Test 43 ~Meneghino~ (Pen + PS)

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Test 43 ~Meneghino~ (Pen + PS)
Poesie del Meriggio #italianlunch #cucinameneghina #meneghin #stendhalmilano #gourmetfood #graphicdesign #interiordesign (hier: Stendhal Milano) https://www.instagram.com/p/Co29np_IucK/?igshid=NGJjMDIxMWI=
Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #Abbandono, #Abbattimento, #Degrado, #Giunta, #Meneghin, #Minnelli, #Moschea, #Musulmani, #Nostalgia, #Palasharp, #Palatrussardi, #Simac, #Sinatra, #Tensostruttura, #Togni
Nuovo Post pubblicato su http://www.milanopost.info/2014/01/13/ma-che-fine-sta-facendo-il-palasharp-ce-lo-chiediamo-con-un-po-di-nostalgia/
Ma che fine sta facendo il Palasharp ? Ce lo chiediamo con un po' di nostalgia...
Milano 13 Gennaio – Sembra impossibile che siano passati ormai quasi trent’anni, ma ricordo molto bene il crollo del Palazzetto dello Sport di Milano. Era il 17 Gennaio 1985 e una nevicata eccezionale aveva mandato in crisi la città. Molte case e capannoni avevano avuto i tetti sfondati, ma il crollo del Palazzetto, così moderno e imponente, per me era stato qualcosa di veramente shoccante, anche perchè c’ero appena stata per assistere ad una partita dell’Olimpia Basket. Quella sera, nonostante già nevicasse, la struttura aveva retto ed era invece crollata quando fortunatamente non c’era nessuno all’interno.
E ricordo, poi, con una certa sensazione di riconoscenza la nascita in tempi rapidissimi della tensostruttura di Divier Togni, il “mitico”Palatrussardi, che era arrivato in soccorso di noi milanesi, orfani di un palazzo che avesse una capienza sufficiente sia per i concerti, che per le partite di basket.
Da allora quanti spettacoli, concerti, convention, eventi politici e sportivi ! Certo non era enorme, non era ultra-moderno, ma era quello che in quel momento ci voleva, amichevole,“caldo”, funzionale e poi così comodo da raggiungere….
Ci si incontrava lì la domenica per vedere la grande “Simac” di D’Antoni e Meneghin e piano piano ci si conosceva, si faceva amicizia con i tesserati del tuo settore e si usciva insieme a mangiare qualcosa nel dopopartita.
Per tanti anni è stato un’istituzione per Milano, gli si era affezionati e quindi ora ci assale un po’ di magone nel vedere la misera fine che sta facendo e ci chiediamo se non era proprio possibile salvarlo.
Da quando Togni, nel frattempo diventato da proprietario gestore, lo ha riconsegnato al Comune nel marzo 2013, la tensostruttura (ormai Palasharp) è stato abbandonata al degrado più assoluto, con topi, sporcizia e tentativi di occupazione da parte di extracomunitari.
E’ vero che dall’aprile dello scorso anno, come da tempo deciso, è stata approvata dalla Giunta una delibera per il suo abbattimento ( “perchè crea alla città problemi di igiene e di sicurezza”), ma che tristezza vederlo finire la sua onorata carriera senza nemmeno l’onore delle armi!
Quelle mura dove il grande Dan Peterson aveva esultato per le vittorie della sua squadra, dove il mio bambino si era goduto “Holliday on ice”, dove si erano esibiti Frank Sinatra, Liza Minnelli, Prince e grandi compagnie con musical come “Cats” e “Notre Dame de Paris”, dove Renzo Arbore aveva festeggiato le nozze d’oro di tante coppie milanesi, fino ad arrivare all’ultimo concerto, quello di Justin Bieber….beh, piange il cuore pensare che non rimbomberanno più di un solo applauso.
Ora il costo per il suo abbattimento sembra che sia altissimo (circa 600.000 euro) e, nonostante l’assessore allo Sport Chiara Bisonti avesse assicurato che sarebbe stato raso al suolo entro il 2013, dagli uffici tecnici comunali si sa che non è ancora stato approvato nessun progetto di demolizione.
