Green market festival Rome
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Green market festival Rome
Legambiente, nata nel 1980, è oggi l'associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio: oltre 1000 gruppi locali, 20 comitati r
"Legambiente? Una lobby con forti legami con il mondo della politica (soprattutto il Pd)"
AAA cercasi urban green lovers doc, astenersi associazioni & simili
Sei un urban green lovers? Coltivi l'orto; un vaso, un balcone; un barattolo? Riesci a fare la spesa selezionando i prodotti che consumi a partire dalla lettura delle etichette? Sai cosa mangi e bevi? Ricicli e fai la raccolta differenziata? Ti sposti a piedi o in bicicletta? Hai l'auto elettrica? Buste di carta o di (bio)plastica? Acqua del rubinetto o minerale? Quanto costa essere un urban green lovers? Cerco storie, vere, di urban green lovers realizzati, mancati o pentiti.
Contatti:
Why are we being forced to choose between the economy and the environment? We tend to forget that without an environment we would not have an economy, as everything we consume and I mean everything comes from our environment.
Franke James, contemporary artist, photographer, writer
Chi sono i colonnelli verdi? Un po’ tutti quelli, me compreso, che hanno cercato - si sono illusi - di portare la battaglia per la salvezza ecologica nei palazzi del potere, coloro che si adattano a sedere nei congressi al fianco dei grandi industriali della plastica o dell’automobile, accanto ai potenti che amano l’ecologia e finanziano la produzione e la vendita di armi. Non basta denunciare, e cercare di eliminare, gli inquinamenti adottando filtri e depuratori, non basta chiedere la creazione di un ministero dell’ambiente e chiedere nuove leggi per attenuare il volume dei rifiuti o la sporcizia del mare. Molte di queste azioni non fanno altro che spostare da un luogo all’altro i danni ambientali, riescono a tenere pulita la casa dei ricchi andando a sporcare quella dei poveri, come avviene con il trasferimento dei rifiuti nei paesi sottosviluppati.
Giorgio Nebbia / Paccino, i colonnelli verdi
La Gazzetta del Mezzogiorno, 18 febbraio 1991
Tre cose su GreenPop & Love
Questo spazio non vuole essere altro che un blocknotes dove appuntare fatti, nomi, cose (e città) che - in un modo o nell’altro - crescono, si trasformano, muoiono e rinascono nella straordinaria corsa alla conquista di un posto al sole nel prato verde della greeneconomy made in Italy. Un arcipelago di primi attori e impresari che elabora copioni per ogni occasione - che siano fiere campionarie o convegni per addetti ai lavori; che siano manifestazioni popolari o di interesse per pochi - per poi spartirsi, nei fatti, quella fetta di torta delle fonti di alimentazione energetica rinnovabile e sostenibile, nei confini italiani, per mare, terra e aria. Una massa verde consapevole ma poco critica, molto attiva negli ultimi tempi, che ha la capacità di allestire rappresentazioni dal sapore popolare - pur essendone del tutto estranea - non attirando consensi nei movimenti territoriali che si aggregano proprio contro gli interessi che questi stessi signori della greeneconomy difendono. Post dopo post, quindi, apriremo insieme finestre anche sul movimento ecologista, anarchico, anticapitalista, sociale, autentiche boccate d’ossigeno con pratiche quotidiane e manifestazioni lontane da fiere e palazzi, on the street! Love!