Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca
Ogni tanto, davanti a certe notizie, mi vengono in mente due cose:
che fino a non tantissimo tempo fa', il Codice penale italiano prevedeva un caso particolare di omicidio, il c.d. omicidio d'onore, che si realizzava quando il padre, o il fratello, o il marito feriti nell'onore uccidevano la donna/ragazza/figlia oggetto dello scandalo e fonte della vergogna familiare, e magari pure il di lei amante (ma anche no) - tralasciamo ogni ulteriore considerazione sul Codice Rocco, vi prego, fino al 2006 la violenza sessuale era un reato non contro la persona ma contro la morale. Dicevo, certe cose si commentano da sole;
che ho avuto la mia fetta di fidanzati possessivi, ossessivi e gelosi, che dopo un po' diventavano, magari, pure violenti.
Uno, il primo, mi ruppe il naso e due costole, e io non ci pensai due volte a chiamare i carabinieri. Violenza privata e lesioni personali gravi, disse il pretore - all'epoca non esisteva ancora il reato di stalking, e il giudice monocratico si chiamava ancora pretore. Pena sospesa, del resto il mio ex era incensurato, e provvedimento restrittivo.
Quando, dopo qualche mese, tentò di riavvicinarmi, ci pensarono alcuni amici, picchiatori contradaioli, a fargli passare ogni velleità. Dovevo rivolgermi di nuovo alle forze dell'ordine, è vero, l'ordinamento vieta di farsi giustizia da se', è vero, ma a vent'anni di distanza ringrazio ancora mentalmente gli amici di allora.
In seguito, dicevo, ci sono stati altri uomini disturbati e violenze verbali e minacce, che non è che facciano meno male dei cazzotti, solo un male diverso. Però con gli anni sono migliorata, non ho permesso che queste persone andassero oltre: li ho allontanati con decisione, un paio di volte soffrendo come un animale perché, magari, ci tenevo, in quel modo strano che porta certe donne a legarsi a certi uomini; una volta ho chiesto aiuto a un amico carabiniere. Mi sono data della cretina, poi, per aver permesso loro di arrivare anche solo alle ingiurie e alle minacce, o per aver concesso una seconda possibilità quando, davvero, la sola cosa che avrei dovuto fare era scappare a gambe levate. Ma meglio tardi che mai, penso.
Queste ragazze, queste donne, non hanno avuto la possibilità di scappare, o non ne hanno avuto il tempo, o non hanno avuto sospetti, o abbastanza coraggio. La maggior parte di loro non ha avuto alternative. Ma non venitemi a dire, non mi fate leggere cose come: "Ero geloso e l'ho uccisa", "lei voleva lasciarmi e l'ho uccisa". Non fate passare questi uomini da vittime, le vittime vere sono le loro donne: non sminuite la loro memoria.
[il titolo di questo post courtesy Ettore Scola]