Cubot X100: lo smartphone economico che osa con un secondo schermo posteriore - Recensione
Il mercato degli smartphone, e in particolare quello della fascia più economica, è divenuto un vero oceano di uniformità, dove monoliti neri si susseguono quasi a ritmo di metronomo, con schede tecniche che paiono uscite da un algoritmo impietoso e design che, senza mezzi termini, gridano “compromesso”. In questo contesto, di rado, un produttore meno blasonato osa un gesto coraggioso: un lampo di originalità capace di strapparsi al frastuono di fondo. È proprio questa la sensazione che mi ha avvolto nel momento in cui ho messo le mani sul Cubot X100, avvolto nella sua sgargiante colorazione Gold. Non si annuncia pronto a sfidare i top di gamma, né a equipaggiare la fotocamera più all’avanguardia. La vera scommessa è di altro tipo, visibile e concreta: un secondo schermo incastonato sul retro. La domanda che mi ha accompagnato per tutta la prova è stata inevitabile e centrale: quella caratteristica così peculiare è davvero un’innovazione genuinamente utile, capace di arricchire l’uso quotidiano, oppure è solo un astuto trucco di marketing, un gimmick pensato per distogliere l’attenzione dai sacrifici necessari a mantenere il prezzo aggressivamente basso? Sul foglio, il dispositivo promette 5G, un processore di ultima generazione, una batteria capiente, 8 GB di RAM e 256 GB di archiviazione – sembra quasi troppo bello per essere vero.Nel corso di questa recensione ci imbarcheremo in un viaggio attraverso le mille sfumature del Cubot X100, dall’entusiasmante rituale dell’unboxing alle prove sul campo più meticolose. Metteremo a dura prova la sua potenza, scruteremo la tenacia della batteria, esamineremo la finezza del comparto fotografico e, soprattutto, cercheremo di capire se quel minuscolo schermo sul retro sia davvero il valore aggiunto che ci viene venduto o se si riveli solo una delicata illusione. Al momento può essere acquistato direttamente su Aliexpress. Unboxing Aprire la confezione di un dispositivo economico è spesso un'esperienza prevedibile, ma nel caso del Cubot X100 riserva una piacevole sorpresa che va controcorrente rispetto alle tendenze del mercato. La scatola, di un cartone nero semplice ma robusto, rivela subito un approccio orientato al valore. Al suo interno, oltre allo smartphone avvolto in una pellicola protettiva che ne riassume le caratteristiche principali, troviamo una dotazione che definirei completa. C'è un cavo USB-C, lo spillo per estrarre il carrellino della SIM, la manualistica di rito e, soprattutto, due elementi che non sono più scontati: un alimentatore da parete e una cover protettiva. L'inclusione di un caricabatterie da 33W, capace di sfruttare la massima potenza di ricarica supportata dal telefono, è un punto a favore non trascurabile. In un'epoca in cui colossi come Apple e Samsung hanno rimosso questo accessorio dalle loro confezioni, citando ragioni ambientali ma di fatto trasferendo un costo aggiuntivo sul consumatore, la scelta di Cubot è una dichiarazione d'intenti. Si rivolge a un pubblico attento al portafoglio, che non vuole affrontare spese impreviste dopo l'acquisto. La cover in TPU trasparente, seppur semplice, è un altro dettaglio apprezzabile: è sufficientemente robusta per proteggere da graffi e piccoli urti fin dal primo giorno, evitando la ricerca affannosa di un accessorio compatibile. Ho notato anche la presenza di una pellicola protettiva pre-applicata sullo schermo principale, un'ulteriore accortezza che migliora l'esperienza "pronto all'uso". Questa strategia non è casuale. Per un marchio che compete in una fascia di prezzo affollatissima, l'esperienza fuori dalla scatola è fondamentale. Fornire un pacchetto completo non è solo un bonus, ma un elemento chiave della proposta di valore, che crea una percezione positiva immediata e rafforza l'idea di aver fatto un buon affare. È un messaggio chiaro: qui non ci sono costi nascosti, quello che paghi è tutto ciò di cui hai bisogno