Half Mute - Tuxedomoon
TUXEDOMOON - HALF-MUTE (Ralph, 1980)
Tuxedomoon, ovvero follia e avanguardia al servizio della new-wave. Certo sarebbe riduttivo ridurli solo a questo. Nella loro follia c’è infatti una logica ferrea che travalica la normale concezione non solo della musica, ma di come il mondo stesso viene percepito. Concezione inusuale che si esprime già nella scelta degli strumenti da utilizzare: violino, sax, basso e un corollario di tastiere che sembra non avere fine. Non c’è nient’altro di simile nella storia del rock (i Residents ci vanno concettualmente vicino ma, per loro stessa ammissione, sono figli di quelle idee). Quello di Half-Mute è un viaggio cerebrale tra tonalità sempre originalissime e nuove. Quando qualcosa sembra già sentito, l’attimo dopo viene spazzato via da qualcos’altro che rende tutto inusuale. Tutto ciò che si ascolta in Half-Mute è frutto dell’istinto. Anche quando c’è una base che pare definita, come un giro insistito di basso, viene sconfessata e distorta dal canto allucinato del sax e dallo stridio di violìni accompagnati da altri suoni che si fatica a definire sani. Una follia collettiva che però funziona perfettamente, orchestrata dalla istintiva genialità del terzetto che la porta avanti con lucida degenerazione e guidati da un filo conduttore che per noi comuni mortali risulta quantomeno complesso seguire. Half-Mute è uno di quei gioielli preziosi ulteriormente impreziositi da un bagno dorato nelle menti eccelse di tre folli musicisti.









