Il dono crea la relazione. Il dono è un impegno. La relazione è un dono. Eppure sei così piccolo ma indimenticabile, il museo itinerante del ricordo del collettivo Grigiosiro. di silvia petronici
Il dono crea la relazione. Il dono è un impegno. La relazione è un dono.
L'idea del progetto, iniziato nel 2014 da Giorgia Valmorri (uno dei due membri del collettivo Grigiosiro nato nel 2015) è quella di un museo itinerante. Museo, come luogo ideale di conservazione di oggetti di valore, itinerante perché senza una sede stabile. Si tratta in effetti di una vera e propria collezione che il museo itinerante conserva e continua a comporre grazie all’attività implicita all’opera: il dono e il conseguente scambio. Le persone dei diversi luoghi che ospitano il progetto (la corte Valdoca a Cesena, nella prima tappa del progetto come il rione Solferino a Bologna, in questo terzo movimento) partecipano all’opera donando un oggetto carico di memoria e raccontando la storia di quell’oggetto in una lettera associata ad esso.
Per il CACCA (Centro di Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare) che ospita l’opera dentro la rassegna Eutopia dedicata ai buoni luoghi alimentari da inventare e contribuire a realizzare, Eppure sei così piccolo, ma indimenticabile si concentra sui ricordi legati al cibo, al proprio rapporto con esso, alla storia familiare di questa relazione. Il cibo della memoria, dei ricordi d’infanzia o il cibo come dispositivo a sua volta di memoria, di relazione con i contesti e le storie della nostra vita. La madeleine di Proust come la tazza del tè. Cose piccole ma indimenticabili, piccoli mondi splendenti dentro il tempo dilatato della vita.
Il primo oggetto ricevuto dagli artisti è stato un tubetto di pasta per pulire la stufa economica, il ricordo, quello della madre che puliva con cura la stufa per poi iniziare a cucinare e riempire la casa con il profumo del cibo.
Il valore e quindi la vera sostanza di questi oggetti è immateriale quanto inestimabile. Si tratta del peso netto nelle scatolette trasparenti. Il valore degli oggetti è nella loro capacità di condensare un ricordo. Una storia privata, un frammento della vita di una persona vera. Il peso netto è ciò che resta tolta la tara e, potremmo dire, il contenitore e quindi l’aspetto, la forma, la carta che avvolge il barattolo. È il vero contenuto dentro il contenitore, ciò può essere veramente consumato e che infine potrà nutrirci.
Con un salto semantico il peso netto degli oggetti donati (come delle preziose lettere) è il ricordo che in essi è contenuto in un bagno di forme differenti e varie. Come il peso netto di tutta l’opera è la relazione che il dono ha reso possibile dando corso ad uno scambio e ad un reciproco riconoscimento di valore. Queste le sostanze nutrienti dell’opera, il suo effettivo peso.
Infine questo lavoro, all’interno del suo stesso processo, si propone di creare un collegamento tra il CACCA - come luogo di ricerca e sperimentazione con il linguaggio dell’arte contemporanea sulla cultura alimentare - e il concreto e spesso poetico rapporto con il cibo delle persone che abitano nella strada e nella città dove il Centro ha sede. Artisti, opere, spazio contribuiscono a rendere significativo questo collegamento nell’ottica del valore sociale dell’arte e della ricerca da cui essa deriva le sue forme e i suoi metodi. Un luogo dove si pesano le idee, i sogni hanno dimensioni e forme, dove ci si impegna per capire e la relazione è un dono.
















