Huawei Mate X6: in viaggio per la Cina con il pieghevole dagli scatti superlativi - Recensione
Passaporto preso, laptop nello zaino, smartphone rigorosamente nella tasca destra dei pantaloni. Ma prima di partire per un viaggio in Cina, a visitare tra le altre cose anche i campus di ricerca e sviluppo di Huawei, mi sono ricordato di mettere nella tasca sinistra il nuovo Mate X6, lo smartphone pieghevole che vi racconterò in questa recensione. Non sapevo ancora che quella settimana avrebbe completamente ribaltato le mie aspettative sui dispositivi pieghevoli. Spoiler: questo foldable mi ha conquistato, e non solo per come il grande schermo mi ha aiutato a gestire mail e lavoro durante i lunghi spostamenti in treno. A differenza della maggior parte dei pieghevoli, non ho sentito grandi compromessi mentre scattavo foto fra i grattacieli di Shenzhen o nella natura mozzafiato attorno a Guilin — anzi, fa scatti davvero superlativi che ancora oggi riguardo con stupore. Quando testiamo uno smartphone per una recensione, abbiamo sempre un altro telefono in tasca. Si tratta soprattutto di eccessiva prudenza: preferiamo avere un prodotto già rodato per ogni evenienza, specie se siamo in viaggio. Con il Huawei Mate X6, però, era un'esigenza che nasceva da una questione tecnica ben precisa: la mancanza di eSIM, comodissima per i viaggi extra UE, a cui si aggiunge l'assenza del 5G. Ho quindi usato l'altro smartphone e il Wi-Fi dove possibile per fornire connessione al Mate X6 e utilizzarlo il più possibile come dispositivo principale. Devo ammettere che sono rimasto ben impressionato, molto più di quanto mi aspettassi. Il grande display mi ha aiutato a lavorare su treni e bus durante gli spostamenti, le prestazioni del chip hanno reso tutto rapido e fluido. Ma i due vantaggi principali che ho sfruttato durante la mia settimana cinese sono stati la fotocamera — di cui parlerò ampiamente fra poco — e il design ben pensato e immediatamente riconoscibile. Soprattutto in Cina, dove gli smartphone Huawei valgono una grossa fetta di mercato: anche Frank, la nostra guida a Guilin, ha subito riconosciuto il foldable che stavo usando e mi ha chiesto di dargli un'occhiata. Il prezzo lo ha fatto un po' desistere dall'indagare oltre, ma il fatto resta: il Mate X6 si piega con un certo stile, uno stile che non passa inosservato nemmeno nella patria dei pieghevoli. Questa recensione nasce interamente da quell'esperienza sul campo. Non un test da scrivania, non prove in ambiente controllato, ma utilizzo reale e intensivo nelle condizioni più disparate: dall'umidità soffocante di Shenzhen al caldo secco delle escursioni montane, dalle luci al neon delle metropoli notturne alla foschia mattutina sulle montagne carsiche. Il Mate X6 ha affrontato tutto senza mai lasciarmi a piedi, guadagnandosi un posto speciale tra i dispositivi che ho avuto il piacere di testare negli ultimi anni. Si tratta di un ottimo prodotto, anche se qualche limite nella connessione e un prezzo importante lo rendono pensato solo per una fetta ristretta del mercato. In questa recensione vi aiuterò a capire se il Huawei Mate X6 è il foldable che fa per voi. Maggiori informazioni sul sito ufficiale. Unboxing La confezione del Mate X6 si presenta con l'eleganza tipica della linea Mate di Huawei: una grande scatola nera, sobria e raffinata, che anticipa il carattere premium del prodotto. All'apertura, il dispositivo si rivela adagiato su un supporto centrale, circondato da un corredo accessori che ormai non è più scontato in questa fascia di prezzo. Troviamo il caricatore da 66W con tecnologia SuperCharge, il cavo USB proprietario a 6A necessario per sfruttare la ricarica rapida alla massima potenza, e una custodia protettiva che merita una menzione particolare. Realizzata in materiale acrilico trasparente con un inserto in pelle vegana abbinato al colore del dispositivo, questa cover integra un kickstand a molla che permette di orientare il telefono