Fortunello la Checca e i loro amici
Frederick Burr Opper
Traduzione di Marcella Amadio dall’originale americano “ Happy Hooligan, Maud, Alphonse & Gaston”
Presentazione di Attilio Bertolucci
Officine Grafiche Garzanti, Milano 1965, 104 pagine
euro 30,00
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copertina mancante
Fortunello di Attilio Bertolucci
“Non so gli americani, che avevano tanto da scegliere, in materia, ma i bambini italiani fra il 1910 (anno della sua prima comparsa sul Corriere dei Piccoli) e, mettiamo, il 1930, che vede l’arrivo di Topolino e soci, hanno amato Fortunello più di tutti gli altri eroi della nascente, candida e facinorosa mitologia fumettistica. La scatola di conserva vuota, utilizzata come copricapo (erano i primi anni delle salse racchiuse, in banda stagnata, o più volgarmente latta, da noi, e l’aurea saggezza che accompagna sempre la povertà suggeriva alle madri di famiglia i più vari usi dei recipienti nettati di contenuto e in tal modo resi degni di entrare nella suppellettile domestica, e da qui nella pittura di Giorgio Morandi), c’entra moltissimo nella fortuna dello sfortunato Fortunello. Quelle madri che si diceva avevano del bello e del buono per sottrarre ai figlietti, in vena di travestimenti, il prezioso scatolame di ricupero, non ancora votato al sacrificio di massa sulle are impietose dell’Economia di Consumo. L’altro personaggio amatissimo della combriccola era la Checca, mula infernale. Allampanata e ghignante, chissà quali fondi di repressa aggressività andava a toccare nei piccoli italiani lettori del Corrierino, perlopiù figli della borghesia, dalla magari minima sino all’alta: il popolo, per mancanza di lire, era escluso anche da questi lussi minimi, allora.”
20/08/20
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