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FOREVER IS OUR TODAY. (second Reus/Gotze fanfic)
ORIGINAL LINK IN THE TITLE.
Forever is our today.
".Ma tocca le mie lacrime con le tue labbra Tocca il mio mondo con la punta delle tue dita E potremo avere per sempre, E potremo amare per sempre L'eternità è il nostro presente."
(Queen - "Who wants to live forever")
Marco sbadigliava.
Sbadigliava perché era stanco.
Era stanco perché non aveva dormito.
Non aveva dormito perché era agitato. Perché era agitato? Perché c’era una partita. Ma non una partita qualsiasi, c’era la partita. L’unica che avrebbe potuto tenere sveglio Marco Reus fino alle quattro e mezza di mattina, quando alle sette aveva la sveglia. Aveva provato davvero a prendere sonno, ma troppi pensieri scaturivano nella sua testa e non lo lasciavano in pace: ci sarà? Come lo affronterai? Che cosa gli dirai? Come dovresti comportarti? E se non ci fosse? Ti dispiacerebbe? E se lo incontrassi nei corridoi? E se non volesse parlarti?
Impossibile.
Si erano sentiti per mesi con messaggi, chiamate.. si erano anche incontrati qualche volta, cercavano di passare più tempo insieme possibile senza dare troppo nell’occhio. Gli avrebbe di certo parlato.
Ma se non avesse voluto farlo, per esempio, per non farsi prendere in giro dai compagni? Avrebbe potuto ignorare la sua intera ex squadra.
La reazione di Marco a questo pensiero fu una sola: che stronzo.
No, sapeva che Mario, il suo Mario, non era così.
Messosi (o almeno illudendosi di essersi messo) l’anima in pace, riuscì a dormire un po’. Si svegliò due ore e mezza più tardi, al suono assordante della sveglia.
All’alba di Borussia Dortmund – Bayern Monaco.
-
I compagni l’avevano praticamente evitato. Tutti.
I più coraggiosi (o i più stupidi) si erano limitati a una pacca sulla spalla, o a un “dai Marco”, “forza Marco”. Era questa la differenza, il suo Mario gli avrebbe detto “Forza Schlampe, entra in campo e fai il culo a tutti”. I suoi compagni sapevano quanto fosse dura per lui, lo era per tutti ma per Reus in particolare. Era lui a trovarsi il suo migliore amico, con cui aveva esultato fino a qualche mese prima, dall’altra parte del campo, con l’altra maglia, giocatore di quell’altra squadra; perciò tutti, chi più chi meno, gli stavano alla larga, convinti che li avrebbe mangiati alla prima frase che avessero pronunciato sulla partita.
Ma Marco si limitava a mandarli a fanculo.
La giornata passò troppo, troppo in fretta e, in men che non si dica, l’ora della partita era arrivata.
Aveva visto il pullman del Bayern arrivare fuori dallo stadio, ma non aveva resistito ed era corso negli spogliatoi, dove stava ormai da tre quarti d’ora, finché i suoi compagni non vennero a chiamarlo (evitando di addentrarsi, però, nella zona rossa degli spogliatoi e rimanendo sullo stipite della porta), per iniziare il riscaldamento in campo.
E Marco lì mandò ancora gentilmente a fanculo (più silenziosamente, però).
Il riscaldamento fu uno schifo.
La partita sarebbe stata uno schifo.
Lui sarebbe stato uno schifo.
Mario l’avrebbe considerato uno schifo.
Cancellò subito l’ultima frase dai suoi pensieri: loro si amavano, con la maglia gialla o rossa si amavano comunque.
Distatosi, non si accorse della lievissima pallonata che gli arrivò dritta nello stomaco.
Reus fu tentato di mandare a fanculo tutto per la terza volta, ma poi finalmente lo vide. Lo vide entrare in campo e lo riconobbe, come sempre, nel suo Mario, non faceva caso alla divisa.
E Marco iniziò la partita con il cuore più leggero.
I primi quindici minuti furono l’inferno.
Pressing, pressing e ancora pressing continuo da entrambe le parti, poi i ritmi andarono mano a mano rallentandosi, mentre tutti cercavano una strategia di gioco più efficacie. E Marco la trovò in un errore assurdo della difesa di quegli altri. Sul serio, come avevano fatto a lasciargli così tanto spazio? Decise che li avrebbe ringraziati dopo e scattò verso la porta avversaria. Scartati i difensori, si trovò solo davanti al portiere, che, poveretto, non poté fare molto per parare il tiro di Marco.
Gol.
Dortmund 1 – 0 Bayern: 25’ Reus.
Preso dall’euforia Marco non si rese nemmeno conto di ciò che stava facendo: correva, correva e correva più veloce che riuscisse, tra i suoi compagni che tentavano di congratularsi e festeggiare con lui, raggiunse quasi l’altra metà del campo. Raggiunse Mario.
E, senza pensarci troppo, lo abbracciò.
Lo abbracciò come, ormai, non faceva da mesi, come se fossero ancora nella stessa squadra, come se non avesse appena segnato un gol a quegli altri. E non fu sorpreso nel sentire ricambiare l’abbraccio ancora più stretto dal suo Schatz. Sorrise. Sorrisero entrambi in un gesto che valeva più di tutte le parole del mondo.
«Uno a zero, Schatzi. Sicuro di non voler ricambiare squadra?»
Mario lo strinse un po’ più forte.
«Ti amo anche io.»
Heiß, Heißer, Mario Götze!
please read me
Giuro che volevo scrivere qualcosa di felice nella mia prima storia. Giuro, giuro, giuro. Ma si scriveva da sola, non ho potuto farne a meno. Ambientata derante l’intervista dello Sky-Taxi di Reus, tra le domande del giornalista e le risposte di Marco ci sono i suoi pensieri. Vi siete mai chiesti com’è stato l’annuncio di Gotze del proprio trasferimento a Reus? dalla storia: “Funzionava così: Marco comprava un budino, Mario si presentava a casa sua alle nove e quindici con un budino, chi avrebbe portato la varietà più strana avrebbe vinto. Cosa? Chi lo sa. Il fatto è che non vinceva mai nessuno: mangiavano il budino e poi si perdevano sul divano a giocare a Fifa13, finché Marco diceva “sulla prossima copertina ci sarai tu” e Mario “sbagliato, ci saremo io e te che esultiamo” e si perdevano ancora una volta, di solito in baci e carezze.” leggete in tanti! :*
you watching the match in internet? you broadcast?
streaming !
http://www.firstrow1.eu/watch/180633/1/watch-spvgg-greuther-furth-vs-borussia-dortmund.html
gotzereus replied to your post: gotzereus replied to your post: how am i supposed...
oo widzisz… ja mimo wszystko jutro będę w domu, w ciepłym łóżeczku cieszyła się wygraną. :D
... zamień się ze mną :D ja będę musiała siedzieć w szkole tak jakby 9 lekcji :D
gotzereus replied to your post: how am i supposed to go to school tomorrow, how?...
zrób sobie wolne, taka okazja, to jak najbardziej zasługujesz! :D
haha chciałabym, ale niestety to nie przejdzie :DD