Il realismo onirico delle foto di Gavino Canu
Si dice che la fotografia catturi attimi, istanti della realtà impressionati e resi eterni. Se da un lato questa è una verità inopinabile, da un altro una sola istantanea può racchiudere una vita intera. È così per gli scatti di Gavino Canu, giovane fotografo olbiese, secondo il quale la fotografia è lo specchio del nostro vissuto, custode dei ricordi di una vita.
Appassionato di fotografia sin dalla sua infanzia, osservatore instancabile degli album di famiglia in bianco e nero, Canu decide di imparare le basi tecniche frequentando un corso di composizione fotografica a Bologna, per proseguire individualmente liberando la sua immaginazione.
Atmosfere senza tempo, abitate solamente dal silenzio, luoghi immobili ed eterei sono sfondo di soggetti malinconici. Le sue immagini sono il frutto di un progetto personale che vuol essere racconto, memoria del vissuto immortalato dall’impulso di un momento.
Non gli importa se il lavoro è imperfetto, ciò che conta è continuare a imparare, a conoscere attraverso una lente prospettive sempre nuove. Istantanee in bianco e nero per esprimere il ricordo, desiderio incontenibile di non cedere all’oblio.
Non a caso l’analogica è il suo mezzo favorito, ciò che ama è l’approccio alla pellicola, quell’attesa affascinante tra lo scatto e lo sviluppo. Il momento dello scatto resta impresso nella mente ma il ricordo si ravviva alla stampa della foto. Cromatismi e tonalità offerti dalla macchina analogica sono accordi intonati per le sue composizioni, nelle quali luci e ombre definiscono la scena.
Quella di Gavino Canu è la rappresentazione del tempo, il tempo della narrazione, della maturazione e del cambiamento, quello della conoscenza di se stessi e del mondo circostante. Un realismo onirico permea le sue fotografie che ricordano certe composizioni del cinema in bianco e nero del secolo scorso. Dimensioni rarefatte creano immagini sognanti, l’amarezza del reale cede il posto alla dolcezza dei ricordi.
Amare e dolci, le fotografie di Gavino Canu evidenziano le contraddizioni di una società in costante evoluzione, dove a volte i cambiamenti sono visti con timore. Tema caro alla sua terra, sovrastata da un diffuso sonno eterno che rallenta il trascorrere del tempo.
Canu sceglie di svelare i dettagli, le lente ma inevitabili trasformazioni, conservare il ricordo dei tempi nostri e rappresentare la realtà da prospettive sempre diverse. E così, ancora una volta, solo il tempo mostrerà un passato ormai svanito catturato dagli scatti del fotografo olbiese.
Gavino Canu è nato a Olbia nel 1978. Fotografo autodidatta, si occupa principalmente di reportage. Il suo sito web, qui.
Articolo pubblicato su Lollove Mag il 4 novembre 2014.
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