Il film di Peter Weir, "l'attimo fuggente" del 1989 ha indubbiamente influenzato una parte degli spettatori. Personalmente l'ho visto per la prima volta dopo qualche anno, molto probabilmente in VHS o in TV.
Un film che ogni tanto fanno nella programmazione televisiva e fortunatamente l'altro giorno in prima serata e ieri sera in seconda serata come "replica" sul canale 27 (non faccio pubblicità).
Alcune cose si dimenticano con il tempo, altre rimangono impresse. Nel caso di questo film il rimpianto di non aver trovato a quei tempi in VHS ma comunque oggi inutilizzabile per chi non ha più un lettore del genere. Anzi, ce l'ho ancora ma il cambiamento tecnologico non permette di utilizzare un lettore del genere (forse avevo qualche cavo audio e video ma sinceramente non mi ero più interessato perché poi ero passato ai DVD).
Aldilà di questo, rivedere e riascoltare tematiche trattate che da adolescenti non sempre si comprendono così come la difficoltà negli anni ottanta e novanta di reperire materiale anche in libreria.
"Io esisto come sono, questo è abbastanza, se nessun altro al mondo ne fosse a conoscenza, sarei contento, e se tutti ne fossero a conoscenza, sarei contento." Song of myself, dalla raccolta "Leaves of grass" (Foglie d'erba) di Walt Whitman.
Nel film di Peter Weir c'è un ampio riferimento a questo scrittore americano, così come a qualche altro (esempio Thoreau, Melville e le loro opere più importanti).
Ho voluto fare uno schizzo veloce di una fotografia trovata sul web. Disegno © Alessandro Pace