sia in verticale che in orizzontale. Durante il viaggio in Cina questa caratteristica si è rivelata preziosissima: poter appoggiare il Mate X6 su un tavolino del treno per guardare contenuti o gestire videochiamate senza doverlo tenere in mano ha fatto la differenza durante le lunghe tratte ferroviarie. Il modello che ho portato con me per questo viaggio presenta la finitura in pelle vegana nella colorazione Black, caratterizzata da una texture fine e gradevole al tatto che conferisce grip senza risultare scivolosa. Esiste anche una variante Nebula Red con la stessa finitura, oltre a una colorazione Nebula Gray con retro in fibra vegana dal motivo spiralato particolarmente distintivo. Lo schermo esterno arriva con una pellicola protettiva preapplicata in fabbrica, mentre quello interno presenta lo strato protettivo speciale progettato da Huawei che non deve assolutamente essere rimosso: farlo significherebbe danneggiare il display e perdere la copertura della garanzia. Un dettaglio importante da tenere a mente, soprattutto per chi è abituato a strappare via le protezioni dai nuovi dispositivi prima dell'utilizzo. Completano la dotazione il pin per l'espulsione del carrellino SIM e la documentazione cartacea. Materiali, costruzione e design Per questa recensione ho usato il pieghevole nella colorazione Black con finitura in pelle vegana, e devo dire che anche da chiuso è un dispositivo che sa farsi riconoscere. La finitura in ecopelle è interrotta solo dalla scritta Huawei e dal generoso gruppo delle fotocamere, rotondo ma con un ottagono interno che racchiude i sensori in quello che Huawei chiama design Space-Age Orbit. È un elemento distintivo che rende il dispositivo immediatamente identificabile, come ha dimostrato l'episodio con Frank a Guilin. Nonostante sia un pieghevole, il profilo risulta estremamente sottile: appena sotto i 10 millimetri da chiuso e solamente 4,6 mm quando aperto. Eppure non sembra delicato fra le mani: facendo un po' di forza non si sentono scricchiolii, e il Mate X6 ha resistito egregiamente a tutti i vari trasferimenti del mio intenso viaggio in Cina. Spostamenti in aereo, treni ad alta velocità, bus turistici, camminate sotto il sole cocente: il dispositivo non ha mai mostrato segni di cedimento. Durante il viaggio non mi è pesato eccessivamente: il peso di 239 grammi è sicuramente maggiore di circa 40 grammi rispetto allo smartphone classico che avevo nell'altra tasca, ma il Mate X6 ha uno schermo da quasi otto pollici in più. Un compromesso che accetto volentieri considerando le possibilità che offre. Il telaio è costruito in alluminio aeronautico con resistenza superiore del 37% rispetto agli allumini convenzionali, il vetro Kunlun di seconda generazione protegge lo schermo esterno con resistenza alle cadute dichiarata 25 volte superiore ai vetri comuni, e una lastra in fibra di carbonio rinforza la struttura interna. C'è anche la resistenza all'acqua IPX8, ma non alla polvere come succede spesso per i foldable. Segnalo inoltre che il pulsante di sblocco fa anche da lettore delle impronte, ed è posizionato intelligentemente in modo da restare nella stessa posizione sia da aperto che da chiuso. Bello, solido, resistente: un pieghevole che si fa notare, e non credo solo in Cina. La cerniera La cerniera multidimensionale merita una menzione speciale perché rappresenta il cuore tecnologico del dispositivo. Realizzata in acciaio ad altissima resistenza da 1900 MPa, lo stesso tipo di materiale impiegato nell'industria aerospaziale, mi è sembrata davvero fluida: dopo poche ore di utilizzo, già nell'aereo verso Hong Kong, avevo iniziato ad aprire lo smartphone con una mano sola senza troppi problemi. Nonostante questa fluidità, la cerniera può restare aperta a qualsiasi angolazione — caratteristica che mi ha evitato la necessità di usare un treppiede facendo le fotografie e mi ha fatto scrivere in modalità laptop più velocemente di quanto farei con uno