La crisi prosegue, la disoccupazione aumenta, la percezione del benessere diminuisce. Il mondo purtroppo non sembra aver cambiato direzione. Sono passati ormai 14 anni, da quando alle soglie del nuovo millennio mi chiedevo come sarebbe stato il 2000. Sogni ed aspettative rasentavano la follia, la mia anima nerd immaginava supercomputer evoluti, macchine volanti e robot autonomi che passeggiavano per le città, popolate da uomini finalmente felici. Un mondo diverso, consapevole, cosciente ormai di quello che il futuro ci avrebbe riservato. L'evoluzione. Oggi, invece, le macchine non volano, i computer sembrano essere sempre più scemi e gli unici robot che vedo in giro non sono autonomi ma automi, guidati da uomini sempre meno evoluti e sempre più infelici rispetto ai loro predecessori. Eppure in questo marasma generale, fatto di "me ne frego" e di "tanto io sto bene", un brusio, un rumore di fondo si stacca perfettamente dal vociare assordante che mi circonda. Se anche voi provate a farci caso, siamo circondati da raggi di luce, da piccoli mondi che a fatica, un passo alla volta cercano di sovvertire al normale incedere delle cose. Uomini e donne in cerca di un mondo diverso. Basta distrarsi, lasciarsi illuminare. Ed è così che nasce la Mattonaia. Il sogno di uomo, cresciuto con lui, maturato nel tempo. Un uomo che come tanti di voi, guardava fuori dalla sua finestra e sperava in un futuro diverso, un po’ meno nerd, ma felice come quello che sognavo io. Fattoria Sociale, un tarlo. Dal primo giorno che da Riccardo ho sentito questa parola non ho smesso di ripeterla. Al mattino insieme al caffè, a pranzo e a cena... come una medicina... un antibiotico... e più la ripetevo e più che mi sentivo meglio. La terra, quel mondo fatto di sacrifici, sudore e calli alle mani da cui ero scappato a 18 anni per cercare la mia strada era lì che a braccia aperte mi dava la possibilità di riscattarmi e di tornare a vivere..il tutto facendo del bene agli altri... INCREDIBILE...! Giorno dopo giorno questo progetto, questo sogno, quest'avventura dai contorni sfumati è diventata sempre più definita...sempre più chiara. La possibilità di una decrescita felice prima di tutto e di un modo di fare impresa dimostrando che anche un altro tipo di economia più umanamente sostenibile è possibile. Un progetto educativo, sociale e terapeutico al tempo stesso, dove attività agricole, di trasformazione ortofrutticola e terapie mediante animali si intersecano, così come le diverse esperienze e storie di vita di chi come me si sta tuffando in questo fiume in piena senza salvagente, senza protezioni. Se è tutto un sogno? Nooooo... scordatevelo! Noi abbiamo cominciato a realizzarlo, non senza difficoltà, questo ve lo assicuro, eppure proprio in questi giorni stiamo muovendo i nostri primi passi. Come un bambino che si muove per la prima volta stretto tra le rassicuranti mani dei suoi genitori, La Mattonaia sta affrontando la sua prima vera esperienza. Siamo cascati, ci siamo stancati, abbiamo discusso eppure il nostro primo traguardo è ormai quasi raggiunto. La prima produzione di olio. 100 piante di ulivo che per noi valgono più di qualsiasi business plan, più di ogni altro piano aziendale. Passare del tempo insieme alle persone che (forse lo fanno solo per assecondare il nostro delirio ) credono nel nostro progetto, che si sono sporcate le mani, a volte anche facendosi ore di macchina solo per poterci vedere e starci vicino nella raccolta delle olive è stato fantastico. Risate e sudore, mal di schiena e pranzi sull'erba... e quel profumo di olive che ha reso tutti un po’ più felici...! 5 giorni che probabilmente nessuno di noi dimenticherà mai, un po’ come il primo bacio... si questo è stato il nostro primo bacio alla nostra nuova creatura...