" Non seguo alcun obiettivo, nessun sistema, nessuna tendenza.
Non ho un programma né uno stile né una direzione.
Mi piace l'indenfinito, la sconfinatezza, mi piace l'incertezza continua. "
- Gherard Richter
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" Non seguo alcun obiettivo, nessun sistema, nessuna tendenza.
Non ho un programma né uno stile né una direzione.
Mi piace l'indenfinito, la sconfinatezza, mi piace l'incertezza continua. "
- Gherard Richter
<<La quiete prima del diluvio>> #sunscape #indefinito #nofilter #landscapes_calabria #windowscape #morningview #piccoloclubfoto #tclmobile #smartphonephotography #domiad_photo_network #eyeemphoto #sunscape #heartphotos #harusphotos (presso Decollatura) https://www.instagram.com/p/CXQOQ56IfoiIQwG9_10fg7iBhDDtqgV99c7EIY0/?utm_medium=tumblr
La rimembranza emerge con il ricordo del passato. Il presente non può essere poetico.
Questo poichè il passato richiama il vago e l'indefinito, e la poesia ha questi aggettivi come sue proprie caratteristiche.
Le storie indefinite che racconti,
sono finite tanto tempo fa.
L'uomo proietta dunque il suo desiderio nell'infinito, prova piacere solo quando può immaginarsi che esso non abbia fine. Ma poiché la mente umana non riesce a concepire l'infinito, anzi si ritrae spaventata alla sola sua idea, non le resta che contentarsi dell'indefinito, delle sensazioni che confondendosi l'una con l'altra creano un'impressione d'illimitato, illusoria ma comunque piacevole.
Italo Calvino, “Lezioni americane”.
Avrei voluto dirle che un sacco di cose nascono con un mondo di prospetti e poi si perdono nel tragico mare degli imprevisti e della paura di un qualcosa che non si riesce a spiegare.
Tommaso Fusari, “Tempi duri per i romantici”.
Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non delle certezze... Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito.
Giacomo Leopardi
2015 In vena di ricordi trovo questo. Un piccolo pezzo di pensieri altrui che mi fece realizzare ancor di più il brutto periodo che stavo vivendo. Dall’esterno ero insicura,debole,sola,il tutto per mascherare il caos che mi lacrimava sulle guance,faceva di me uno sguardo basso,due mani nascoste. “Eppure sono gli altri che ti vedranno dentro,il fuori è solo un contenitore.” Non so perché ancora ad oggi questa è la frase che mi lascia più perplessa. Pur non suscitandomi nessun dubbio,nessuna domanda,quando leggo quelle parole provo sempre qualcosa di indefinito,un sentimento che mi porta a pensare che a volte qualcuno noti tratti di me di cui nemmeno conoscevo l’esistenza.