Basta il minimo indispensabile per stare bene anche dopo un'intera notte passata insonne a causa di una mente dall'indole catastrofica. Ad esempio, una jam improvvisata con quel meraviglioso uomo di Ale, senza prenderci troppo sul serio (anzi, scimmiottando la versione ansiosa di noi stessi), durante la manifestazione pro isola pedonale di questo pomeriggio, seguita da un post serata a casa di Maaike con le ali ai piedi, che fra una settimana andrà in Sud America. Tre disadattati e un po' di vino, rimasto lì dal mio compleanno, alle prese con la costruzione di un inedito soul rock sul dualismo dei cambiamenti e sulle conseguenze che questi comportano. Se avessimo creato due anni fa quanto creato oggi in una manciata di ore, come più volte ci si era detti di fare, ne sarebbero usciti fuori un trio musicale, un paio di demo e (forse) un po' di soldi in tasca.
La procrastinazione ci ha lasciato alcune registrazioni posticce e tantissimi ricordi che vorrei non sbiadissero mai.
















