SempliceMente
Luigi Ghirri. The complete essays (1973-1991). MACK.
Semplicemente un saggio o, per meglio dire, un viaggio verso le visioni di un fotografo.
Luigi Ghirri (1943 - 1992) è stato un fotografo italiano. Tralasciando la sua storia, peraltro facilmente reperibile sul web, mi ha sorpreso il fatto che non sia riuscito a trovare molte pubblicazioni in italiano. Facendo alcune ricerche, avevo visto anche nel sito ufficiale della Fondazione Ghirri, e purtroppo molti libri di difficile reperibilità. L'editore è inglese (MACK) ed è quello ufficiale.
Questa versione, del 2010 se non sbaglio, è stata ristampata insieme ad altre, credo per il cresciuto interesse verso questo grande fotografo. Purtroppo è in inglese, come altri libri tra cui "Kodachrome" (credo il suo libro più famoso) che non ho ancora comprato.
Luigi Ghirri l'ho scoperto per caso solo da un paio d'anni. Credo verso il 2018, mentre già facevo fotografia da una decina d'anni. Non mi ero mai interessato di altri fotografi, guardavo saltuariamente. Il mio interesse è stato sempre verso altre forme d'arte, in primis il disegno e la pittura, la scultura. Per altri motivi poi non ho più approfondito anche perché avevo scelto un indirizzo di studi tecnico-scientifico.
Guardavo, e guardo tutt'ora molti film. In passato indubbiamente Roberto Rossellini, Pierpaolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Sergio Leone, Federico Fellini per dirne alcuni, senza trascurare Stanley Kubrick, Michael Cimino, Martin Scorsese. Anche Alfred Hitchcock, e più recenti Ridley Scott, Clint Eastwood, ed altri. Fare tutti i nomi è impossibile, ma l'ordine è un po' in base all'importanza, che reputo personalmente. Per cui, Pierpaolo Pasolini mi piace di più di Federico Fellini per fare un esempio.
Dei più recenti registi, a mio avviso è molto interessante Terrence Malik, uno dei miei preferiti, così come Nikokas Winding Refn, Christopher Nolan per parlare di quelli stranieri. Ce ne sono altri, ed italiani devo dire che ne seguo pochi e comunque non è il posto adatto per approfondire il discorso.
Ritornando al Ghirri, leggendo un libro che non parla di fotografia ma di come essa possa manipolare il pensiero di chi guarda, attraverso l'analisi di fotografie pubblicitarie, riviste e giornali ma anche dei fotografi del passato, per caso mi imbattei in una serie di fotografie tra cui alcune di Luigi Ghirri.
Ho sempre fotografato cercando un mio pensiero, un mio "mondo" ma non virtuale, perché è sempre esistito. Ogni fotografia è quella che è: una rappresentazione della realtà ma istantanea, istantaneamente modificata per la presenza di elementi che potrebbero essere di disturbo. Dai semplici paesaggi poi appena vedo qualcosa che può essere un uccello che sta per passare, o una serie di situazioni particolari ma che non invadono la scena, allora cerco di fare le fotografie. È anche un'attesa, non spasmodica perché certe volte sembra che mi aspettino.
È la casualità, non sempre, ma c'è. È un qualcosa che mi spinge ad andare a guardare, a girare ed osservare e solo in un determinato instante, prima ancora di quell'istante, scatto.
Clic.
Infine, su Luigi Ghirri avevo comprato altri due libri.
Pensiero paesaggio. Though Landscapes. Luigi Ghirri. Versione italiana e inglese. Silvana edizioni. È un libro con alcune fotografie scattate perlopiù in Romagna.
Lezioni di fotografia. Luigi Ghirri. Quodlibet edizioni. Una raccolta di appunti tenuti durante le lezioni di fotografia all'università del Progetto di Reggio Emilia.
Testi e immagini © Alessandro Pace ☮️ @alpacigno