per iniziare. Materiali, costruzione e design Prendere in mano il Cubot X100 per la prima volta suscita sensazioni contrastanti, che riflettono la sua natura di dispositivo economico con ambizioni stilistiche. Con le sue dimensioni di 171.9 x 78.1 x 8.9 mm e un peso di 208g, non è certamente uno smartphone compatto o leggero, ma il peso è ben distribuito e trasmette una sensazione di solidità inaspettata. La versione Gold che ho testato ha una finitura satinata sul retro che, con mia grande soddisfazione, respinge efficacemente le impronte digitali, un problema comune su molti dispositivi più costosi. I materiali sono onesti e coerenti con la fascia di prezzo: il frame e la scocca posteriore sono interamente in plastica. Tuttavia, Cubot ha lavorato per nobilitare l'aspetto generale. Il design del retro è l'elemento più caratterizzante. Il grande modulo fotografico circolare, affiancato dal display secondario da 1.72 pollici, crea un'identità visiva forte e riconoscibile. L'ispirazione, come notato da alcuni appassionati, sembra provenire da modelli di fascia più alta come il Nubia Z60 Ultra, e questa scelta non è casuale. È un tentativo deliberato di apparire più premium di quanto non sia, di catturare lo sguardo. Anche il logo "CUBOT" stampato in grande sul fondo della scocca contribuisce a questo look audace e moderno. L'ergonomia è funzionale. I tasti del volume e il pulsante di accensione, che integra un sensore di impronte digitali rapido e abbastanza preciso, sono posizionati sul lato destro e offrono un feedback tattile solido e "cliccabile". Sul fondo troviamo la porta USB-C e una delle due griglie per gli altoparlanti stereo. Manca, come ormai consuetudine, il jack audio da 3.5 mm. Sebbene la costruzione in plastica non possa competere con il feeling di vetro e metallo, il Cubot X100 non dà mai l'impressione di essere un prodotto fragile o assemblato in modo approssimativo. È un esercizio di stile ben riuscito, che utilizza materiali economici per creare un design che fa di tutto per non passare inosservato. Specifiche tecniche Prima di addentrarci nell'analisi delle prestazioni e dell'esperienza d'uso, è fondamentale avere un quadro chiaro e completo della dotazione hardware del Cubot X100. La tabella seguente riassume i dati tecnici dichiarati dal produttore, che serviranno come riferimento per le valutazioni che seguiranno. Caratteristica Specifica Display Principale 6.88" IPS LCD, 120Hz Risoluzione 720 x 1640 pixels (~260 ppi) Display Secondario 1.72" TFT, 320 x 380 pixels Processore MediaTek Dimensity 7025 (6 nm) CPU Octa-core (2x2.5 GHz Cortex-A78 & 6x2.0 GHz Cortex-A55) GPU IMG BXM-8-256 RAM 8 GB (+ 8 GB di espansione virtuale) Archiviazione Interna 256 GB (non espandibile) Fotocamera Principale Tripla: 64 MP (wide, PDAF) + 5 MP (ultrawide) + 2 MP (macro) Registrazione Video 1080p@30fps Fotocamera Frontale 16 MP Batteria 5100 mAh Ricarica 33W cablata (Power Delivery) Sistema Operativo Android 15 Connettività 5G, Wi-Fi 5 (802.11ac), Bluetooth 5.1, NFC, GPS, GLONASS, Galileo Porte USB Type-C Sensori Impronta digitale (laterale), accelerometro, giroscopio, prossimità, bussola Audio Altoparlanti stereo Dimensioni 171.9 x 78.1 x 8.9 mm Peso 208 g Materiali Frame in plastica, retro in plastica Questa scheda tecnica rivela una strategia precisa: puntare su alcuni elementi di spicco (come la quantità di RAM e storage, la batteria e la frequenza di aggiornamento del display) accettando compromessi evidenti in altre aree (la risoluzione dello schermo e il comparto fotografico secondario). Applicazione Dato che il Cubot X100 non è un dispositivo che si affida a un'applicazione specifica per il suo funzionamento, come potrebbe essere per uno smartwatch o un gadget per la smart home, ho deciso di dedicare questa sezione all'analisi dell'esperienza software complessiva. E qui, Cubot gioca una delle sue carte migliori. Il dispositivo arriva con a bordo Android 15 in una versione che, a tutti gli effetti, può essere definita "stock". Questa è una notizia eccellente per chi, come me, mal sopporta le interfacce utente pesantemente personalizzate, piene di applicazioni duplicate e servizi ridondanti. All'avvio, l'ambiente è pulito, essenziale e familiare a chiunque abbia mai usato un Google Pixel o un dispositivo Android One. Non c'è traccia di bloatware: le uniche applicazioni preinstallate sono quelle del pacchetto Google e poche utility di base. Le uniche personalizzazioni introdotte da Cubot sono funzionali e non invasive, concentrate principalmente nel menu delle impostazioni per gestire le funzionalità uniche del dispositivo, come il display secondario. Navigare tra i menu per configurare i widget o le notifiche da mostrare sul piccolo schermo posteriore è un processo logico e intuitivo, segno di un'integrazione software ben pensata. Tuttavia, questa pulizia nasconde un potenziale rovescio della medaglia: la politica di aggiornamenti. Marchi come Cubot, pur offrendo un software aggiornato al lancio, raramente garantiscono un supporto a lungo termine. A differenza di Samsung o Google, che promettono anni di aggiornamenti del sistema operativo e patch di sicurezza anche sui loro modelli più economici, il futuro del Cubot X100 è più incerto. È probabile che riceva alcuni aggiornamenti correttivi, ma è difficile aspettarsi il passaggio a future versioni di Android. Questo è un compromesso importante da considerare: si ottiene un'esperienza pulita e scattante oggi, ma con il rischio che il dispositivo diventi obsoleto dal punto di vista software prima di quanto accada con la concorrenza più strutturata. Hardware Il cuore pulsante del Cubot X100 è una piattaforma hardware che mira a un equilibrio tra prestazioni, efficienza energetica e costi. Al centro di tutto c'è il System-on-Chip MediaTek Dimensity 7025, una scelta interessante per questa fascia di prezzo. Realizzato con un processo produttivo a 6 nm, questo chipset è progettato per offrire i vantaggi della connettività 5G a un pubblico più ampio. La sua CPU octa-core è strutturata con due core ad alte prestazioni Cortex-A78 a 2.5 GHz per i compiti più impegnativi e sei core ad alta efficienza Cortex-A55 a 2.0 GHz per gestire le attività in background e ottimizzare i consumi. A supporto del processore troviamo una dotazione di memoria decisamente generosa. Gli 8 GB di RAM fisica sono più che sufficienti per garantire un multitasking fluido nell'uso quotidiano. A questi si aggiunge la funzione di espansione virtuale, che può allocare ulteriori 8 GB di memoria di archiviazione per fungere da RAM supplementare. È importante precisare che questa RAM virtuale non ha le stesse prestazioni di quella fisica, ma può aiutare a mantenere più applicazioni aperte in memoria senza rallentamenti evidenti. Lo spazio di archiviazione interna è di ben 256 GB, un taglio che fino a poco tempo fa era riservato a modelli di fascia ben più alta. Questa abbondanza di spazio è un grande vantaggio, ma è mitigata da una mancanza importante: l'assenza di uno slot per schede microSD. La scelta è definitiva, non potrete espandere la memoria in un secondo momento. Il pacchetto connettività è completo e moderno. Il supporto alle reti 5G è garantito su un'ampia gamma di bande, assicurando compatibilità a livello globale. Troviamo poi il Wi-Fi 5 (802.11ac), il Bluetooth 5.1 e, soprattutto, il chip NFC, che abilita i pagamenti contactless. L'inclusione dell'NFC non è scontata in questa categoria e rappresenta un valore aggiunto significativo per la comodità quotidiana. Prestazioni e autonomia In termini di impressioni generali, prima di scendere nei dettagli dei test, il Cubot X100 si presenta come un dispositivo sorprendentemente reattivo. La combinazione del processore Dimensity 7025 e del display a 120 Hz crea un'esperienza utente molto fluida nella navigazione dell'interfaccia e nelle operazioni di tutti i giorni. Lo scorrimento delle pagine web, dei feed dei social media e dei menu di sistema è piacevolmente liscio, dando una