Lilli Gruber che conduce otto e mezzo durante l'incendio avvenuto ieri a Davos dove si sta tenendo il World Economic Forum, tanta professionalità molto stile.

seen from Belgium
seen from Malaysia

seen from Belgium
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Russia

seen from United States

seen from United Kingdom

seen from Maldives

seen from United States

seen from Germany

seen from Belgium
seen from United States
seen from China
seen from United States
seen from Belgium
seen from South Korea
seen from Malaysia
seen from Lithuania
seen from Brazil
Lilli Gruber che conduce otto e mezzo durante l'incendio avvenuto ieri a Davos dove si sta tenendo il World Economic Forum, tanta professionalità molto stile.
Deve per forza esistere una logica parallela, a me totalmente inaccessibile, che spieghi agevolmente e in maniera inequivocabile come una foto di quattro donne possa dimostrare l’assenza di cultura patriarcale. Avrei pensato che quattro donne, madre una dell’altra, dimostrassero invece solamente il naturale processo biologico di riproduzione che si perpetua da una generazione all'altra, tramite gravidanze portate avanti solo da donne. Una continuità di individui di sesso femminile fisiologicamente inevitabile. La presenza di madri, figlie, nonne e nipoti in una famiglia o in una foto, infatti, mi sembra semplicemente una testimonianza del ciclo vitale umano (e non solo umano): un fenomeno che trascende le costruzioni culturali e sociali.
Ma probabilmente viviamo in un Paese dove la semplice esistenza di madri, figlie, nonne e nipoti in una foto equivale a un manifesto contro il patriarcato, una prova schiacciante contro l'esistenza di ogni forma di disuguaglianza di genere. Un Paese dove qualunque posizione su un argomento complesso come la cultura patriarcale può essere sostenuta tramite un "parlo come padre", un "sono una donna, sono una madre, sono cristiana" oppure semplicemente pubblicando una qualsiasi foto di famiglia.
Stupido io a pensare che, semmai, sia un indizio dell'esatto contrario.
C'era una grande coda all'ufficio postale quel giorno. C'era gente esausta e accaldata, in piedi da tre quarti d'ora. Entrò Enrico Mentana e passò davanti a tutti con passi svelti. Una donna si lamentò, ma lui la zittì bruscamente: "Io sono Enrico Mentana, non so se mi spiego. Tu quanto fai di share?".
[L'Ideota]
Metamorfosi
Parlando della Meloni, la Gruber si è espressa esattamente come un uomo a cui girano le balle. In modo patriarcale, direi.
Duro attacco di Massimo Giannini a Salvini: Ha solo questa cifra, aumentare le paure degli italiani. Esprimo qualche perplessità sui suoi elettori
Non è che ce l’abbia con Massimo Giannini, Lilli Gruber e compagni di merende vari per quello che hanno detto a suo tempo.
Onestamente, il 31 gennaio scorso, non si poteva prevedere quel che sarebbe successo poi, anche e soprattutto per colpa della Cina e del ritardo criminale con cui il mondo ha saputo quel che stava succedendo a Wuhan e dintorni. Questo non dimentichiamocelo MAI, ripeto MAI.
Ma, poi, Giannini, Gruber, eccetera hanno mai chiesto scusa per aver lanciato cacca su Salvini & C. che, anche qui non dimentichiamocelo MAI, avevano ragione al 100% sulle misure da prendere per contenere la probabile diffusione dell’epidemia?