Nathan Never 361 BIS Oltre l'immaginazione Vigna, Bonazzi, Fiorelli e Giardo Bonelli (Luglio 2021)
Cominciamo dal breve racconto di Vigna e Fiorelli con la super-copertina (mi riferisco in modo particolare a quella flip, insomma la seconda, cioè la quarta di copertina, argh, maledetti multiversi!) di Giardo. Il tratto in stile vagamente manga alleggerisce un po' l'importante mole di testo, vero protagonista di una vicenda del tutto di contorno. Certo è che avere una presentazione di un Ministro su un albo di Nathan fa sicuramente curriculum! Se l'obiettivo però era quello di “raccontare un futuro diverso, dove i gas serra non saranno più un problema”, beh il racconto dovrà essere ancora molto lungo perché le premesse tratteggiate per le colonie marziane da Vigna sono piuttosto in continuità con il presente terrestre. Il racconto principale è decisamente un meta-fumetto e solo alla fine rivela in qualche modo la ragione di tanta intricatezza con tanto di esplicita scommessa con il lettore. Anche qui come nello speciale Dragonero/Zagor torna Giordano Bruno e gli infiniti universi: mi sa che quando gli staff dei vari personaggi vanno in mensa chiacchierano un po' troppo! Torna la strizzata d'occhio al lettore e alla sua realtà, ma qui sono gli stessi attori in scena ad essere allo stesso tempo personaggi e lettori del fumetto che interpretano. E a un certo punto Vigna suggerisce al lettore di domandarsi se fa bene a considerarsi l'ultimo anello di una catena o non è possibile forse che egli stesso sia un personaggio letto da qualcun altro. Insomma lo sviluppo delle due storie targate Bonelli (questo Bis e il team-up tra Ian e Patrick) è estremamente diverso: tanto leggero e lineare il secondo, quanto sconcertante e disorientante il primo. Ho scelto di usare questi due aggettivi perché sono quelli che ho usato anche per il 672 Bis di Zagor che ha la stessa destinazione d'uso, ovvero aumentare le pagine di lettura estive e raccogliere magari qualche letture in più per la serie regolare. In entrambe le storie niente è come sembra fino all'ultimo, ma mentre in Zagor la conclusione svela l'arcano, qui gli autori hanno scelto di lasciare il finale più aperto, come in quei film in cui si arriva ai titoli di coda e ci si chiede “e adesso?”, ad esempio, per rimanere a un'ambientazione coerente il Blade Runner di Scott, ma non quello edulcorato con il confortante e soleggiato panorama bucolico. E così il bravo Bonazzi, qui in grande spolvero, può rievocare tutto il pantheon di personaggi del primo Nathan: l'indimenticato Skotos; la Tana delle Tigri, ah no, scusate, l'Isola del Drago; il compromesso Ishimori; i poteri mutanti di Ann con la complicità di Lupo Alberto. E anche qui, come in altri speciali estivi qualche capezzolo e una scena di sesso per accentuare i bollori di questa calda estate! Insomma in questo albo “oltre l'immaginazione” si scopre che gli autori di NN (meglio scrivere così perché il nome non è più una certezza!) non sono tre, ma bensì quattro! E se alla fine della storia non ci avete capito niente... beh, rileggetevi l'ultima vignetta di pagina 93 e fate finta di niente, non vorrete mica deludere il trio sardo delle meraviglie!?