percezione di velocità superiore a quella che i soli benchmark potrebbero suggerire. Il punteggio AnTuTu, che si attesta intorno ai 464.000 punti, lo colloca saldamente nella fascia media, confermando che il telefono ha la potenza necessaria per gestire senza affanno la maggior parte delle applicazioni. Sul fronte dell'autonomia, le premesse sono eccellenti. La batteria da 5100 mAh è una capacità generosa, che, abbinata a un processore efficiente e a uno schermo con risoluzione HD+, lascia presagire una durata notevole. L'aspettativa, durante i primi momenti di utilizzo, è quella di poter coprire senza problemi una giornata di uso intenso e di poter arrivare anche a due giorni con un utilizzo più moderato. La velocità di ricarica, supportata dall'alimentatore da 33W incluso in confezione, promette di ridurre i tempi di attesa. Sebbene non si tratti di una delle tecnologie di ricarica più fulminee sul mercato, è un valore più che rispettabile per questa categoria di prezzo, capace di fornire una buona dose di energia in poco tempo, un aspetto cruciale per chi ha uno stile di vita dinamico. Naturalmente, queste prime impressioni positive su fluidità e durata della batteria richiedono una verifica più rigorosa attraverso scenari d'uso controllati, che affronteremo nelle prossime sezioni per capire dove si trovano i reali punti di forza e i limiti di questo smartphone. Test Per valutare in modo approfondito il Cubot X100, ho deciso di metterlo alla prova simulando una giornata di utilizzo tipica, un approccio che ritengo più rappresentativo rispetto ai soli benchmark sintetici. La mia metodologia prevedeva l'uso del telefono in diversi contesti: a casa con una rete Wi-Fi 5 stabile, in ufficio e in mobilità, sfruttando la connettività 5G. L'obiettivo era stressare il dispositivo in scenari realistici per misurarne le prestazioni, la gestione termica e, soprattutto, la reale autonomia. La giornata è iniziata alle 7:30 con il telefono al 100% di carica. La prima ora è stata dedicata alla lettura di notizie, al controllo delle email e alla consultazione dei social media. In questa fase, la fluidità garantita dai 120 Hz si è fatta apprezzare: lo scrolling su X e Instagram è risultato sempre liscio e privo di incertezze. Il multitasking tra 5-6 applicazioni comuni (Chrome, Gmail, WhatsApp, Spotify) è stato gestito senza problemi dagli 8 GB di RAM, senza ricaricamenti evidenti. Durante la mattinata, ho effettuato un test di gaming. Ho iniziato con un titolo casual come Subway Surfers, che ovviamente non ha messo in difficoltà il dispositivo. Successivamente, ho avviato una sessione di 30 minuti di PUBG Mobile. Il gioco ha impostato di default la grafica su "HD" con frame rate "Alto", ma per un'esperienza più fluida ho preferito la combinazione "Bilanciato" con frame rate "Ultra". In questa configurazione, il gameplay è stato sorprendentemente stabile, con solo qualche sporadico calo di frame nelle situazioni più concitate. Dopo mezz'ora, la parte posteriore del telefono, in corrispondenza del processore, era leggermente tiepida, ma mai fastidiosa, segno di una discreta dissipazione del calore. A metà giornata, dopo circa 5 ore di utilizzo misto con 2 ore di schermo acceso, la batteria era scesa al 75%, un risultato molto incoraggiante. Nel pomeriggio ho utilizzato il telefono per la navigazione GPS per circa 40 minuti e per scattare diverse fotografie. La sera, ho eseguito un test di streaming video standardizzato: un'ora di riproduzione su YouTube a 720p (la massima risoluzione del pannello) con luminosità al 50% ha consumato l'8% di batteria. Sono arrivato a fine giornata, intorno alle 23:00, con ancora il 35% di carica residua e un totale di 6 ore e 15 minuti di schermo acceso. È un risultato eccellente, che conferma come l'autonomia sia uno dei principali punti di forza di questo smartphone. Per quanto riguarda la ricarica, ho collegato il telefono all'alimentatore da 33W quando la batteria era al 10%. Ha raggiunto il 50% in 32 minuti