Da quattro anni un tendone all’esterno del Palasharp è stato adibito a luogo di preghiera provvisorio per i musulmani e circa 2000 persone vi si recano ogni venerdì. A giugno Abdel Hamid Shaari, presidente dell’Istituto culturale islamico di viale Jenner, aveva incontrato il vice sindaco De Cesaris proprio per parlare di un eventuale accordo con il Comune per la realizzazione di una grande moschea. Ritengono l’area ideale per la comodità della MM1 Lampugnano e per il grande parcheggio a prezzi contenuti, dicono che i soldi, in parte raccolti tra la comunità milanese, in parte in arrivo dal Qatar e dal Kuwait, non sono un problema e d’altra parte, se si eccettua la copertura, lo scheletro è ancora in buone condizioni. In cambio di una concessione di 30/40 anni si dicono disposti a restaurarlo ed a farvi, oltre alla sala preghiera, anche una biblioteca e un ristorante.
Dopo le pressioni del Sel sulla Giunta e le recenti dichiarazioni dell’Assessore alle Politiche Sociali Majorino, convinto che Milano una moschea l’avrà molto presto, la trattativa potrebbe essere in dirittura d’arrivo con l’incontro tra la comunità islamica e gli assessori De Cesaris e Cappelli che si svolgerà in settimana.
Ma il Comune non discuteva di piccoli luoghi di culto nei vari quartieri? Probabilmente una cosa non escluderà l’altra, certo le idee sono tutt’altro che chiare, anzi sembrano proprio confuse e tra i cittadini serpeggia il malcontento.
E, noi nostalgici delle belle serate trascorse lì….abbiamo un po’ di amaro in bocca.
E. Collatina
Dino Meneghin al Master SBS di Treviso
Mercoledì pomeriggio Dino Meneghin ha fatto lezione agli studenti del Master SBS. Oltre ad essere stata una testimonianza sulla gestione della Federazione Italiana Pallacanestro (di cui è presidente), quello di Meneghin è stato un intervento che ha abbracciato vari argomenti, dai diritti televisivi alle criticità della gestione di un intero movimento. Oltre che di business dello sport la testimonianza è sfociata, tra aneddoti e batttute, in una vera e propria lezione di vita. Ecco riassunti alcuni passaggi dell'intervento:
“Io appena ho smesso di giocare mi sono messo a lavorare e ho aperto una società per comunicazione e organizzazione di eventi, pensavo che con il mio nome si sarebbero aperte facilmente molte porte. Invece ho subito fatto i conti con la dura realtà, e dopo le prime difficoltà ho capito che bisogna lavorare duro, essere aggiornati, studiare e presentarsi nella maniera più professionale possibile. Non ho mollato e poi ho avuto i miei successi e le mie soddisfazioni, ad esempio siamo partiti con un torneo 3 contro 3 per le scuole di Milano con 500 ragazzi iscritti e dopo qualche anno ne avevamo 100.000 in tutta Italia e organizzavamo anche le tappe Streetball per conto di un colosso come Adidas. Ma non è servito il nome Meneghin, quello che è stato importante è stato studiare e prepararsi. Per questo vi invito a credere molto in scuole come questa del Master SBS e soprattutto usciti di qui a tuffarvi nel lavoro non avendo paura di partire anche dalle mansioni meno appariscenti e soprattutto di lavorare di squadra, come su un campo di basket.”
C'è stato spazio anche per ripercorrere la sua splendida e longeva carriera da giocatore:
“Sono partito da un paesino qui vicino dove sono nato, Alano di Piave-Fener, ma ho avuto poi la fortuna di andare a vivere a Varese che è una delle città più di basket che ci siano, è stato quasi naturale con la mia altezza che prima o poi qualcuno mi facesse provare a giocare. Fu coach Nico Messina, ero alla palestra a fare il tifo con un campanaccio di quelli per le mucche, ai campionati studenteschi, lui mi vide e mi disse: fai una corsa..Io con il mio cappotto corsi una decina di metri e lui mi convoco’ per il primo allenamento. A parte il fatto che mi presentai con delle scarpe da basket..rosse (colore degli storici rivali di Varese, ossia la Simmenthal Milano), il resto ando’ bene, sono stato anche fortunato nel trovare da lì in poi le persone giuste, il luogo e il momento giusto, è stata una caratteristica della mia vita. Ecco, da lì inizio’ una carriera durata 28 anni.”