smartphone classico. Certo, il peso del modulo fotocamera fa perdere l'equilibrio al nostro laptop improvvisato se si apre troppo, ma in generale il meccanismo mi sembra molto ben pensato. Il design waterdrop permette allo schermo di piegarsi seguendo una curva dolce anziché un angolo netto, riducendo lo stress meccanico sul pannello flessibile. Specifiche tecniche Caratteristica Dettaglio Display interno OLED LTPO 7,93 pollici, 2440 x 2240 pixel, 418 ppi, 1-120Hz adattivo, 1800 nits picco Display esterno OLED LTPO 6,45 pollici, 2440 x 1080 pixel, 414 ppi, 1-120Hz adattivo, 2500 nits picco Processore Kirin 9020 octa-core (1x2.5 GHz + 3x2.15 GHz + 4x1.53 GHz) GPU Maleoon 920 RAM 12 GB LPDDR5X Storage 512 GB UFS 4.0 (non espandibile) Fotocamera principale 50 MP f/1.4-f/4.0 apertura variabile, 24mm, PDAF, OIS Teleobiettivo 48 MP f/3.0, 90mm periscopico, zoom ottico 4x, PDAF, OIS Ultra-grandangolare 40 MP f/2.2, 13mm, 120°, PDAF Ultra Chroma Camera Sensore spettrale 1,5 milioni canali per accuratezza colore Fotocamera frontale esterna 8 MP f/2.4 Fotocamera frontale interna 8 MP f/2.2 Batteria 5110 mAh Si/C Ricarica cablata 66W SuperCharge Ricarica wireless 50W wireless SuperCharge Ricarica inversa 7,5W wireless, 5W cablata Sistema operativo EMUI 15 basato su HarmonyOS 4.3 Connettività WiFi 6, Bluetooth 5.2 (SBC, AAC, LDAC, L2HC), NFC, USB-C 3.1, GPS multi-frequenza Resistenza IPX8 Dimensioni chiuso 156,6 x 73,78 x 9,85/9,9 mm Dimensioni aperto 156,6 x 144,04 x 4,6 mm Peso 239 grammi Colori disponibili Black, Nebula Red, Nebula Gray Applicazione Il Mate X6 funziona con EMUI 15, sistema operativo basato su HarmonyOS 4.3 che tecnicamente poggia ancora sulle fondamenta di Android 12 open source. L'interfaccia è un ibrido fra Android e iOS, da cui trae ispirazione per il doppio menu delle notifiche o per la gestione delle schermate. Non tutto mi è sembrato intuitivo come avrei voluto all'inizio, ma si usa molto bene una volta presa confidenza. Soprattutto, la gestione del multitasking è eccellente: è possibile utilizzare fino a tre applicazioni contemporaneamente sul display interno. La maggior parte delle app sfrutta molto bene il grande schermo pieghevole, e durante i lunghi trasferimenti in Cina questa capacità si è rivelata fondamentale per la mia produttività. Come per tutti gli smartphone Huawei dopo il ban americano, bisogna notare l'assenza dei servizi Google, risultato delle ben note restrizioni americane. Durante il mio soggiorno in Cina questo era un limite relativo, dato che molti servizi Google sono comunque inaccessibili nel paese: ho usato AliPay per i pagamenti e Baidu Maps per gli spostamenti, integrandomi perfettamente nel sistema locale. Ma anche in Italia la situazione è tutt'altro che drammatica. L'Aurora Store cambia tutto Basta scaricare l'Aurora Store per accedere alle app di Google, aggiungendo i servizi MicroG per usare YouTube o Google Maps: lo store alternativo si occupa di tutti i passaggi, quindi è facile da usare anche per chi non è molto pratico di tecnologia mobile. Ci potrebbero essere dei limiti: in particolare non si può proiettare lo schermo con Chromecast o pagare con Google Pay. Esistono modi per aggirare questi problemi — scaricare l'app YouTube sulla TV o usare Curve per i pagamenti — tutt'altro che complicati, ma non funzionano con la stessa semplicità delle soluzioni Google native. Tuttavia, per chi lavora le prospettive sono piuttosto buone. L'App Gallery di Huawei offre comunque alternative valide per molte applicazioni comuni, inclusa l'intera suite Microsoft: potete usare Outlook e Word senza alcun problema. Insomma, anche dal punto di vista software gli smartphone Huawei restano semplici da utilizzare, con qualche limite minore che va valutato in base al proprio utilizzo specifico. Hardware Huawei gioca in casa per l'hardware del Mate X6: utilizza il processore Kirin 9020, accompagnato da 12 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di