e il 100% in 1 ora e 18 minuti, tempi assolutamente rispettabili. È importante sottolineare che queste sono osservazioni basate sulla mia esperienza personale. I risultati possono variare in base alla copertura di rete, alle app utilizzate e alle impostazioni del dispositivo. Approfondimenti Il display principale: fluidità a 120 Hz contro risoluzione HD+ Il display principale del Cubot X100 è l'emblema del compromesso strategico. Da un lato, abbiamo una frequenza di aggiornamento di 120 Hz, una caratteristica che fino a poco tempo fa era un lusso da top di gamma. Dall'altro, una risoluzione di soli 720 x 1640 pixel spalmata su un'ampia diagonale di 6.88 pollici. Questo si traduce in una densità di pixel di circa 260 ppi, un valore decisamente basso per gli standard attuali. Il conflitto tra queste due specifiche definisce l'intera esperienza visiva. Nell'uso pratico, l'effetto è immediatamente percepibile. La fluidità a 120 Hz rende ogni interazione con l'interfaccia, ogni scorrimento di una pagina web o di un feed social, estremamente piacevole e reattiva. L'impressione è quella di un dispositivo scattante, moderno. Tuttavia, non appena l'occhio si sofferma sui dettagli, emerge il limite della risoluzione. I testi più piccoli possono apparire leggermente sgranati, le icone non hanno quella nitidezza tagliente a cui siamo abituati con i pannelli FHD+ e la visione di contenuti multimediali ne risente. Guardare un video su YouTube o una serie su Netflix a 720p su uno schermo così grande non è un'esperienza appagante; la mancanza di dettaglio è evidente, soprattutto se si proviene da un dispositivo con una densità di pixel superiore. La scelta di Cubot è chiara: si è scommesso che, per l'utente medio di questa fascia di prezzo, la sensazione di fluidità percepita nell'interazione quotidiana (lo scrolling) sia un vantaggio più tangibile e immediato rispetto alla nitidezza assoluta, che si apprezza soprattutto in contesti d'uso specifici come la fruizione di video ad alta qualità. È un calcolo audace sulle priorità del proprio target. Per quanto riguarda la qualità del pannello IPS, la luminosità è sufficiente per un uso all'aperto senza troppi problemi, anche se sotto la luce diretta del sole si fatica un po'. I colori sono abbastanza vivaci e gli angoli di visione adeguati, senza viraggi cromatici eccessivi. Il secondo schermo: utilità reale o semplice gimmick? Arriviamo al cuore della proposta del Cubot X100: il piccolo display posteriore da 1.72 pollici. La domanda è lecita: serve davvero a qualcosa? Dopo averlo usato per diversi giorni, la mia risposta è un "sì, ma con dei limiti". Le sue funzionalità principali sono quattro: mostrare l'ora e widget personalizzabili, visualizzare le notifiche in arrivo, controllare la riproduzione musicale e fungere da mirino per scattarsi selfie con le fotocamere posteriori. Nell'uso quotidiano, ho trovato particolarmente comoda la possibilità di controllare l'ora e le notifiche con il telefono appoggiato a faccia in giù sulla scrivania. Un doppio tocco sul piccolo schermo lo risveglia, mostrando icone che indicano la presenza di nuovi messaggi o chiamate perse. Questo permette di filtrare le interruzioni senza dover accendere il display principale, con un potenziale, seppur minimo, risparmio di batteria. Anche il controllo della musica funziona bene: è possibile mettere in pausa, riprendere la riproduzione e saltare le tracce senza sbloccare il telefono. La funzione di mirino per i selfie è la più interessante, ma anche quella con l'implementazione più acerba. Permette di sfruttare il sensore principale da 64 MP, qualitativamente superiore a quello frontale, per autoscatti più dettagliati. Tuttavia, l'anteprima sul piccolo schermo è a bassa risoluzione e con un frame rate ridotto, rendendo difficile giudicare la messa a fuoco e l'esposizione in tempo reale. Il risultato finale è comunque migliore di un selfie tradizionale, ma l'esperienza è meno immediata. Read the full article














