«Il cammino si modella lungo una breve salita, e il pomeriggio asseconda il passo del viandante. In questa esigua frazione di tempo egli scopre la certezza fisica di essere vivo, erba tra l'erba, mentre il mare mormora in lontananza l'eco stessa dell'andare. La volta celeste, tinta d'oro, si purifica nella maestosità di una luce effusa. Inoltrandosi tra i sentieri, il viatore raccoglie i segni di un'antica vocazione al pellegrinaggio, un andare che rifiuta le mete della storia per celebrare la sosta: quel momento in cui è concesso fissare un verso sulla carta. Giunto alla sponda, lo sguardo interroga le conchiglie e il grembo nudo della terra, dove il mare accarezza l'arenile. In questa spoliazione si compie il destino del canto; qui, nella polvere e nella luce della riva, è il tempo del dicibile, la sola patria dell'essere» (Sosio Giordano)










