Quando fallisce il rispecchiamento oppure idealizzazione, emerge la rabbia. In tutte le sue sfumature. Può esplodere, furiosa, oppure protendersi, sottile, velenosa. La frustrazione di questi bisogni può avvenire in molti modi, ed è praticamente inevitabile. In quel momento colui che è vissuto come oggetto-Sé non è più uno specchio che riflette. Oppure in quel momento l’oggetto-Sé allo sguardo di quella persona fragile non si offre così elevato, così perfetto, così idealizzabile. Viene fuori che ha dei punti deboli, oppure che non è all’altezza di qualcosa. La relazione di tipo oggetto-Sé è dolcissima e intensissima, ma altrettanto fragile. E al comparire della rabbia sparisce ogni empatia. Ogni fallimento dell’oggetto-Sé psicologicamente è dunque equivalente ad una rottura, che bilateralmente consiste in ed è sofferta come frattura dell’empatia. ogni frustrazione nella relazione di tipo oggetto-Sé è una ferita narcisistica. E “individui vulnerabili dal punto di vista del narcisismo rispondono a una ferita narcisistica attuale con il ritiro vergognoso oppure con la rabbia narcisistica. Vergogna e rabbia sono dunque “le due principali manifestazioni esperienziali e comportamentali dell’equilibrio narcisistico disturbato”.
Igor Vitale
















