La traccia che lasciamo, i colori che ci appartengono, quelli che non conosciamo e un cielo inaspettato. Il mattino riflesso nel Naviglio, come in una pozzanghera del parcheggio dell’ufficio o nel Tamigi o chissà dove. Ogni dettaglio ricorda qualcosa e funziona come il teletrasporto. Il cielo osserva giocando con quello che proviamo, per vedere che succede, se troviamo il coraggio di superare i limiti e le prove che ci mette davanti. Sa tutto, lui, sa tutto, ma fa finta di niente.









