Mentinfuga è alla terza puntate sugli esordi del rock e non solo del 2013. Da Goldfoil di Adriano Viterbini, a Crystal World di Marnie, da Santi di Quartiere de Gli Amanti Di Camilla a Storia di una corsa di Lui sono io.
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Mentinfuga è alla terza puntate sugli esordi del rock e non solo del 2013. Da Goldfoil di Adriano Viterbini, a Crystal World di Marnie, da Santi di Quartiere de Gli Amanti Di Camilla a Storia di una corsa di Lui sono io.
Gli Sfiorati di Matteo Rovere, categoria e umana dello spirito, vivono eventi terribili o meravigliosi, ma ne rimangono solo... sfiorati...
Uno dei temi centrali del film, oltre a quello della sfioratezza, è quello dell’appartenenza, in una città - molto più di un semplice sfondo - che è Roma: la città per antonomasia cui tutti sentono di appartenere, ma che da nessuno si lascia appartenere; e non poteva esserci scelta più emblematica e significativa di questa di voler rendere una Roma sullo schermo quasi come un carattere, inquadrata spesso dal basso verso l’altro (e raramente il contrario), proprio a restituirne questa visione individuale che ognuno ne ha, questo desiderio di volerne sfiorare ogni angolo con lo sguardo senza poterlo realmente possedere.
Belinda, prima ancora che personaggio in carne ed ossa, è l’ossessione dello sguardo - a partire dalle prime scene in cui appare sullo schermo, vivace, in movimento, irraggiungibile, distante - uno sguardo che di rimando, il suo, sembra non essere capace di soffermarsi su niente - se non su particolari che per altri potrebbero essere del tutto irrilevanti - incapace di trattenersi e di trattenere qualcosa.
i Super Dog Party, che nonostante la giovane età, la sanno lunga sull’arte dell’eccitazione ormonale e perpetuano quel beat eterno che da più di cinquant’anni fa da colonna sonora alle nostre esistenze. Esordiscono in questi giorni con il cd The Big Show, autoprodotto in maniera egregia (date un’occhiata alla confezione) e distribuito da Goodfellas.
Non c’è cosa più sensuale di una donna cosciente della propria scandalosa femminilità. “Non riuscivo ad ottenere ciò che volevo e così mi sono ritratta senza vestiti è stato molto divertente, che stupida a non averci pensato prima. Oggi volevo dipingere la nudità, ma non so dire se siano più nudi questi, di un paesaggio al quale sto lavorando.” Sono queste le parole che Georgia ò’ Keeffe indirizza ad Alfred Stieglitz, celebre fotografo e gallerista nell’America degli anni Venti. Con lui intraprende una relazione prima professionale e poi sentimentale, che culminerà in una serie di mostre nelle più importanti gallerie newyorchesi e in un matrimonio.
Leggiadria che corre tra le tracce di folk, country e blues. È questa la sensazione che accompagna l’ascolto di Moonshine once betrayed me. Ed è accaduto anche quando l’ascolto avveniva in contesti spazio-temporali invasi da ritmi frenetici e rumori ambientali. È un rincorrere di suoni che si tramutano in ballate cantate con indubbia maestria da Ombretta Ghidini. Non so se le giovani sirene riusciranno ad ammaliare sempre il pubblico, ma vale la pena ascoltarle anche per l’intrusione delle innumerevoli citazioni, anche se non tutte riuscite, tra le sonorità dell’album....
Una vittoria. La decisione nello scorso dicembre della Commissione del fiume Mekong [1], grazie ad un ruolo attivo dei vietnamiti, di ritardare il progetto della diga Xayaburi sul basso Mekong nel Laos è stata indubbiamente una vittoria. E a maggior ragione se si considera la scarsa attenzione per l’ambiente in Vietnam. Il rinvio è stato giustificato dalla necessità di nuovi studi per valutare l’impatto ambientale della diga. Il Giappone insieme ad altre organizzazioni saranno invitati a sovrintendere agli studi.....
Io provo a volare è ciò che si può fare impedendo alla cruda realtà della propria condizione, alla comunità che ti circonda, agli schemi culturali in cui spesso ci si trova costretti, di sopraffarti. È la lezione che il nostro protagonista apprende dai dischi in vinile di Modugno che lo scemo del paese gli ha lasciato, in due enormi buste nere della spazzatura. E così decide di non poter <<più stare in un posto così>> e prende un treno per il nord dove inseguirà il sogno di una carriera di attore che nella finzione scenica non vedrà compiersi ma nella recitazione, spesso danzata, si estrinseca tutta.
Per conoscere un territorio bisogna esplorarlo, viverlo in prima persona, viaggiare per confrontarlo con altri territori. In questo percorso, avere una buona guida è fondamentale. Per questo abbiamo scelto di addentrarci nelle terre selvagge della scena indipendente seguendo Enrico Veronese, uno degli esploratori più esperti, nel tempo libero giornalista e padre di ItalianEmbassy.it. Abbiamo così potuto guardare l’indie da nuove prospettive e viaggiare attraverso questa sottocultura cogliendone sfumature inattese e panorami in bilico tra il reale e il possibile. Buon viaggio.