Il mio amore smisurato per il collettivo di Bristol è risaputo, perciò non posso garantire che questa breve recensione possa essere di parte. Parliamo comunque di un gruppo (anche se in certi casi, vedasi il percorso di nascita di 100th Window, sia diventato un progetto totalmente gestito dal ragazzo padre Robert Del Naja) tra i migliori al mondo in ambito elettronico - se non il migliore - e che l'etichetta del genere è riduttivo, perchè le componenti del sound sono talmente differenti e complesse da essere trasversali ed affrancate da categorie ed etichette musicali. Forte di queste premesse e di aspettative fortissime, ho attraversato il Tirreno per assistere ad un concerto che dalle premesse mi appariva fantastico. Lo è stato, ma per dovere di cronaca sono tenuto anche a fare presente le critiche che sono giunte all'indirizzo del gruppo.
Mi preme innanzitutto complimentarmi con l'organizzazione del capoluogo toscano, per la gestione della location e per la velocità e precisione con cui hanno saputo smaltire la fila di oltre 1 km che si snodava prima dei tornelli. In secondo luogo devo complimentarmi con lo straordinario lavoro dei fonici e per la qualità ottimale della resa audio durante il concerto. Si sentiva tutto perfettamente, oltre a sapere distinguere i singoli strumenti e godere delle linee di basso così come dei beat e dei campionamenti. Altro punto a favore, ma credo fosse necessario considerando che i MA hanno fatto della qualità e della resa sonora uno dei loro cavalli di battaglia.
Capitolo a parte sono sicuramente le Visuals, in cui il messaggio veicolato dalle scritte è importante più delle grafiche adottate. Dalla scelta di bombardare, al limite dell'epilessia fotosensibile, lo spettatore di continue e frenetiche immagini relativi a nomi e loghi di partiti politici in United Snakes, fino alla chiusura del Je Suis# e la frase "siamo tutti in questa situazione insieme". Del Naja è un uomo di poche parole e pochi proclami, spesso accusato di freddezza e disinteresse verso un pubblico caloroso, ma si è limitato a lanciare un'invettiva contro la Brexit, il terrorismo e le distanze che possono distruggerci. "We must stay unite, against the fuckin' fascists, the terrorism, the fear. Together we can win". Visuals, potenti, importanti e che lanciavano interrogativi escatologici riguardo alla vita, l'universo e tutto il resto. Douglas Adams diceva che la risposta era 42. Ma non diceva a quale domanda. Del Naja pinata dei semi di riflessione, usando il type ed il font delle ricerche su google oppure i linguaggi di programmazione per la stesua dei codici. Giochi di luci ed ombre, fumo e colori che si accompagnano perfettamente alla musica.
Il palco ospitava due batteria, due tastiere, un turn tablism a cui ogni tanto si accomodava Daddy G, una chitarra e due microfoni. La particolarità è che per ogni canzone arrivava l'interprete più adatto tra quelli disponibili. Per Rising Son Del naja e Daddy Grant. Per Angel, Man Next Door, Girl I Love you, One Love, Hymn of the Big Wheel lo strardinario e claudicante (in stampelle, ma con una foga ed una professionalità encomiabili) Horace Andy. Per ritual spirit e pray for rain, invece, Azakel. L'assenza di Martina Topley Bird, sostituita da un'altra cantante molto valida ma di cui ignoro il nome, ha ridotto a due soli brani il repertorio con voce femminile: Safe from Harm e Unfinished Sympathy. Un'ora ed un quarto intensa, spettacolare, coinvolgente e ballabile.
Ed ora arriviamo a le due note dolenti, che hanno scatenato le fin troppo feroci critiche del pubblico. Del Naja, per la prima volta nella sua carriera, si sarebbe fermato dopo un minuto perché Intertia Creeps sarbbe risultata troppo dolorosa a causa di un suo mal di gola. E questo ha scatenato malumori, perché avrebbe (LOL) dovuto cantare nonostante non fosse in condizione di eseguire perfettamente QUEL brano. Ma per il resto ha cantato egregiamente altri pezzi.
La seconda critica è relativa alla durata di un'ora e quindici, ritenuta troppo contenuta per il pubblico. Qualcuno richiedeva il rimborso, nonostante lo spettacolo fosse eccellente. Forse se avessero suonato almeno altri tre pezzi storici, come teardrop, karmacoma ed una black milk, il pubblico non si sarebbe lamentato.
Mi ha stupito non avessero nessun gruppo spalla, come invece è successo a Napoli con gli Almamegretta.
Sinceramente sono molto soddisfatto, nonostante i costi di pernottamento e della trasferta per assistere ad un concerto del genere. Ed io non sono certo abituato a nomi che attirano così tanti spettatori. Evidentemente chi si è lamentato per aver fatto due km con la macchina, dovrebbe quantomeno guardare le cose da una prospettiva diversa.
Spezzo una lancia, comunque, a favore dell'eterogeneità e della cordialità del pubblico. Al netto di quelle poche critiche, raramente ho visto così tante persone collaborative e tranquille.
Il mio consiglio è: andateci, ne vale veramente la pena.
United Snakes
Hymn of the Big Wheel
Risingson
Ritual Spirit
Girl I Love You
Future Proof
Man Next Door
Eurochild
Pray for Rain
Angel
Take It There
Safe From Harm
Unfinished sympathy