NABA, in occasione della 57esima edizione del Salone del Mobile di Milano, presenta Leaving Room, un prototipo come riflessione sull’abitare in movimento o sul muoversi abitando.Il progetto, nato da un’analisi sulle potenzialità offerte dal self driving, rappresenta un salto culturale nella nostra concezione di mezzo e di rifornimento: la città rallenta e in cambio offre fluidità, sostenibilità e la capacità di usare il tempo di percorrenza in modo utile e divertente.Il prototipo verrà presentato durante la settimana del Salone del Mobile dal 17 al 22 aprile, con Repower, gruppo internazionale attivo nel settore energetico da oltre cent'anni, a Palazzo Litta che per il quarto anno si fa teatro del design contemporaneo con The Litta Variations / 4th movement.Il progetto conferma, ancora una volta, l’impegno di NABA ad affrontare le tematiche contemporanee e il suo contributo nel proporre soluzioni a esigenze concrete che nascono all’interno di nuovi scenari.Leaving Room è stato progettato e realizzato grazie alla collaborazione e supervisione di un gruppo di esperti del settore, con Italo Rota Scientific Advisor, Dante Donegani, Architetto e Course Leader del Biennio in Product Design di NABA, Valerio Sommella, Industrial Designer e Docente di NABA Design e Tianshu Shi, Product Designer, diplomato con lode al Biennio di Product Design NABA e oggi docente a NABA Design.Da riflessioni sul rapporto tra l’interno e l’esterno, un gruppo di studenti interdisciplinare dei Trienni in Design e Fashion Design, coordinati dal docente Stefan Davidovici, presenta gli scenari di narrazione della Leaving Room, di questo nuovo spazio in movimento in cui si configura un paesaggio di azioni come espressione delle forme. Gli studenti NABA che hanno collaborato:Paolo Stefano Gentile, Pietro Gaeli, Simone Caronni, Stefano Sabatè, Aniello Migliaro, Chiara Pozzoli, Kunakorn Keetasopon, Nahridzah Shiber, Yinuo Huang, Yutong Luo, Shiyu Cheng, Bingyi Tian, Yuan Ni, Zifu Li.
Via Emilia 197 A.C. - 2017
Reggio Emilia, Palazzo dei Musei
AEMILIUS ROAD
di Italo Rota
In questi mesi è stato fatto con gli archeologi ed i conservatori un lungo ed approfondito lavoro di ricerca tra i preziosi reperti e nei documenti per individuare un filo conduttore a tutta questa grande e complessa storia, un inedito percorso narrativo per comunicare storie significanti di ieri che facciano riflettere sull’oggi. Un grande lavoro scientifico ed artistico alla ricerca di un innovativo metodo di esporre l’archeologia. Ne è scaturita una mostra che è una sorta di “mappa in 3D” in cui entrare, i cui contenuti complessi sono tenuti insieme da una struttura narrativa che scorre a più velocità - a tratti veloce ad altri lentamente, come in un viaggio - su soffitti e pareti e in cui si intersecano ed “esplodono” nello spazio informazioni, reperti originali attivati, informazioni, “teatrini”, libri, video, foto. Geometrie interconnesse, che cambiano via via in forme differenti e sempre ci stupiscono. Tutto questo mantenendo un fermo rigore di forma e colori, che solo a tratti esplode in una psichedelia in technicolor.
E' soprattutto all'ultimo piano che l’archeologia viene messa in scena in modo inedito ed innovativo. L’effetto fantasmagorico è dato inizialmente dall’eccezionalità dei reperti in mostra, molti dei quali inediti. La Manica Lunga li espone, bianchi marmi in un ambiente puro bianco e i reperti (lapidi, cippi, frammenti di ponti, bassorilievi, busti e fregi) sono collocati come se fossero dove realmente sono stati rinvenuti, lungo la Via che andava da Rimini a Piacenza.
Cadenzano il percorso sette vetrine sculture e ciascuna sviluppa un tema legato alla strada. Sette espositori-teatrini, exhibit archeologi avanzati che espongono i reperti insieme a piccole videoproiezioni che li animano e li rendono narrativi.
Se le vetrine conservano il passato in basso, sotto i due metri che è la profondità media di scavo archeologico, ed è l’altezza delle vetrine, nella parte superiore troviamo l’oggi.
View from the road . Un videomapping lungo 34 metri sul soffitto in cui sono inclusi testi, grafica, video. Un cielo contemporaneo e in cui appaiono i lati della Via Emilia, lungo le città e lungo la campagna, ininterrotti. Al di sopra delle vetrine i video narrano il tema stesso dell’espositore, ma in chiave di oggi. In questo modo tutta la manica lunga diventa una sorta di mappa in 3D.
A CURA DI:
Luigi Malnati
Roberto Macellari
Italo Rota
PROGETTO DI ALLESTIMENTO:
Italo Rota
con
Francesca Grassi
Corinne Cotugno
Simón Andres Oropeza Carrera