Non voglio assolutamente mettermi a fare analisi sulla crisi ucraina, anche se mi sembra che i media abbiano sostituito al Covid questo argomento. Non mi interessano le "maratone" informazione stile "Tutta la guerra minuto per minuto". Non è questa pornografia della guerra che ferma la guerra. C’è invece una cosa che davvero mi amareggia moltissimo. Più profonda tristezza che rabbia. Sentir dire che questa è “la più grave crisi in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale”. La guerra di per sé non ha grandezze di scala, però dimenticare quello che è stata la dissoluzione della Iugoslavia, con i vari conflitti, con Sarajevo, la città martire, sotto assedio per quasi 4 Anni non è vergognoso. È da merde. Soprattutto per chi poi fa sempre lezioni sulla memoria. Che sia una bandiera o l’altra. La guerra è ciò che accade quando il linguaggio fallisce. (Margaret Atwood) In guerra mi facevano più impressione i vivi, che i morti. I morti mi sembravano dei recipienti usati e poi buttati via da qualcuno, li guardavo come se fossero bottiglie rotte. I vivi, invece, avevano questo terribile vuoto negli occhi: erano esseri umani che avevano guardato oltre la pazzia, e ora vivevano abbracciati alla morte. (Nicolai Lilin) #guerra #guerramondiale #war #warzone #sarajevo #europe #ukraine #russia #usa #nato #otan #ucraina #memoria #memory #forget #history #story #media #giornalismo #journalism https://www.instagram.com/p/CaSz10FsCCv/?utm_medium=tumblr













