Il disegno si ispira alla leggenda della Gaiola. La Gaiola é l’affascinante isola del Parco Sommerso al largo di Posillipo. Per molto tempo impraticabile, questo sito ricco di fascino è accompagnato da un’ombra noir. La storia tramanda che proprio qui, nel I secolo a.C., il ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione volle costruire la sua “villa d’otium” che chiamò Pausilypon ovvero “luogo dove cessano gli affanni”. Sembra che amasse le murene, allevate in vasche scavate nel tufo, a cui dava in pasto i suoi schiavi. C’è poi la leggenda legata al sommo poeta Virgilio, appassionato di arti magiche, che qui preparava pozioni.
La medesima e la sua villa nascondono un passato costellato di sfortune. La fama sinistra che pervade La Gaiola risale a epoche recenti e coinvolge i Brown, un nobile inglese e sua moglie. Mister Brown si innamorò follemente della cognata e chiese la separazione. Ne scaturì una tragedia: in una notte di vento forte la moglie, dopo una violenta lite con il consorte, prese la seggiovia per fuggire ma non arrivò mai a terra. Qualche tempo dopo anche lui rimase vittima del medesimo incidente e, quando il cadavere fu recuperato, trovarono anche il corpo dell’amatissimo gatto. Da allora, chiunque dimori nella “Villa degli Spiriti”, è preda della cattiva sorte e dell’ombra del gatto”, racconta Anna Maria Ghedina, napoletana di adozione e una delle massime esperte di fantasmi, autrice del libro Guida ai fantasmi d’Italia. Dove cercarli e trovarli (ed. Odoya).







