Era una sera come tante. L'aria era fresca, il cielo era sereno, le stelle la facevano da padrone su tutta la volta celeste. Un'ottima sera per dormire. Ma non tutti riuscivano nel loro intento. Dopo essersi rotolato nel letto più e più volte senza riuscire a prendere sonno, Greeny decise di fare due passi. Che aveva da perdere infondo? Non di certo il sonno. Si cambiò silenziosamente e nella stanza accanto per non svegliare la moglie, prese le chiavi per precauzione e si avviò. Uscito fuori di casa inspirò a pieni polmoni l'aria notturna. A causa del lavoro non riusciva a fare le ore piccole come quando era più giovane. Ma non per andare a divertirsi in qualche locale: lui stava lì, con i gomiti puntati sul davanzale della finestra ad ammirare le stelle. Era una cosa che gli era sempre piaciuta e che avrebbe fatto più spesso e volentieri anche in quel periodo.... << Dannate scartoffie inutili >> mugugnò a bassa voce << Che io vi compili o meno, alla fine gli avvocati fanno sempre come gli pare...! Basta, mi prendo una settimana di ferie, tanto sono io il capo...! >> Una settimana di ferie dedicata al riscoprire le meraviglie del cielo notturno ed anche da dedicare alla moglie. Il lavoro gli stava veramente rubando troppo tempo. E gli causava anche delle allucinazioni: i pancakes della mattina preparati amorevolmente dalla sua amata che sembravano la pila di documenti che lo aspettavano in ufficio; la scrivania della moglie che si mescolava nei ricordi con la propria; enormi flussi dorati vaganti in cielo.... Si strofinò gli occhi e guardò meglio: a quanto pare quella non era un'allucinazione! Aumentò la velocità del passo verso Thneedville, spinto dalla curiosità di vedere cosa vi fosse alla fine di questo magico percorso dorato.
Dopo svariati minuti di cammino, alla fine riuscì a giungere alla fonte di quella luce dorata. Era accecante tutto quello splendore in mezzo ai vicoli bui della città. E sopratutto non era normale. Si mise un braccio davanti agli occhi per evitare di accecarsi, domandandosi da dove mai potesse giungere una tale fonte di luce. Frugò istintivamente nelle tasche e alla fine li trovò: i suoi occhiali da sole. Non sapeva nemmeno lui il perchè li avesse con sè, forse per la solita routine di metterli in tasca ogni volta che indossava la sua giacca verde. Una volta posti gli occhiali sul naso, abbassò la sua mano e guardò oltre di essa.
E lo vide. Vide questa minuta figura danzare al centro della zona luminosa. Sembrava fosse proprio lui stesso a sprigionare luce. Chissà chi era, ma sopratutto, cosa ci faceva in quel posto a quell'ora. L'altro non si era accorto della sua presenza, così si avvicinò cauto per non spaventarlo. Arrivato dietro la piccola figura luminosa danzante gli chiese: << Tu... chi sei? >>







