Essere forte...
Ogni mattina vicino a Max mi sveglio con un’energia contagiosa. Un entusiasmo indefinito. Qualcosa di così mutevole che mi aspetto svanisca da un momento all’altro. Ma non succede. È instabile, eterea e un po' spaventosa, quella sensazione, ma non la cambierei per nulla al mondo. Mi spinge verso la felicità. Mi sveglio sentendomi viva. Viva, desiderata, e indispensabile. Non indispensabile nel senso più ampio del termine, come un politico famoso o lo scienziato che sta per trovare la cura contro il cancro. Mi sento indispensabile in un modo più puro, molto più innocente. Sono indispensabile per una sola persona. Prima di incontrare Max. Tiravo avanti, convincendomi di essere forte. Ero determinata a non fare affidamento su nessuno all’infuori di me e a tenere a debita distanza tutti gli altri. Max ha sfondato quel muro. Non ero mai stata innamorata, prima. Adesso sono irrimediabilmente, follemente, perdutamente innamorata. Ho imparato che la logica non ha alcun significato nelle questioni di cuore. I sentimenti sono le uniche cose che abbiano un senso. Il modo in cui Max mi guarda mi fa capire che ci tiene. Il modo attento con cui studia il mio viso, il modo lento e costante con cui i suoi occhi scrutano le mie labbra. Non mi sono mai sentita così indispensabile prima d’ora. Non ho mai provato quel calore che sboccia nel petto, quei brividi unici che mi attraversano le membra. Non ho mai voluto essere una di quelle ragazze che si autocommiserano e si aspettano che il mondo faccia lo stesso. Quando ero sola dovevo essere forte. Seppellire le mie emozioni in profondità in modo che non avrebbero mai potuto riaffiorare in superficie. Ecco cosa credevo significasse essere forte. Mi sbagliavo. La forza sta nel trovare il coraggio di lasciare entrare un’altra persona. La forza sta nell’aprirgli il cuore e nel mostrarti in tutte le tue debolezze, a prescindere da quanto possano essere terrificanti. Alla fine, è questo tutto ciò che conta.











