«Avevo finito un allenamento e stavo andando di corsa a comprare un dono per Sami, Justin e Luys visto che dovevo andare a stare a casa loro ma pioveva, e sono scivolata mentre correvo verso il negozio. Per strada c’erano Amber insieme ad Heert -un mio amico- ma anche degli sconosciuti.» fa una pausa, perché DEVE assolutamente essere onesta. «Mi aspettavo che mi aiutasse Heert a rialzarmi, anche se abbiamo litigato. Tantissimo e non ci saremmo più dovuti parlare.» è questa l’unica cosa che dice, per ora, al riguardo. Quello che serve per continuare la storia in modo che sia capita, perlomeno. «In realtà mi hanno aiutato Seth - l’altro mio amico tra le persone che c’erano quella notte - e un uomo, Antony. E anche se avrei dovuto ringraziarli ero.. ero offesa, furiosa che non fosse stato Heert ad aiutarmi. Ma lui, insieme ad Amber se n’è andato in un vicolo. Pensavo volesse evitarmi, e allora gli urlavo contro e l’ho seguito. E anche Seth e Antony, insieme ad una donna che non conoscevo, lo hanno seguito con me anche se loro forse avevano capito perché lui era andato in quel vicolo.» lei no, lei aveva la mente troppo annebbiata da altri pensieri per poterlo realizzare. «Arrivati lì c’era un corpo, ma non me ne importava nulla. Tutti si erano messi lì intorno al corpo, prestavano attenzione a quello. ma..» è difficile da ammetterlo e ci sta una bella pausa lunga. «Io.. io volevo attenzione. La SUA attenzione.» e guarda di nuovo in basso adesso. L’ha ammesso ad alta voce, e probabilmente la psicomaga è l’unica persona a cui sta raccontando quello che è successo davvero e come si sentiva. «E allora ho preso la bacchetta, non so cosa volevo fare.» e si mordicchia il labbro inferiore ancora guardando in basso. Scuote la testa. «Poi però sono comparse delle creature, che ci hanno attaccato e che stavano per fargli male» così come stavano per fare male anche a lei, nonostante lui fosse più vicino a quella creatura rispetto a sé. «e allora ho fatto quello che ho sempre fatto a scuola. ho provato a salvargli le chiappe» e solleva nuovamente lo sguardo verso la donna, con quel sorriso adesso triste e imbarazzato al tempo stesso, che scompare subito dopo. «Ho preso la mia collana, che ho dalla mia prima lezione di rune, con dagaz incisa. era facile, troppo. e allora ho evocato il suo dominio, per colpire e bruciare la creatura. non.. non mi importava se mi fossi bruciata un po’. era l’unica cosa che potevo fare. e doveva sapere che potevo e volevo salvarlo.» anche se non ti ha calcolato per tutto il tempo, anche se l’unica cosa che ti ha detto è stata di andartene. E la voce le trema un po’. Fa un respiro profondo ed una lunga pausa, di nuovo. «Ho visto le fiamme tornarmi addosso, e faceva male. malissimo. non avevo mai provato un dolore simile, io..» e trattiene le lacrime, prova a calmarsi.