L’uomo che creò gli ebook
"Le persone ragionevoli si adattano al mondo. Le persone irragionevoli cercano di adattare il mondo a se stessi. Ogni progresso, quindi, dipende dalle persone irragionevoli".
Michael Hart (8 marzo 1947 – 6 settembre 2011)
Oggi un post diverso dal solito, nei giorni in cui dall’Italia non è possibile raggiungere il sito del “Gutemberg Project” poche righe per ricordare Michael Hart.
Tra le centinaia di milioni di utenti del web, probabilmente non saranno in molti a sapere chi sia stato uno degli uomini, che con il suo lavoro e le sue intuizioni ha influenzato enormemente quello che oggi chiamiamo Internet.
Padre degli ebook, visionario, futurista, amanuense del ventesimo secolo, cyber-hippie, libertario, illuso, sono solo alcuni degli aggettivi che venivano utilizzati dai giornali statunitensi per descrivere e commemorare l’ideatore e fondatore del "Progetto Gutenberg" la prima “Biblioteca Digitale” del mondo.
Tutte definizioni calzanti, ma a noi piace ricordarlo come un giovane studente al lavoro la sera della festa del 4 luglio del 1971 nel Centro di Calcolo dell’Università dell’Illinois, che frugando nel suo zaino in cerca di un panino, si trovò tra le mani una copia della “Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America”. Forse complice una birra di troppo o i fuochi d’artificio, concepì una delle idee che nel corso degli anni avrebbero reso migliore la nostra società: seduto davanti al suo computer, digitò in una notte i circa 10.000 caratteri del testo, creando e condividendo il primo ebook della storia.
Da quel primo libro, passò i successivi quaranta anni a cercare volontari, fondi e partner che lo aiutassero a realizzare, non tanto una biblioteca digitale, ma l’idea di una fonte di conoscenza sempre e comunque disponibile a tutti e per tutti; idea che generò una moltitudine di programmi analoghi in altre paesi: vi consigliamo di dare un’occhiata a LIBERLIBER con il suo progetto Manuzio
e per gli amanti della storia del nostro territorio a DigitaMI.
Oggi in quasi tutte la nazioni del mondo, migliaia di persone si dedicano al “Progetto”, realizzando non solo ebook – oltre 60.000 in decine di lingue – ma anche migliaia di audiolibri.
I numeri di cui parliamo non sono nemmeno paragonabili a quelli stratosferici (milioni di oggetti) di realizzazioni più recenti come Internet Archive o Google Books, ma credo che questi ultimi, figlio diretto il primo, indiretto il secondo non avrebbero mai visto la luce senza i semi piantati da Michael in quella notte di luglio di tanti anni fa.
Che cosa possiamo dire d’altro, se non che fu uno di quelli, di quei tanti, che negli anni in cui stava nascendo Internet, provarono a coniugare l’idea di progresso scientifico e condivisione culturale. Uno di quelli cui le biblioteche e non solo devono molto.
Grazie Mr. Hart ovunque tu sia.
Ps. Prima di lasciarci qualche consiglio di lettura : “Il carattere della parola. Dai graffiti a internet” di Claudio Benzoni, il racconto del lungo e non finito viaggio della parola scritta, “I tweet di Cicerone” di Tom Standage che si descrive da solo con il suo sottotitolo “I primi 2000 anni dei social media”, per finire con Seth Stephens-Davidowitz e il suo “La macchina della verità” una visione sulla “verità” e la percezione della rete.
Buona lettura













