Massimo Grimaldi — E se usassimo i social media per reinventare la solidarietà?
Invitiamo sempre tutti a seguire le conferenze OGR YOU, ma se ne aveste persa una, potete rimediare grazie a Eleonora Numico, una delle partecipanti al Club, che le racconta tutte. Qui trovate il suo testo su Massimo Grimaldi. Pronti per il recap?
Su due schermi Apple, posizionati uno accanto all’altro nel binario 2 delle Ogr, scorrono le immagini di bambini sorridenti, di mani aperte, di braccia tese verso l’alto. Sono le foto del centro pediatrico di Emergency a Goderich, in Sierra Leone. Le ha scattate l’artista Massimo Grimaldi nella sua permanenza all’interno dell’ospedale, dove ha realizzato un fotoreportage emotivo che è poi diventato, nel 2010, un’opera d’arte esposta in diverse gallerie.
Questo è uno dei molti lavori che Massimo ha fatto in collaborazione con Emergency. «Sono un’artista appassionato della forma, un’esteta, e corro il rischio di essere sterile» dice Massimo durante la conferenza del 30 aprile presso le Ogr per spiegare da quale necessità è nata questa cooperazione. «Ho cercato un modo per non esserlo, un modo per realizzare attraverso il mio lavoro qualcosa che potesse parlare, un modo di comunicare la realtà urgente che io vivevo».
Massimo ha unito la sua passione per la tecnologia Apple, che è supporto e forma delle sue opere, e l’umanità che lo contraddistingue, che lo rende vicino ai temi sociali, e che lo ha portato a donare la maggior parte dei suoi ricavi a Emergency. Le sue opere pongono la domanda provocatoria di come si posiziona l’arte, e i fondi destinati a essa, di forte alle questioni morali e umane. È meglio destinare i soldi alla costruzione di opera d’arte o donarli per scopi umanitari?
Culmine di questa sua riflessione è l’opera realizzata a seguito della vincita del premio MAXXI 2x100 nel 2009. Massimo ha donato il 92% del premio di 700.000 euro per l’edificazione del Centro pediatrico di Emergency a Port Sudan e ha poi documentato la vita all’interno dell’ospedale attraverso delle foto che ora sono proiettate sulle pareti esterne del museo come opera permanente.
Dal 2016 Massimo ha iniziato a lavorare a un altro grande progetto che ha presentato per la prima volta nella conferenza alle Ogr: un social network che si basi sulla generosità. Si chiamerà .give e gli utenti comporranno delle card, una fusione tra post e storie. Le card possono essere di due tipi: quelle give, dove l’utente può offrire qualsiasi cosa, materiale o immateriale, e una sezione speculare di card in cui l’utente può richiedere qualsiasi cosa di cui ha bisogno. Tutto rigorosamente gratuito. «L’obiettivo — conclude Massimo — è di creare un aggregatore di tutte quelle piccole e grandi spinte di generosità che ora non sono visibili. In un mondo dove finora i social sono stati veicoli di odio è una sfida culturale».
Eleonora Numico