storage UFS 4.0. Durante l'uso quotidiano in Cina tutto ha filato fluido e rapido: l'ho usato per prendere appunti, scattare foto e video che poi ho editato direttamente sul dispositivo, e non solo. Ma questo vale per tutti gli smartphone di questa categoria di prezzo: quindi l'ho testato un po' anche nel gaming, non appena ne ho avuto l'opportunità. La GPU Maleoon 920 si comporta molto bene con giochi densi graficamente come Genshin Impact e Hades. Alzando l'asticella la differenza rispetto ad altri chip al top si inizia a sentire, ma non in maniera così evidente da rovinare l'esperienza. L'unica nota dolente durante il viaggio è stata la mancanza di supporto eSIM, che mi ha costretto a utilizzare l'hotspot del secondo telefono per la connessione dati. Da segnalare anche la mancanza di 5G, sebbene in Italia si senta la differenza di velocità solo in poche zone: in uno smartphone di questo livello, questi limiti nella connettività pesano e rappresentano conseguenze dirette delle restrizioni commerciali americane. Il sistema di dissipazione termica ha funzionato egregiamente anche sotto il sole cocente di Shenzhen. Huawei ha implementato una soluzione con camera di vapore e grafene ad alta conducibilità termica, e durante le lunghe sessioni fotografiche all'aperto la temperatura superficiale è rimasta sempre contenuta. Prestazioni e autonomia La batteria da 5110 mAh del Mate X6 è stata all'altezza delle sfide poste dal mio viaggio di lavoro. Anche nelle giornate più impegnative, con navigazione GPS, numerose foto e video, un po' di editing sui bus, sono sempre arrivato a sera con un margine di autonomia rassicurante, almeno attorno al 15-20%. Nell'utilizzo durante il weekend dopo il rientro ho dovuto caricarlo una volta sola per coprire due giorni. La ricarica rapida da 66W non è da record ma resta davvero comodissima: in circa 40 minuti si passa da batteria completamente scarica al 100%, mentre bastano 15-20 minuti per un boost significativo che garantisce diverse ore di utilizzo. Nelle mattine frenetiche prima delle escursioni, quei pochi minuti di ricarica mentre facevo colazione in hotel si sono rivelati sufficienti per affrontare l'intera giornata. La ricarica wireless da 50W è ottima sempre, in un pieghevole è ancora più gradita. Huawei ha utilizzato celle al silicio-carbonio, tecnologia che permette densità energetiche superiori a parità di volume rispetto alle batterie tradizionali al litio, contribuendo a mantenere lo spessore contenuto senza sacrificare l'autonomia. Test Il vero banco di prova di questo Mate X6 è stato il viaggio in Cina stesso. Non un test da laboratorio, ma settimane di utilizzo reale nelle condizioni più disparate. Dall'umidità soffocante di Shenzhen dove anche respirare diventava difficile, alle escursioni tra le montagne carsiche di Yangshuo, passando per le luci al neon delle metropoli notturne: il dispositivo ha affrontato tutto senza mai lasciarmi a piedi. Ho dedicato particolare attenzione alla valutazione del comparto audio durante questo viaggio, aspetto spesso trascurato nei pieghevoli ma fondamentale per chi utilizza lo smartphone come dispositivo multimediale principale. La configurazione speaker stereo comprende due altoparlanti posizionati sul bordo superiore e inferiore. Quando il telefono è chiuso la disposizione risulta simmetrica, mentre a schermo aperto l'asimmetria può influenzare leggermente la percezione spaziale del suono. Comparto audio: non eccezionale ma funzionale Non eccezionale il comparto audio, composto da speaker stereo che però, per via del ridotto spessore, non possono avere tanti bassi quanti ne vorrei. Il volume massimo raggiunge circa 86 dB, valore che colloca il Mate X6 nella fascia alta dei pieghevoli senza però raggiungere i vertici assoluti del mercato smartphone. La qualità presenta luci e ombre. Le frequenze medie risultano bilanciate e piacevoli, la voce umana viene riprodotta in modo chiaro e naturale — caratteristica apprezzabile durante le videochiamate con la redazione dall'altra parte del mondo. I problemi emergono nella gamma bassa: i bassi risultano praticamente assenti, conseguenza inevitabile dello spessore ridottissimo del dispositivo. Semplicemente non c'è spazio fisico per generare frequenze gravi in modo efficace. Durante l'ascolto musicale nelle sere in hotel, questa carenza si è manifestata chiaramente. Brani con linee di basso prominenti risultavano svuotati della loro energia ritmica. Per l'ascolto occasionale di podcast o video la situazione resta accettabile, ma consiglio vivamente l'utilizzo di cuffie per qualsiasi sessione musicale prolungata. Huawei supporta il codec L2HC ad alta fedeltà per la trasmissione Bluetooth verso accessori compatibili, funzionalità particolarmente interessante abbinata agli auricolari FreeBuds. Un aspetto che mi ha colpito favorevolmente riguarda la qualità di ricezione del segnale cellulare. In alcune zone remote durante le escursioni, il Mate X6 ha mantenuto la connessione in situazioni dove altri smartphone faticavano. Huawei dichiara di aver lavorato particolarmente sull'antenna per compensare l'assenza del 5G, e i risultati sembrano darle ragione. Approfondimenti Display superlativo: lavorare in mobilità non è mai stato così facile Il Mate X6 offre due display OLED davvero ottimi, e durante il viaggio in Cina li ho sfruttati entrambi intensivamente. Lo schermo esterno da 6,45 pollici con risoluzione 1080 x 2440 pixel ha colori vivaci e contrasto perfetto. I margini sono davvero ridotti e, sebbene sia leggermente più stretto rispetto alla media degli smartphone classici, risulta usabilissimo in qualsiasi contesto. Ho usato moltissimo lo smartphone da chiuso, per via dell'ottimo display e dello spessore ridotto. Soprattutto per fare le fotografie, anche all'aperto: la luminosità di picco di 2500 nits lo ha reso semplice da usare anche sotto il sole cinese, anche se il caldo umido di Shenzhen rendeva difficile qualsiasi altra cosa! Il valore aggiunto, però, arriva aprendo il dispositivo: un pannello interno da 7,93 pollici con risoluzione 2240 x 2440 pixel. Davvero ben fatto, con cornici ridotte e simmetriche sui quattro lati. Il display assume un rapporto di dimensioni non proprio comodissimo per film e serie TV: è troppo quadrato per essere usato al posto di un tablet in aereo, problema che ho visto risolvere solo dal trifold di Huawei. Ma per lavorare diventa ottimo: potete tenere molte più informazioni a schermo di quello che è possibile fare con gli smartphone classici. Lo adoro soprattutto per la gestione delle mail e per l'editing di video con CapCut — attività che ho svolto quotidianamente durante i trasferimenti in treno. È anche piuttosto luminoso: 1800 nits. Tuttavia, la gestione dei riflessi non è perfetta né sul display esterno né su quello interno. Entrambi i display supportano un refresh rate adattivo da 1 a 120 Hz, ottimo per giocare e per la gestione della batteria, con colori vivi, HDR e diverse opzioni per migliorare l'esperienza visiva. I display sono senza dubbio un punto forte. La piega non infastidisce La piega centrale del display interno è visibile in determinate condizioni di luce e percepibile al tatto, ma nell'uso quotidiano ho iniziato a ignorarla dopo nemmeno un minuto di utilizzo. Forse c'è una ridotta fetta di persone che la vive come un limite, ma credo che ormai la piega sia solo una scomodità ridotta per avere in cambio tutto quel display in più. L'implementazione Huawei la rende meno pronunciata rispetto a molti concorrenti, in particolare rispetto ai dispositivi Samsung. La fotocamera: la vera sorpresa del viaggio Se c'è un aspetto in cui il Mate X6 ha completamente ribaltato le mie aspettative, quello è il comparto fotografico. I pieghevoli spesso finiscono per sacrificare la qualità fotografica sull'altare della forma: per essere più sottili, fanno foto peggiori. Read the full article















