La libertà è una forma di disciplina
Come la si raggiunge? C’è una libertà tutta interiore (chiedete agli stoici, per esempio) e c’è una libertà esteriore, che si raggiunge solo dopo aver acquisito quella interiore. Sono entrambi visibili ad occhio nudo, su questo non ho dubbi.
L’insegnamento più grande riguardo la “festa della donna” me lo ha dato mia madre, che col suo solito sorriso bambino ha sempre rifiutato gli auguri ed ha avuto la pazienza di spiegarmi, durante la mia crescita, che questa festa non è una festa, è una ricorrenza (e no, non parlo dell’incendio in cui sono morte ecc ecc). Io non rifiuto gli auguri, non ho la sua stessa leggerezza.
Quante volte ti sei sentita dire che sei pesante o “era solo uno scherzo”, dopo che qualcuno si è preso gioco delle tue insicurezze e si è risentito perché tu ti sei arrabbiata? Quante volte, ancora, dopo avergli fatto notare che un suo comportamento ti ha ferita, ti ha detto che è il TUO modo di criticarlo che è pressante o è pericoloso? Quante volte ha usato le tue confidenze, i tuoi punti deboli, i tuoi segreti per manipolarti e/o farti sentire in colpa e, alla fine, farti fare ciò che non avresti voluto fare? Quante volte ha fatto dei paragoni tra te ed altre persone, magari in pubblico, facendoti sentire inadeguata? Quante volte si è finto premuroso, responsabile, maturo in pubblico? Quante volte ha criticato il tuo aspetto o ci ha scherzato su, ben sapendo quanto questo ti ferisse? E quante volte si è arrabbiato quando tu hai cercato di scherzare sui suoi di difetti? Quante volte ha sminuito i motivi del tuo disagio rispetto ai suoi comportamenti o alle sue parole? Quante volte ha evitato le discussioni e le questioni che ti fanno stare male, perché risolverle vuol dire rinunciare alla sua libertà?
Ecco, appunto, magari non ti picchia, ma... Senza arrivare a forme gravi di abuso o sottomissione, mi fermo alle cose piccole, alle ammaccature che appesantiscono il clima anche nelle relazioni sostanzialmente sane. In un rapporto esistono gradazioni infinite, equilibri che cambiano di continuo e, molto spesso, nessuno dei due sa bene come interpretare e gestire gli sbalzi. Non tutti i maschi che ricadono in questi schemi, piuttosto triti e per niente originali, sono manipolatori spietati! Spesso sono insicuri, pericolosamente ingenui, confusi, convinti di aver capito come si fa e invece sono manipolati a loro volta. E per fortuna, sempre di più, le femmine sanno riconoscere, reagire, respingere e ferire anche. Solo che, quando tutte le difese sono abbassate perché diamo per scontato che certi meccanismi debbano per forza riguardare qualcun altro, può succedere che il gioco prenda il sopravvento senza che ce ne accorgiamo. E allora bisogna ribadirlo che va bene ribattere a uno scherzo se non ci piace, anche a costo di sentirci dire che non abbiamo il senso dell’umorismo, che poi non è vero. Se vale la pena, non sarà uno stupido scherzo a far saltare il banco; ma se uno stupido scherzo diventa una questione di potere, allora piuttosto vale la pena farsi qualche domanda. Certe cose possono non stargli bene. Quello che conta è che vadano bene a te. Non lasciarti spaventare, non temere di perdere quello che non hai. Chi accetta queste punture di spillo, dicono i consulenti, tende ad essere una persona collaborativa e intelligente, di solito sicura di sé. Al contrario, di chi attacca che non sa proprio come gestire l’ansia.
Quello deve impararlo da solo, così come deve imparare cosa davvero sia la libertà.
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