio.
-Luca.