LAVANDONIA
https://www.youtube.com/watch?v=A23mmUp0aZA&t=3s
Volete scoprire quali orribili verità possono celarsi dietro un semplice videogioco?

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LAVANDONIA
https://www.youtube.com/watch?v=A23mmUp0aZA&t=3s
Volete scoprire quali orribili verità possono celarsi dietro un semplice videogioco?
Una delle più famose colonne sonore Pokemon: la musica della città di Lavandonia. E' un'impressione mia o fa improvvisamente più freddo?!
-YellowDog-
Manca poco
L'ultimo post di questo tumblero risale al 13 novembre 2012. Quasi due mesi senza scrivere, mio Dio, non mi sembra vero.
Che poi non è vero, che non ho scritto. Ho scritto temi da 8 sulla Divina Commedia, una recensione deLa Mandragola per un settimanale destinato a ragazzini delle medie, fior di comunicati stampa per la Rete degli Studenti Medi della mia città.
Scrivere, a poco a poco, diventa quasi una professione, un'opportunità che ho ampiamente contemplato ogni qual volta mi ritrovavo a fantasticare su una carriera, di giornalista, di romanziere, di sceneggiatore di film. Che quando diventa un lavoro finisca il piacere, l'ho sempre pensato. Questo mi ha sempre messo i brividi, l'idea di vedermi commissionate opere di pessimo gusto senza possibilità di replicare, come quelle autobiografie che di auto hanno solo la firma del loro protagonista (qualche tempo fa citavo una bella frase del libro di Vasco, scommetto dieci euro che non è farina del suo sacco). Certo, sempre meglio di quegli anonimi privi di coscienza che si celano dietro a discorsi elettorali stracolmi di insulsaggini, ideali giusto per acchiappare qualche allocco, che non sono certo ingenui come neIl portaborsedi Daniele Luchetti, con Silvio Orlando e Nanni Moretti, che sì, vi consiglio caldamente di vedere.
Preso dalle scartoffie, ho accantonato le lettere d'amore, sì insomma, il blog. E' stato terribile. Non c'era sera che prima di addormentarmi non pensassi a certe storie personali, altre di pura, dilettevole invenzione, che avrei voluto scrivere qui. Offuscato dalla stanchezza dello studio condotto con inettitudine (un trimestre da dimenticare) (non ho ancora aperto il libro di biologia), mai ho trovato la forza di mettermi sulla mia sedia. Mi sono messo ad analizzare tutte le possibili problematiche correlate e le ho trovate quasi tutte risolvibile... tranne una: il fisso.
Il fisso è un computer HP di circa otto anni che sembra azionato da un criceto su una ruota, con una ventola rumorosissima. Questo marchingegno ha sopportato giochi a risoluzione elevatissima, programmi di grafica e di montaggio video, roba che a momenti poteva esplodere, e un paio di volte è pure successo. Ma il problema non è tanto il sistema quanto l'altro dettaglio di cui sopra, la ventola. Per me scrivere è qualcosa di intimissimo, al pari dell'autoerotismo, con la differenza della navigazione anonima. Nessuno deve assistere o assistermi nel processo creativo, è una ricerca e una riscoperta interioriori e continue, solamente io ho diritto d'accedervi (avete notato, ad esempio, che è la prima volta che uso il pronome personale soggetto di prima persona singolare nell'intero post? Credete sia un caso? Okay, ora sto facendo un po' troppo l'eccentrico, lasciatemi ricomporre).
Il punto è: come posso scrivere come piace a me, nel cuore della notte, quando le idee schioppettano nella mia testa come tappi di bottiglie di spumante (buon anno), se c'è una ventola che fa più casino di un malato di tubercolosi che si fa l'aerosol!? Per non parlare poi del fatto che il computer è disposto lungo la parete, costringendomi a sedere di spalle rispetto al resto della camera. Vi sembrerà una sciocchezza, ma vi assicuro che, se una notte su Internet incappate in un creepypasta particolarmente spaventoso e cominciate a farvela sotto, avrete molta difficoltà a proseguire la vostra navigazione se vi voltate ogni tre secondi col timore che una creatura infernale sbuchi dal nulla per divorarvi -- maledetto il giorno che ho letto della Sindrome di Lavandonia, Cristo, che strizza.
Soluzione: netbook. Mia sorella se ne compra uno nuovo e mi passa il suo. Così, se alle ore 1:17 ho voglia, mi basta tirarlo fuori da sotto il comodino per dare inizio al mio diletto. Sto parlando di scrivere, ovviamente. L'autoerotismo non c'entra nulla. No, perché riconosco che la frase di prima potrebbe sembrare un po' equivoca. E invece no, sto parlando di scrivere su Tumblr. Razza di pervertiti.
Spero che dalla comodità del mio dolce letto mi sarà più facile mettermi a scrivere, se non tutte le sere, almeno ogni tanto, con più frequenza che in queste ultime settimane. Ho tante di quelle cose in mente! E se per ogni minimo appunto devo elaborare un post corposo come questo, o addirittura più di questo, potete immaginare voi che gran festa sarebbe, riuscire a scrivere anche solo una volta alla settimana, ma con tanta dedizione quanta ne ho messa in queste interminabili righe.