RP MEME: «Ti immagini se i nostri corpi producessero l'allarme delle auto ogni volta che una persona che non ti piace ti toccasse?»
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ Ride e si sistema la borsa sulla spalla, «Sarebbe bellissimo, sembreremmo delle specie di ambulanze e ci sarebbe un gran fracasso, ma fa ridere l'immagine di uno che apre la bocca e suona l'antifurto».
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « Dici?–– No, perché ieri sera al bar avevo una mezza idea di andarti a parlare, ma dato che non sapevo se avresti... /apprezzato/ il gesto ho preferito lasciar stare. »
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ «Non avrei suonato come un'ambulanza, se è questo che stai cercando di chiedermi» ammette sorridendo.
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « Davvero?– Beh, in questo caso io sono Samuel e puoi chiamarmi Samuel, non sono una persona molto ‹ appariscente › e probabilmente ieri sera non mi avrai nemmeno notato, ma va bene così, avevo una faccia! E poi ero vestito di nero e blu, e me le hanno già dette dietro per questo. Comunque l'importante è che io abbia notato te. »
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ «Io mi chiamo Agnes, e puoi chiamarmi Agnes, e considerando che mi hai quasi fatto rovesciare la birra addosso, trovo un po' improbabile che io non ti abbia notato. Sei il ragazzo che mi ha chiesto scusa e si è seduto al tavolo da solo.»
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « Stavo maledicendo il /tizio/ che mi aveva detto di vederci lì, e così non ho fatto attenzione » e alza le spalle, come se quel gesto potesse aumentare l'enfasi delle sue parole, « Quindi–– sei rimasta a fissarmi mentre annegavo nella mia solitudine? »
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ «Ti ho solo visto mentre ti sedevi da solo, non stalkero la gente di solito, non sono una maniaca o questo genere di cose» ridacchia cercando di sdrammatizzare. «Non ho questo genere di... fetish, davvero. Nel senso, non mi metto a spiare le persone».
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « Beh, è già una bella notizia!– significa che non devo guardarmi continuamente le spalle, no? E comunque non mi sembri quel genere di ragazza... che ha strani fetish o che stalkera le persone. »
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ «Era solo per mettere in chiaro le cose...» risponde e sorride di nuovo, un po' a disagio. Sa di essere "strana" e non le interessa molto quello che pensano gli altri, ma di sicuro non è un buon modo per presentarsi.
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « Quindi... tu non hai strani fetish, io /anche se non sembra/ sono un ragazzo per bene e, dato che ormai ti ho già detto che ti ho visto ieri sera–– senti, come si invita una persona ad uscire? »
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ Non riesce a seguire per bene tutta la logica del discorso, quindi lo guarda basita per qualche secondo e poi realizza che cosa sta cercando di dirle. «Oh...» mormora non sapendo bene come reagire. Non è brava in queste cose. «Penso si dica "Ehy, ciao, ti piacerebbe uscire con me?"» butta lì, e poi si stringe un po' nelle spalle. «O "Mi accompagneresti in centro?", cose così», non è sicura di quello che sta dicendo, dopotutto non ha mai invitato una ragazza ad uscire. «Perché c'è una ragazza che vorresti invitare?».
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « Ehy, ciao, ti piacerebbe uscire con me? »Lo ha fatto davvero. E con questo ha esaurito la sua scorta di coraggio degli ultimi tre mesi.
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ Rimane in silenzio e lo guarda con un'espressione ebete. «Sei serio?» non sa cosa dire perché non è abituata a questo genere di cose, non ha imparato come si risponde ai complimenti e a queste dichiarazioni improvvise.
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « In realtà mi esercitavo per chiederlo a tutte le ragazze /inesistenti/ che potrebbero riuscire a sopportarmi per una serata– Sono serio, davvero! È così difficile prendermi sul serio? »
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ Adesso si sente un'imbecille, ecco. «No, no! È solo che non so cosa... cosa si risponde quando un ragazzo ti chiede di uscire?».
sᴀᴍᴜᴇʟ ʀᴏᴄʜᴀ ↬ « Beh, una volta mi hanno risposto ‹ scordatelo! › » inserire qui voce stridula e pseudo femminile, in tutti i casi ridicola, « Oppure, sempre per pietà, potresti dirmi ‹ certo! Ci vediamo stasera ›, mi dai il tuo numero, io ti dico che ti mando un messaggio appena possibile per accordarci perché–– dovrei proprio fuggire ora. »
ᴀɢɴᴇs ʟɪɴᴅʙᴇʀɢ ↬ Lui la fa ridere, che ci possiamo fare. Lei ride. E prende un pennarello che ha nella borsa, perché lei è una disordinata cronica e l'astuccio ce l'ha solo per bellezza, recupera un vecchio appunto e dopo aver controllato scrive il suo numero sul pezzetto di carta. «Quindi ci vediamo stasera, Samuel» e gli passa il pezzo di carta con un sorriso. «Anzi: "certo! Ci vediamo stasera"».