A nessuno importa il destino del giocoliere: che rida sì, che si diverta, perché più la sua gioia sembra vera e più lo spettacolo ne guadagna. A nessuno importa il destino del giocoliere: egli esiste solo quando il sipario si apre, e la luce colpisce in pieno il suo viso di plastica. A nessuno importa del suo nome, e nessuno vuole sapere la sua età: la sua vita inizia e finisce con la sua arte, fedele riproduzione di un copione imparato a memoria. Non ha una verità il giocoliere: finta gioia, finto dolore, ciò che gli serve è solo un palco ed un pubblico che lo sta a sentire. Trucco, ancora trucco per coprire quel sorriso un po' scadente e se di notte una lacrima cade sopra il suo bicchiere ormai vuoto farà parte di un copione più grande che il regista non gli fa vedere. Non ha ricordi il giocoliere: la sua vita scorre tutta in un eterno oggi. Da quando le luci si accendono e lui dietro le quinte riscalda la voce e fissa i volti delle prime file, e pensa se questa sera le sue battute faranno ridere come ieri, o se qualcuno si accorgerà del suo costume sgualcito.
A quando si spengono le luci, e raccoglie nel cappello tutti gli strumenti del mestiere e uscendo di scena saluta con gli occhi altri occhi già intenti ad un nuovo spettacolo. Non ha reti il giocoliere: un passo falso mentre il filo oscilla tra la vita e la morte, tra la realtà e la finzione, là dove il silenzio carico di attesa segue i suoi movimenti. Pensa, sì a che bel numero sarebbe se cadesse per davvero! Non ha reti il giocoliere. E lassù dove nessuno può vedere il suo volto di plastica egli contempla il cielo fatto di finte stelle e un lacrima gli riga il trucco. Non ha anima il giocoliere, ma tra le risate di tutti può ancora volare.

















