Si sente appena il rumore di una matita che cade a terra. Margó non se ne è accorta. Sta sul letto illuminato da un piccolo raggio di sole, forse l'unico sopravvissuto in quel mare di nuvole. Ha gli occhi aperti, il respiro veloce. Si tormenta fra i suoi mille e mille pensieri. Decide di alzarsi. Si affaccia alla finestra guardando i palazzi della sua città. La matita la guarda, l'osserva, pensa che abbia qualcosa che non va. La matita era da tanto tempo che stava in quella stanza, era da tanto tempo che veniva usata da Margó per sfogare la rabbia e la paura su di un foglio con discorsi ben torniti. Un'emozione, un evento importante, un'angoscia, lei li trasmetteva tutti su di un foglio. Quel foglio era la sua mente, il suo cuore. Alla matita sembra di vedere una lacrima scendere dal viso di Margó che continuava a guardare fuori dalla finestra. Avrebbe tanto voluto andare da lei per istigarla a tracciare le sue parole aggressive ma allo stesso tempo da sognatrice. Ma a quanto pare non era sua intenzione scrivere, non oggi. Dopo quella lacrima, scoppiò in un pianto disperato, uno di quei pianti che non ti lasciano respirare. Improvvisamente si sente rimbombare la porta di casa sbattere. Il padre di Margó, vestito di rabbia e rancore, era tornato. Lei subito comincia ad asciugarsi le lacrime, apre il libro di greco e comincia a far finta di studiare. Il padre entra nella camera, annuncia il suo arrivo, chiude la porta per lasciar studiare la figlia e va in salone sul suo comodo divano. Margó pone le mani sul suo viso e cerca di soffocare il pianto che cerca di farsi vivo attraverso piccoli e incessanti singhiozzi. Piano piano riesce però a calmarsi, e comincia a impegnarsi nello studio, forse per distrarsi. Non passa nemmeno un'ora che il padre entra nuovamente in modo brusco nella camera con un tono prepotentemente alto. Alza di peso Margó dalla sedia della sua scrivania e la prende per il collo. Comincia a darle degli schiaffi, a tirarle i capelli facendola indietreggiare, la sbatte al muro e la fa cadere. La matita aveva assistito a tutto, ma non aveva ben capito il motivo per il quale una ragazza così innocua, dolce e sincera avrebbe meritato tutto questo. Beh, "tutto questo" accadeva quasi tutti i giorni. La matita aveva finalmente capito il motivo dei tormenti, dei pugni contro il muro di quella ragazza. Margó ricomincia a versare lacrime, fiumi di lacrime. Il dolore la pervade ogni giorno, fuori sì, ma soprattutto dentro.